Kill me please

locandina
titolo originale Kill Me Please
nazione Belgio / Francia
anno 2010
regia Olias Barco
genere Commedia
durata / note 92 min. / B/N
distribuzione Archibald
cast A. Recoing (Dottor Kruger) • V. Bramly (Virgile) • B. Poelvoorde (M. Demanet) • S. Rubinek (M. Markus) • V. Efira (isp. Evrard) • B. Lanners (M. Vidal) • D. Cohen (Jean-Marc) • Z. De Paris (M.me Zaza)
sceneggiatura O. Barco • V. Bramly • S. Malandrin
fotografia F. Noirhomme
montaggio E. Ryckaert
uscita nelle sale 14 Gennaio 2011

Trama: Nella clinica del Dr. Kruger – sperduta tra le montagne, i boschi e lo sdegno degli abitanti del vicino villaggio belga – vengono ospitati pazienti in fase terminale che cercano assistenza in quello che viene definito suicidio assistito. Una clinica assolutamente particolare, che vede protagonisti i personaggi più disparati: da un celebre comico malato di cancro ad una cabarettista che per un tumore ai polmoni sta perdendo la voce, per passare ad un “suicida cronico” che prova a suicidarsi dall’età di 7 anni ad un giocatore d’azzardo disperato che ha perso la moglie.. a poker. Il Dr. Kruger non istiga al suicidio, bensì cerca di studiare gli impulsi che spingono l’essere umano a questo gesto, per riuscire ad imparare a dominarli. Con queste premesse non dovrebbe stupire l’arrivo improvviso della Morte, e invece…

Trailer:

Recensione: Uno di quei film che se te l’avessero detto prima ti saresti messo a cancellare i giorni con le X sul calendario per aspettare di correre al cinema a vederlo. E’ un film che non solo ha un’idea, ma che la indirizza nel modo in cui nessuno aveva avuto il coraggio di fare prima. L’intensa drammaticità delle storie personali che racconta si tramuta improvvisamente ed esponenzialmente attraverso un linguaggio comicissimo in una vicenda a dir poco grottesca. Commedia di un nero pece che più nero non si può, disarma gli spettatori per la sua comicità estrema, quasi riuscisse a far ridere di colpo al suo pubblico, in una botta sola, tutte le risate che il buonismo e la buona educazione gli aveva impedito fino a quel momento di ridersi, anche quando ne capitava un’onesta occasione. Impossibile mantenere una posizione composta sulle poltrone, ogni istante fa scattare o per una risata improvvisa di un umorismo macabro e a tratti davvero geniale o per un colpo di scena che fa portare le mani ai capelli e poi subito dopo alla pancia per tenersi stretti gli addominali che stanno per crollare di nuovo in incontrollabili contrazioni. Ma risate a parte, questo film pone una luce nuova e importantissima ad un tema così delicato, e di cui si sente sempre più discutere. La parola-chiave è dignità e finalmente riesce a suonare ridondante e non a confondersi in un bosco di altre parole – di certo con un loro gran valore ma di cui spesso ne viene fatto un vero abuso – quali dolore, sofferenza, e chi per loro.
Regista estremamente coraggioso, riuscirà la giuria del Festival ad essergli all’altezza?

Voto del Cinema Bendato:

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One Response to Kill me please

  1. Anonimo says:

    Finalmente una pellicola originale , bizzarra e che ama rischiare.
    un grottesco divertente e pungente.
    Sara’ il tema della morte , ma mi ha ricordato Orphans di Peter Mullan.
    Alessandro

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