Buried – Sepolto

locandina
titolo originale Buried
nazione Spagna
anno 2010
regia Rodrigo Cortés
genere Thriller
durata 95 min.
distribuzione Moviemax
cast R. Reynolds (Paul Conroy) • R. Paterson (Dan Brenner) • J. García Pérez (Jabir) • S. Tobolowsky (Alan Davenport) • S. Mathis (Linda Conroy)
sceneggiatura C. Sparling
musiche V. Reyes
fotografia E. Grau
montaggio R. Cortés
uscita nelle sale 15 Ottobre 2010

Trama: Un uomo si ritrova sepolto in una bara di legno grezzo. Accanto a lui una borsa con un cellulare, un accendino e una matita.  Dovrà trovare un modo per scappare di lì prima che sia troppo tardi.

Trailer:

Recensione: Per esprimere un giudizio onesto su questo film trovo sia necessario stabilire quanto per un film registicamente ambizioso come questo sia necessario possedere una trama altrettanto potente. Parliamoci chiaro, questi tanto pubblicizzati cellulare e accendino come uniche fonti di comunicazione e luce, dal regista che ha seppellito il suo unico attore in una bara vengono fatti usare molto male; a questo pover’uomo disperato gli vengono fatte fare chiamate su chiamate a persone su persone che non rispondono, (oltre il danno, la beffa di segreterie telefoniche instancabili che vanno bene una volta ma già alla seconda puzzano di pretestuosità o di presuntuosità), telefonate come unico spiraglio di salvezza che diventano attimo dopo attimo così frustranti che avrebbero istigato al suicidio anche McGuyver. Per carità, le varie denunce fatte contro gli Stati Uniti sono condivisibili, ma vengono esasperate così tanto da far perdere un po’ di valore alla loro stessa credibilità.
Inoltre, credo che dopo questo film, nel Libro delle Giovani Marmotte dovrebbero cominciare ad insegnare anche di non lanciare mai un accendino sopra dell’alcol versato, specialmente se sei rinchiuso in una bara, perché una voce di corridoio tempo fa diceva che il fuoco non va molto d’accordo con l’ossigeno ed ogni volta che gli capita sotto tiro cerca sempre di farlo fuori..
Ma a parte questo e accordandoci all’unanimità che nella scena in cui un serpente fuoriesce misteriosamente dai pantaloni del povero disgraziato ci siamo tutti inchinati a raccogliere la scatola dei pop-corn caduta a terra e quindi non abbiamo visto niente, il film è davvero un buon film.
La macchina da presa riesce a pattinarci in quella bara. Un lavoro di riprese davvero da grandi applausi. Una fotografia sorprendente e una grande abilità nel non dare mai la sensazione anche solo di similitudine di un’inquadratura con l’altra. Diffidate dalle pubblicità che ve l’hanno spacciato come un film “claustrofobico”. Non lo è per la semplice ragione che quella telecamera riesce a creare uno spazio visivo lì dove uno spazio non c’è. Claustrofobica è la disperazione di Paul, e se riuscirete a superare gli ostacoli di una trama che per un occhio smaliziato un po’ delude e ad impersonificarvi nel povero sepolto, ve ne accorgerete da soli.
In conclusione ripropongo la domanda con la quale siamo partiti all’inizio: si può perdonare una trama con qualche sostanziale errore ad un regista che però ha avuto il coraggio di realizzare e ha realizzato brillantemente una sperimentazione come questa?
Secondo me sì, perché nel complesso il film non fa pesare neanche un minuto della sua durata, perché il ritmo che sostiene è quello giusto, perché anche nella sceneggiatura ci sono state in fondo delle scelte non così banali e anche perché è in grado di creare la tensione necessaria.

Voto del Cinema Bendato:

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2 Responses to Buried – Sepolto

  1. la cosa che ho apprezzato di più è il finale, la parte più antiamericana di tutto il film. alla fine non c’ è nessun GIL GRISSOM che ti trova grazie alla scia bavosa lasciata da un lombrico del deserto… con il solito abbraccio disneyano conclusivo.

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