Hereafter



locandina
titolo originale Hereafter
nazione U.S.A.
anno 2010
regia Clint Eastwood
genere Drammatico
durata 129 min.
distribuzione Warner Bros
cast M. Damon (George Lonegan) • C. De France (Marie LeLay) • L. Marshal (Jackie) • T. Neuvic (Didier) • J. Mohr (Billy) • R. Kind (Christos) • L. Bateau (TV Producer) • B. Howard (Melanie) • M. Keller (Dr. Rousseau)
sceneggiatura P. Morgan
musiche C. Eastwood
fotografia T. Stern
montaggio J. Cox • G. Roach
uscita nelle sale 5 Gennaio 2011


Hereafter
racconta tre storie parallele: Marie LeLay è una giornalista televisiva francese che ha avuto un’esperienza tra la vita e la morte durante lo tsunami asiatico del 2004; Jackie è una madre single inglese tossicodipendente che perde in un incidente d’auto Marcus, uno dei suoi gemelli; George Lonegan è un operaio in grado di parlare con i morti.



La prima scena di Hereafter riesce a conquistare il pubblico per la sua grandiosità e tragedia, la riproduzione di uno tsunami che travolge – tra le tante vittime – una dei tre protagonisti dell’ultimo film di Clint Eastwood – la giornalista in carriera Marie interpretata da Cécile De France – che combatterà tra la vita e la morte per ritornare indenne con un’esperienza ultraterrena che le cambierà la vita. Tra le tre storie, tra cui quella di Matt Damon – un sensitivo in grado di mettersi in contatto – se non addirittura chiacchierare oserei dire – con i morti dall’età di dieci anni in seguto ad un pericoloso intervento subito che gli ha quasi fatto rischiare la vita e quella di Marcus – il giovanissimo George McLaren – che perde a seguito di un incidente stradale il suo fratello gemello e che diventerà sedutasensitiva-dipendente per riuscire a rimettersi in contatto con il suo fratello maggiore di 12 minuti, quella di Marie, la giornalista francese, è sicuramente la storia più interessante e convincente. Film drammatico che parte correndo per portare poi al prevedibile casuale (o – seguendo la legge del film – fatale) incontro tra i tre protagonisti per sfociare in un lieto fine che tuttavia evita una piega di eccessivo pietismo. Film particolare, davvero interessante forse solo per una piccola fetta di pubblico a sua volta precedentemente interessato a questo genere di storie o di argomenti ma che tuttavia riesce a far avvicinare all’argomento tabù del dialogo con l’aldilà o della sola esistenza dell’aldilà anche gli scettici, senza la pretesa di convincere dell’autorità di quanto raccontato.


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Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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