Un giorno della vita



locandina
titolo originale Un giorno della vita
nazione Italia
anno 2010
regia Giuseppe Papasso
genere Drammatico
durata 87 min.
distribuzione Iris Film Distribution
cast M. Cucinotta (Amelia) • A. Haber (Carlo Lombardi) • E. Mahieux (Don Michele La Porta) • M. Benedetta (Virginia) • D. Fortunato (Segretario Rizzo) • P. Zullino (Pietro) • A. Angelone (Alessio) • D. Russo (Aurelio) • M. Basso (Salvatore) • F. D’Amico (Caterina)
sceneggiatura G. Papasso • D. Rafele
musiche P. Vivaldi
fotografia U. Menegatti
montaggio V. Romano
uscita nelle sale 14 Gennaio 2011


Basilicata 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio a causa della sua passione per il cinema, una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fà nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Il progetto ha però una falla: la mancanza assoluta di denaro. Salvatore acquista il proiettore sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti



Un giorno della vita è il primo lungometraggio di Giuseppe Papasso, documentarista e saggista, ed è un film che racconta la passione per il cinema di Salvatore, ragazzino figlio di proletari della Basilicata del ’64. Salvatore, insieme a due suoi coetanei raggiunge ogni giorno il cinema lontano diversi chilometri dal paesino in cui vive per poter assistere alla proiezione in programma. Tanta è la sua passione per il cinema da portarlo, con l’aiuto dei suoi due amici, a compiere una marachella un po’ insolita, che sarà costretto a pagare a duro prezzo. Un giorno della vita è un film piacevole, ma incapace di riuscire a coinvolgere davvero il suo pubblico; richiama ambientazioni e situazioni alla Nuovo Cinema Paradiso, ma non solo non riesce ad essere all’altezza del capolavoro del 1989 di Tornatore, ma soprattutto dopo 12 anni non è in grado di raccontare nulla di nuovo o che non sia stato detto sufficientemente, superbamente e incontestabilmente nel film del suo collega siciliano. L’unica lode a favore di questo film è l’ottima fotografia, servita sul piatto d’argento dalla campagna della Basilicata.



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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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