Il cigno nero


locandina
titolo originale Black Swan
nazione U.S.A.
anno
2010
regia
Darren Aronofsky
genere
Thriller
durata
103 min.
distribuzione
20th Century Fox
cast
N. Portman (Nina) • M. Kunis (Lily) • W. Ryder (Beth MacIntyre) • S. Stan • V. Cassel (Thomas Leroy) • J. Montgomery (Madeline) • B. Hershey (Erica) • T. Hemingway (Tom)
sceneggiatura
M. Heyman • A. Heinz
musiche
C. Mansell
fotografia
M. Libatique
montaggio
A. Weisblum
uscita nelle sale
18 Febbraio 2011 

Nina, una veterana della danza, deve fare i conti con la spietata rivalità della più giovane Lily, senza avere certezza che Lily sia reale e non una creazione della sua mente e senza che questo impedisca la nascita di un’ossessione omoerotica.


Chiunque abbia un minimo di esperienza con Aronofsky capirà bene che definire questo film un thriller risulterebbe estremamente limitante. Black swan è un film che racconta il dramma psicologico di Nina, ballerina di danza classica del New York City Ballet, che insegue il sogno di diventare prima ballerina della sua compagnia per poter interpretare La Regina dei Cigni nel balletto d’apertura della stagione invernale newyorkese – “Black Swan” per l’appunto –  dei “Grandi classici rivisitati”. Perseguitata dalla sua ossessiva ricerca di perfezione tecnica, per poter interpretare entrambi i ruoli – di cigno bianco e cigno nero – Nina si troverà a dover combatter con le distorsioni della sua mente per riuscire a liberarsi dalla sua stessa incapacità d’abbandono fisico e mentale. Aronofsky, nel suo ultimo film, ci lascia entrare nella stanza rosa piena di peluches e merletti della sua protagonista, prigione fisica del rapporto ossessivo e pieno di frustrazioni che Nina ha con la madre, e poi ci scaraventa in un’altra prigione, quella che ha luogo nella mente della sua protagonista e dalla quale lei per liberarsi dovrà combattere prima di tutto contro sé stessa. Unghie rotte, pelle strappata, graffi feroci, ossessiva ricerca di un sangue che contamina, sporca, uccide, ma fa anche vivere. La macchina da presa si insidia alle spalle della protagonista, inseguendola ossessivamente, implacabilmente nei suoi spostamenti, nei suoi movimenti, come un’ombra pronta a prendere il sopravvento su di lei. La costruzione di alcune scene, di immagini, di giochi tra specchi e forme è qualcosa di sbalorditivo, e se lo si unisce alla potenza indescrivibile della colonna sonora rende il tutto assolutamente commovente tanto da non far tener conto di una sceneggiatura molto semplice e in fin dei conti prevedibile. Lo stesso montaggio, sebbene originale e interessante, risulta molto logico, razionale, di gran lunga più limpido di quel che possiamo ricordare di The fountain – L’albero della vita. Credo sia necessaria una nota a favore dei personaggi interpretati da Vincent Cassel, Mila Kunis e Barbara Hershey – rispettivamente l’insegnante di danza, Lily (la rivale) e la madre – che data la sceneggiatura dai capisaldi tipicamente americani, avrebbero potuto rischiare di diventare troppo caricaturali, mentre al contrario riescono ad occupare lo spazio necessario e sufficiente; caratteristica che temo andrà perdendosi con la versione doppiata in italiano e ulteriore motivo per cui vi consiglio la versione originale sottotitolata. Per concludere cosa dire se non: una Natalie Portman superba, fragile e senza ombra di dubbio di una grandissima sensualità e potenza erotica, assolutamente capace di interpretare come attrice nel film di Aronofsky sia il cigno bianco, sia il cigno nero.


Questo articolo ha un collegamento con la sezione umoristica POP-CORN:
clicca qui per leggere La sinossi di Gianvenanzio relativa a questo film.

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Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

7 Responses to Il cigno nero

  1. Anonimo says:

    Aronofsky ,e’ un grande regista , che e’ riuscito a creare un grande film .
    il cigno nero , ha una storia difficile da portare sul grande schermo e il regista , ha fatto centro.
    poi, ci sono scene oniriche che possono piacere o no , ma nel contenuto totale , e’ un ottima pellicola , condita da un interpretazione fantastica della Portman.
    consiglio vivamente di andare a ritrovare i primi due film di Aronofsky : pi greco – il teorema del delirio e requiem for a dream .
    due autentiche chicche invisibili.
    Alessandro

    • Sono d’accordo con te. Pi greco è un film splendido e anche molto nascosto. Requiem for a dream credo sia riuscito a trovare un po’ di visibilità grazie al tema della droga, che ha molto affascinato la fascia di giovani alternativi. Credo sia tutt’oggi il film più “popolare” di Aronofsky. Ma il suo film che preferisco in assoluto è senza ombra di dubbio The fountain – L’albero della vita, post-moderno al massimo, visionario, avanguardistico e coraggioso. Credo di averlo visto quattro o cinque volte.

      • Anonimo says:

        The fountain , l’ho sempre snobbato, forse perche’ mi dava l’idea di un film troppo futuristico.
        lo recuperero’.
        Alessandro

  2. Pingback: La sinossi di Gianvenanzio: Il cigno nero « Il cinema bendato

  3. ciao Alessia ( l’ ho letto sul blog di houssy).
    voglio condividere cone te anche la mia esperienza visiva. http://papibulldozer.wordpress.com/2011/02/21/black-swan/

    p.s. per caso ti è capitato di vedere “L’uomo fiammifero” ? se così non fosse, te lo consiglio. un incrocio nostrano tra Lars Von Trier e Michel Gondry. per ora un film “randagio”, senza una vera distribuzione, purtroppo.

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