Nessuno mi può giudicare


locandina

titolo originale
Nessuno mi può giudicare
nazione Italia
anno 2011
regia Massimiliano Bruno
genere
Commedia
durata / note
95 min. / opera prima
distribuzione
01 Distribution
cast
P. Cortellesi (Alice) • R. Bova (Giulio) • R. Papaleo (Lionello) • A. Foglietta (Eva) • H. Shapi (Aziz) • L. Ocone (Tiziana) • G. Bruno (Filippo) • C. Guzzanti (Sofia) • V. Aprea (Biagio) • P. De Silva (avvocato) • D. Cassini (Pietro) • A. Ly (Abeba) • L. Petrolo (Enzo)
sceneggiatura
M. Bruno • E. Falcone • F. Brizzi
musiche
G. Taviani • C. Travia
fotografia R. Forza
montaggio
L. Pandolfelli
uscita nelle sale
16 Marzo 2011


La 35enne Alice vive in una bella villetta ai Parioli, con il marito, un figlio di nove anni e tre domestici extracomunitari. La sua vita cambia radicalmente quando il coniuge muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta sul lastrico. Lei e suo figlio vanno a vivere nella periferia multietnica della Capitale, ma piena di debiti Alice è costretta a guadagnare denaro facendo l’escort. Giulio è il gestore di un internet point che avrà la fortuna-sfortuna di incontrarla…


Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu.. cantava Caterina Caselli, e adesso recita il titolo del film di Massimiliano Bruno, co-scenggiato insieme a Edoardo Falcone, ma soprattutto a Fausto Brizzi, di cui sicuramente ricordiamo la pessima fama di regista (Maschi contro femmine e viceversa) e di sceneggiatore (tra cui spiccano diversi cinepanettoni Natali a..). Eppure, eppure.. questo Nessuno mi può giudicare è un film che riesce a rinnovarsi nelle sue battute e a non risultare così omologato al magma del film medio italiano, anche se gli schemi di sceneggiatura mediocre e soprattutto prevedibile non vengono infranti mai. Nessuno mi può giudicare racconta della storia di Alice, la sempre brava Paola Coltellesi, ricca borghese snob romana che vive in una bella villa ai Parioli, con il marito – «un genio!» – inventore della tazza matrimoniale, il figlio di nove anni e una schiera di domestici, tra cui ne spiccano tre extracomunitari. Quando la sua vita cambia radicalmente e lei, dopo la morte del marito, si ritrova sommersa di debiti, sarà proprio Aziz, (H. Shapi) suo domestico, ad aiutarla a trovare una sistemazione nella periferia romana nel quartiere del Quarticciolo, molto più umile, ma allo stesso tempo più ricca d’umanità. Tuttavia Alice, per rimettersi in piedi, si vedrà costretta nell’intraprendere la strada della prostituzione, diventando una escort. In questo quartiere, Alice farà la conoscenza di Giulio (un anomalo Raul Bova che oltre ad esser solo bello, riesce anche a raccimolare gradevoli risate), gestore di un Internet Point sulla via del fallimento, di cui si innamorerà e di Lionello, un Rocco Papaleo molto bravo che interpreta la parte di un portiere rozzo di estrema destra. Nessuno mi può giudicare, nonostante la sua struttura estremamente incentrata sulla gag che lo rende più un prodotto consumabile in tv che un film da grande schermo, riesce comunque a lanciarci un messaggio d’umanità intorno all’attuale tanto discusso argomento della prostituzione d’alto bordo, camuffata nella riemersa parola escort, che altro non deriva se non da un’evoluzione che vede le sue origini nel latino (“ex-corrigere” – da-drizzare/mettere sulla retta via e che designa un accompagnatore – maschio o femmina che sia – turistico). Ad ogni modo, sorvolando su questa piccola questione etimologica, Alice diventa una escort grazie all’aiuto di Eva (A. Foglietta), ormai veterana del campo e ci fa entrare in modo ironico e molto divertente in un mondo pieno di corruzione e perversione popolato da potenti politici, ricchi industriali, sportivi e via dicendo. Film pieno di attori, tanti.. non troppi nel senso di un eccessivo che satura il film, ma piuttosto inutili al filo narrativo, ma indispensabili per quella costruzione dell’intero film sulla gag accennata qualche riga più in alto. Attori tra cui compaiono Lillo Petrolo, Caterina Guzzanti, Riccardo Rossi, voce narratrice e cameo di Valerio Mastandrea. In conclusione, davvero un peccato per il contenitore industriale creato in serie in cui è stato inserito il contenuto di questo film, che sarebbe invece potuto rivelarsi molto più sfizioso.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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