Boris – Il film



locandina
titolo originale Boris – Il film
nazione Italia
anno 2011
regia Giacomo Ciarrapico • Mattia Torre • Luca Vendruscolo
genere Commedia
durata 108 min.
distribuzione 01 Distribution
cast L. Amorosino (Alfredo) • V. Aprea (Aprea) • A. Bruschetta (Duccio Patané) • P. Calabresi (Biascica) • A. Catania (Diego Lopez) • C. Crescentini (Corinna Negri) • M. De Lorenzo (Max) • A. Di Stasio (Sergio) • R. Fiorentini (Itala) • C. Gioè (Francesco Campo) • C. Guzzanti (Arianna) • F. Pannofino (René) • A. Sartoretti (Zachia) • P. Sermonti (Stanis) • A. Tiberi (Alessandro) • K. Proia (Karin)
sceneggiatura G. Ciarrapico • M. Torre • L. Vendruscolo
musiche G. Taviani • C. Travia
fotografia M. Marchetti
montaggio M. Feresin
uscita nelle sale 1 Aprile 2011


In Boris – Il film il regista René Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la ‘a’ maiuscola.



Boris, la fortunata serie TV scritta da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo è dal primo aprile 2011 al cinema (uscita inizialmente prevista per il 20 novembre 2010). E dopo nemmeno poche ore dall’uscita in sala nella sua prima giornata di programmazione, Boris incassa 124.000 euro. Un successo prevedibile quello di Boris – Il film che senza dubbio non mancherà a confermare il suo trionfo in sala nei prossimi giorni e settimane. In Boris – Il film il regista René Ferretti decide di abbandonare il mondo della fiction in cui ha lavorato per anni e – dopo un periodo di depressione – gli viene offerta l’opportunità di fare il grande salto nel mondo del cinema con un film d’autore: La Casta, tratto dall’omonimo libro-inchiesta La casta. – Così i politici italiani sono diventati intoccabili curato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due giornalisti del Corriere della Sera. Ma proprio quando René potrà finalmente lavorare con dei veri professionisti, qualcosa andrà inevitabilmente storto. Per chi non l’avesse vista, la serie TV Boris portava in scena il dietro le quinte del set su cui si girava la soap opera italiana “Gli occhi del cuore 2”, per poi mutare nella terza stagione nel dietro le quinte dello spin-off Medical Dimension. In sostanza, Boris (La fuoriserie italiana) metteva in ridicolo il sistema televisivo italiano, mostrando le ipocrisie, la scarsa professionalità e le contraddizione dell’ambiente: tutti gli attori che lavoravano nella soap avevano raccomandazioni o protezioni politiche, per dirne una.. Ad ogni modo, tenendo presente i soggetti, i temi e le ambientazioni di questa serie TV, l’evoluzione in un film era la cosa più ovvia e prevedibile – e mi riferisco specificatamente al percorso logico per la sceneggiatura. Ma guardando Boris – Il film, che si tratti dell’evolversi di una serie TV non si fatica ad accorgersene già dopo pochi istanti, ed è il pubblico in sala la spia rossa che ci avverte. Difatti dopo neanche due secondi dall’inizio, tre quarti della sala scoppia a ridere applaudendo e urlando sul rutto di uno dei protagonisti, avvenimento che lascia sbigottita – giustamente – la restante parte del pubblico che non ha seguito la serie. Assenza prevedibile di presentazione dei personaggi quindi, poiché ovviamente già conosciuti e amati dai tre quarti del pubblico. Tuttavia un film è un film, e dunque deve vivere di indipendenza e autonomia: Boris – Il film in parte ci riesce, nonostante sguazzi in un grottesco squallido (di sicuro ricercato, ma – diciamolo – anche conveniente poiché richiama la più svariata audience). Quel che voglio dire è: sicuramente Boris – Il film è divertente, ironico, ha buone trovate – alcune delle quali davvero spassose – riesce a tenere un buon ritmo anche per chi non ha seguito il retroscena televisivo e via dicendo, tuttavia ha davvero una facilità di successo nella sua struttura portante. In parole povere usa il fondo del fondo del cinema italiano per ridicolizzarlo. Ma in che modo lo fa? Esasperandolo. E allora mi chiedo: non si va comunque molto spesso a ricercare una risata con gli stessi mezzi che offre quel tipo di schi-cinema? Voi mi direte: ma è il contrasto quel che conta, è la critica che gli viene fatta! E io vi dico che siamo d’accordo e che questo nessuno non lo mette in dubbio, tuttavia la risata vera, intendo proprio l’atto addominale, non ci viene comunque dalla copia esasperata di quello schi-cinema e quindi – per dirla breve – dalla scureggia e dalla trombata simulata? Questo mi ha dato da pensare.


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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

6 Responses to Boris – Il film

  1. Lady Losca says:

    _NON LEGGERE IL COMMENTO SE NON SI E’ VISTO IL FILM!_

    Eccola! No, non mi è piaciuto per niente. Anzi, tu sei stata troppo buona, secondo me.
    La parte “tecnica” che non mi è piaciuta sono stati quei passaggi da una scena all’altra “sfumando”, non so qual è il termine tecnico esatto, mi riferisco a quando si passava da una scena all’altra sfumando, dal buio alla scena dopo (e succede due volte, all’inizio e alla fine).
    Poi penso che al posto di farne un film potevano direttamente inserirlo nella serie, sarebbe stata una serie tv veramente diversa dalle altre, invece come film non si distingueva (penso a Qualunquemente, per esempio, è un film sempre sulla linea di Boris), escono tanti film di denuncia di vario genere, si è perso diciamo proprio la sua specificità di serie televisiva.
    Concordo sulla risata facile, sul fatto che ciò che faceva ridere era la parolaccia o la battuta volgare… Infatti personalmente ho riso solo due volte proprio “de panza” :D
    Mi è piaciuto, in tutto ciò, quando René incontra gli sceneggiatori (da sceneggiatrice/autrice mi sono impersonificata un sacco!!), roba da veri intenditori ma che poteva capire anche chi non è in quel mondo, quando la produzione alla fine accetta l’ultima versione cinepanettonesca, anche se all’inizio si erano atteggiati da aristofreak, e il personaggio della grande attrice italiana Mariarita Loi, che parla sussurando, mi ha fatto morire dalle risate.
    Non ho amato molto il ruolo di Martellone, che ha perso tutta la sua criticità. Investivo un sacco sul personaggio di Arianna, e mi ha lasciata un po’ delusa.
    Gli darei 6-/10. Troppo severa?

    • Non sei stata affatto troppo severa. Io sono cosciente di essere stata troppo buona. Uscita dal cinema volevo mettergli 6, poi ho cambiato idea per due motivi. Il primo è che io non ho seguito la serie, per cui ho sottovalutato il mio giudizio in base a delle carenze narrative precedenti (o personaggi che magari mi avrebbero divertita di più se avessi seguito il telefilm o cose del genere), e poi perché avevo dato 6 a Nessuno mi può giudicare ( film camuffato in opera prima per ricevere i finanziamenti destinati alle opere prime, ma che invece era chiaramente una copertura per il nome Fausto Brizzi, che tuttavia ho trovato con toni un po’ “diversi” dalla media di quel genere di film) e ho voluto quindi premiare Boris per la sua “diversità” di temi, anche se ereditati dalla serie e di cui nel film immagino sia campato di rendita.

  2. Lady Losca says:

    Uffff me ne sono accorta ieri sera che scioperava!! :))))
    Eddaje, prima o poi lo riuscirò a vedere. Ma tu sai chi è che sciopera? Cioè, i poveracci che ci lavorano e devono farsi un culo tanto per portare a casa la pagnotta, oppure i padroni che ti fanno pagare sette euro e mezzo il biglietto?

    • I dipendenti, i dipendenti.

      «Difficile mantenere le normali relazioni sindacali con Mediaport Cinema. L’azienda, malgrado non abbia ancora perfezionato l’acquisto dell’ex gruppo Cecchi Gori, che sarebbe dovuto avvenire il 30 giugno del 2010, continua a spostare il personale, con decisioni unilaterali, disattende la contrattazione aziendale vigente, mettendo in seria difficoltà le lavoratrici ed i lavoratori che, per queste ragioni, hanno scioperato compatti, facendo chiudere tutte le 11 sale del circuito (Adriano, Admiral, Ambassade, Atlantic, Broadway, Empire, Royal, Gregory, Roma, Reale, Sala Troisi)».

      http://www.romadailynews.it/2011/04/cub-informazione-11-sale-a-roma-chiuse-per-sciopero/

  3. Lady Losca says:

    Ci vado stasera a vederlo… ti faccio sapere.

    P.s. lo sai che ieri il cinema Atlantic di Roma ha scioperato? Incredibile!

    • Aspetto considerazioni!

      Ieri hanno scioperato tutti i cinema dell’ex circuito Cecchi Gori, per cui non solo l’Atlantic, ma ben 11 sale.
      E sciopereranno anche oggi, per cui scegli un altro cinema.

      Le sale chiuse l’1-2-3 Aprile sono: Adriano, Admiral, Ambassade, Atlantic, Broadway, Empire, Royal, Gregory, Roma, Reale, Sala Troisi.

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