An education



locandina
titolo originale An Education
nazione Gran Bretagna
anno 2009
regia Lone Scherfig
genere Drammatico
durata 95 min.
distribuzione Sony Pictures
cast C. Mulligan (Jenny) • O. Williams (Miss Stubbs) • A. Molina (Jack) • C. Seymour (Majorie) • P. Sarsgaard (David) • D. Cooper (Danny) • R. Pike (Helen) • E. Thompson (Preside) • S. Hawkins (Sarah)
sceneggiatura N. Hornby
musiche P. Englishby
fotografia J. De Borman
montaggio B. Pilling
uscita nelle sale 5 Febbraio 2010


Jenny è una ragazzina al culmine dei suoi 16 anni, intelligente e studiosa, completamente concentrata sull’obiettivo di essere ammessa ad Oxford. Quando incontra il trentenne David, un uomo affascinante e dai bei modi, Jenny perde completamente la testa ed improvvisamente Oxford non è più una priorità. Si scopre una giovane donna innamorata e questa scoperta le fa dubitare per più di un minuto su quale sia realmente la sua strada…



Più che una recensione, questa sarà un: “Vi consiglio un film…

«Una volta finita l’Università intendo diventare francese.» recita decisa la sedicenne Jenny interpretata da Carey Mulligan in An Education.

Jenny è perdutamente innamorata di Parigi, fuma sigarette dal filtro bianco, ascolta le canzoni di Juliette Gréco nella sua stanza e ha il vezzo di pronunciare qualche parola en français mentre parla. E’ il 1961 e vive a Twickenham, nella provincia di Londra; occupa le sue giornate di studentessa diligente studiando per riuscire ad ottenere “un’istruzione” che le permetta di entrare ad Oxford. Poi un giorno Jenny incontra David, un affascinante trentenne che le concederà il miraggio di una vita felice e diversa, piena di novità per la sua monotona vita di liceale.

An education è un film da vedere per tre motivi:

1. Se proviamo a decontestualizzare la sua storia (sceneggiata dallo scrittore Nick Hornby e basata sulle autobiografiche memorie della giornalista britannica Lynn Barber) dal “correva l’anno 1961” e riadattarla in chiave contemporanea, ci possiamo facilmente rendere conto della profonda attualità dei suoi temi;
2. Spinge su una corda sospesa in aria la morale comune sull’educazione, interrogandola lungo il percorso sui motivi per cui sia importante un’istruzione, per giungere ad una conclusione che richiama il punto di partenza, ma che tuttavia ha generato delle argomentazioni profondamente diverse.
3. Fotografia, musica, scenografia, vestiti, movimenti di macchina, inquadrature legano tra loro in modo estremamente armonico: un vero piacere per gli occhi.

C’è anche un motivo numero 4. che tuttavia è molto personale, perché estremamente legato alla capacità che ha avuto questo film di conquistarmi e quindi sicuramente è un po’ di parte. Il motivo numero 4. è che Carey Mulligan non solo è davvero brava (nomination agli Oscar 2010), ma poi è bellissima, dolcissima e riesce a interpretare in modo oserei dire quasi magico, sia gli occhi sognanti di una ragazzina, sia la delusione e l’umiliazione del suo fallimento unite all’intelligenza del suo riscatto. Ho profondamente amato questo personaggio, disegnato come un vestito su misura per la sua bravissima interprete; mi ha commossa fino alle lacrime la sua storia, la sua ingenuità, la sua voglia di sognare qualcosa di diverso e di cadere nell’illusione, la purezza con cui guardava il mondo, la dolcezza e la spontaneità con cui si è innamorata della persona sbagliata. Mi sarebbe piaciuto vederlo a sedici anni.

Un film di formazione, ma non solo. Venne candidato agli Oscar 2010 per il premio di miglior sceneggiatura non originale. Trovo sia con questa candidatura che si possa capire la bellezza di questo film. Non ci racconta nulla di particolarmente nuovo, ma il modo in cui lo fa risulta diverso e riesce ad ammaliare.

Buona visione, si vous voulez.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

11 Responses to An education

  1. Rita says:

    E così ieri sera ho visto An education :-)
    Sì, mi è piaciuto molto e concordo con la tua recensione.
    Ho trovato poi particolarmente toccante e significativa una delle ultime scene, quella in cui va a casa della sua insegnante di letteratura per chiederle di farsi aiutare. Forse quello è proprio il punto chiave del film, quello in cui lei finalmente apre gli occhi e si accorge del valore vero dell’istruzione, dell’importanza di studiare, andare ad Oxford ecc., che non è quello – come aveva creduto prima – di riuscire a trovare una strada per avere successo, per diventare ricca ecc., ma di conquistarsi innanzitutto una libertà interiore ed anche esteriore, cioè di riuscire ad affrancarsi da un imperativo che, all’epoca, vedeva le donne ancora come semplici accessori per gli uomini e che riteneva che il massimo che esse potessero ottenere dalla vita era “fare un buon matrimonio”. Per questo Jenny ad un certo punto si “confonde”, perché lei e la sua famiglia – molto ingenui tutti quanti – ancora erano impregnati di determinati condizionamenti sociali e quindi ad un certo punto vedono il presunto matrimonio con un uomo ricco come una scorciatoia per una vita appagante. Poi, invece, quando Jenny entra nella casa dell’insegnante è come se un velo le cadesse dagli occhi e vede le cose per quello che realmente sono: la sua insegnante, lungi dall’essere una persona triste e con una vita noiosa era invece una donna appagata, circondata da tante cose belle, da quadri, libri e che importa se solo “poster” o edizioni economiche, il valore di un’opera d’arte è dato da quello che può insegnarci e trasmetterci e non dalla confezione esteriore; era una donna “libera”, autonoma, indipendente e alla fine Jenny comprende che questo – per una donna, e specialmente allora – è ciò che realmente conta, conta molto di più che essere sposata ad un uomo ricco ma frivolo, incapace di comprendere la pienezza dell’esistenza se non ad un livello molto superficiale.
    Ecco, quella a me è sembrata una scena chiave.
    Tutti i personaggi sono ben delineati, divertente lo scarto immenso che c’è tra Jenny e la ragazza bionda, ochetta, ignorante, frivola.
    Poi ho trovato perfetta anche la ricostruzione dell’epoca, dagli abiti alle scenografie, e soprattutto efficace l’atmosfera di perbenismo, di un mondo in cui appunto le donne iniziano appena a farsi sentire, e si nota tutto il distacco che c’è tra le persone come Jenny – intelligenti, studiose, con lo sguardo al futuro ecc. – e quelle come l’amica bionda, solo interessata ad essere un accessorio per gli uomini, ai bei vestiti, ai divertimenti fine e se stessi, effimeri ecc. .
    Sì, è un film che dovrebbero vedere tutte le ragazzine adolescenti, specialmente quelle che pensano che il massimo che si possa ottenere dalla vita sia fare le veline e simili ;-)

    • Mi trovi d’accordo con tutte le tue parole. Sono molto felice ti sia venuta voglia di vederlo dopo aver letto la mia recensione e ancor più felice che ti sia piaciuto. (:

  2. Lady Losca says:

    Questo blog ha un valore inestimabile. Grazie per le segnalazioni!!

  3. Benny says:

    Concordo in tutto, soprattutto sul (personale ma meno di quanto ti sembri) punto 4.
    Lei è deliziosa.

  4. Rita says:

    Mi hai convinta! Lo vedrò sicuramente quanto prima. Io poi amo particolarmente le storie di “formazione”, sia al cinema che in letteratura, quindi dovrebbe proprio piacermi.

    • Che bello! Io invece l’altro giorno avevo iniziato a vedere Fish Tank, sotto tuo consiglio, ma sono stata disturbata e ho dovuto interrompere la visione (cosa che odio moltissimo). Riprenderò a vederlo il prima possibile e ti dirò.

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