Dieci inverni



locandina
titolo originale Dieci inverni
nazione Italia / Russia
anno 2009
regia Valerio Mieli
genere Drammatico
durata 99 min.
distribuzione Bolero Film
cast I. Ragonese (Camilla) • M. Riondino (Silvestro) • G. Blackhall (Simone) • S. Zhigunov (Fjodor) • S. Nikonenko (prof. Korsakov) • F. Brandi (Niccolò) • R. Nobile (padre di Camilla) • L. Molteni (dottore)
sceneggiatura V. Mieli • D. Lantieri • I. Aguilar • F. Pontremoli • A. Lebedev
fotografia M. Onorato
montaggio L. Mearelli
uscita nelle sale 10 Dicembre 2009


Inverno 1999: Camilla lascia il paese d’origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l’università. Sul vaporetto incontra Silvestro: un po’ per fato e un po’ per intenzione, il ragazzo perde l’ultima corsa della sera e passa la notte insieme a lei. E’ l’inizio di un amore che chiederà dieci anni per riconoscersi come tale. In mezzo scorrono l’amicizia, la paura, il dubbio, le impennate di orgoglio, l’incredulità.



Quante volte ci sarà capitato di vedere nella nostra vita, per caso o per scelta, film che raccontano l’inizio di una storia d’amore? E quante volte ci sarà capitato di trovare inverosimili e artificiali (o artificiose) le dinamiche con cui ci veniva mostrata la nascita di questi amori? Molti di noi sapranno o avranno provato sulla loro pelle che nella vita le cose vanno diversamente. Ed è di questo che parla Dieci inverni: di come Camilla e Silvestro impiegheranno dieci inverni per scoprire d’amarsi, della nascita di un’amore vero; non di come accadrebbe in un film, ma come potrebbe accadere nella vita reale, quella in cui si ha paura. Paura di non piacere, paura d’esporsi, paura di non essere abbastanza simpatici, oddio forse ho riso troppo a quella battuta e avrà pensato che sono una cretina, magari non mi trova abbastanza attraente, forse si vede con qualcuno, adesso lo faccio ingelosire, tra noi non funzionerà mai, è l’uomo o è la donna della mia vita, come glielo dico, cosa faccio, sì ma adesso basta!, mai più! fine addio dasvidania, ciao che bello rivederti. Dieci inverni di Valerio Mieli è un film che parla di questo, senza però cadere nel pateticismo di queste domande, ma analizzando silenziosamente le ossessioni umane dettate dalla paura e l’insicurezza. Dieci inverni è uno spunto per riflettere sul tempo che impieghiamo, su come spesso sia più facile commettere degli errori – dettati dai nostri ideali o modelli di giusto o sbagliato, rispetto a scegliere la sola cosa che invece vorremmo davvero. Avere la fortuna di inciampare in questo film, vincitore di molti premi tra cui il David di Donatello 2010 a Valerio Mieli come miglior regista esordiente, è come trovare oggi 100 lire a terra: rarissimo, ma non impossibile. Ci si domanda cosa ci facciano lì, chi possa mai essersi perduto 100 lire dopo un decennio di euro, e ci si sente quasi fortunati di averle trovate, fortunati di una fortuna fatta di nulla, di sensazioni, di ricordi, di un qualcosa che è appartenuto a noi, come è appartenuto a tutti. Alla fine raccogliamo le 100 lire e decidiamo di tenerle nel portamonete come portafortuna. Ma voi m’insegnerete che la fortuna non esiste; io vi dico che spetta a noi inventarcela. Riuscire a trasformare un caso nel caso. Ora abbiamo trovato Dieci inverni, film raro, monetina sperduta capitata casualmente sulla nostra strada. Decidere di coglierne l’insegnamento e renderlo fortuna di nostri percorsi futuri, spetta a noi.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

4 Responses to Dieci inverni

  1. sdrammaturgo says:

    Sinossi: “Due giovani d’oggi ci mettono dieci anni per scopare”.

    Ora che ci penso, quello della sinossi umoristica è un esercizio in cui sia io che Fulvio ci divertiamo molto a cimentarci. Nel caso in cui decidessi di aprire una sezione del blog di nostri riassunti satirici, sai dove trovarmi (e sai anche che probabilmente mi troverai intento a lavare i pavimenti).

    • L’hai vista la sezione POP-CORN? Mi sono sempre stupita di non aver trovato nemmeno un tuo commento lì, c’è pane per la tua dentiera.
      Comunque mi piace un sacco questa cosa della sezione satirica di sinossi. «Se pò ffà»!

      P.S. Il tuo “Se pò fà” un giorno acquisirà notorietà quasi quanto il “SI…PUO’…FARE” di Frankenstein Junior, vedrai.

      P.S.2 No, starai stendendo le mutande, fatte servì.

  2. voto la tua recensione se non ti dispiace. su una scala da 1 a 10… 100, come le lire.

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