Les amants du Pont-Neuf



titolo originale Les amants du Pont-Neuf
nazione Francia
anno 1991
regia Leos Carax
genere Drammatico
durata 125 min.
distribuzione Gaumont (Francia) (1991) / Miramax (USA) (1999)
cast J. Binonche (Michèle Stalens) • D. Lavant (Alex) • K. Grüber (Hans)
sceneggiatura Leos Carax
musiche Les Rita Mitsouko, David Bowie, Arvo Pärt
fotografia Jean-Yves Escoffier
montaggio Nelly Quettier


Alex vive a Parigi, sul Pont-Neuf, insieme ad Hans, un suo vecchio amico che lo aiutò a trovare un luogo dove dormire. La loro vita “tranquilla” è scossa dall’arrivo di Michéle. Michéle perde la vista ed Alex riscopre l’amore. Insieme, vivranno, rideranno, berranno, balleranno al ritmo delle orchestre parigine e sotto i fuochi d’artificio per la commemorazione del bicentenario della Rivoluzione francese.



Les amants du Pont-Neuf: un vero capolavoro cinematografico assolutamente “bendato”. Sono passati 20 anni dall’uscita de Gli amanti del Pont-Neuf del geniale regista francese Leos Carax e non ho mai conosciuto una sola persona nella mia vita che abbia visto questo film.  E’ ora di far cambiare le cose.
Alex è un barbone, un clochard parigino, che vive sul Pont-Neuf insieme ad un anziano signore di nome Hans; un giorno Alex incontrerà per caso Michèle, un’artista studentessa di Belle Arti che sta rischiando di perdere definitivamente la vista. Inizierà la loro convivenza su questo ponte, tra alcol, risate, danze, sofferenze, litigi, l’ombra di un passato che non abbandona e il tentativo di rendersi migliori. Un film unico, senza precedenti, diverso, brillante, visionario, che avrebbe meritato moltissima più attenzione di quella che non ottenne. La peculiarissima e viscerale storia d’amore tra Alex e Michèle  si svolge sul suggestivo Pont-Neuf di Parigi – venne infatti per l’occasione ricostruito in studio l’intero quartiere parigino che ospita il famosissimo ponte, scenografia che rese Les amants du Pont-Neuf uno dei film più costosi della storia del cinema. Una fotografia penetrante, dei colori e delle atmosfere indimenticabili, una fusione tra musiche e immagini che non necessita una sola parola di commento: il surrealismo di Leos Carax non potrà che affascinare un occhio cinefilo. La narrazione appare febbrile, isterica, incontrollabile e a vent’anni di (cinema di) distanza sorprende e ammalia. Indimenticabile la scena notturna in cui Hans e Michèle si introdurranno illeggittimamente nel Louvre per permettere alla donna di osservare di nuovo da vicino un quadro che ha tanto amato.

Dialogo tra Michèle e Hans sul Pont-Neuf:

Michèle:
«Se sto su questo ponte è perché.. ho le mie ragioni.
E poi dove vado? Gli occhi non mi funzionano più.
Se cerco, se cerco di dipingere quest’occhio qui esce fuori dalla testa come una lumaca.
A mezzogiorno sono andata là al museo, al secondo piano a vedere un quadro.
Volevo vederlo un’ultima volta prima di non vedere più niente, ma c’avevano messo un cazzo di tubo al neon che mi brucia l’occhio. Faceva troppo male e non ho potuto guardarlo.»

[…]

Hans:
«Guarda, le vedi queste?
(Le mostra un mazzo di chiavi)
Trent’anni della mia vita. Facevo il guardiano.
Di palazzi. Di fabbriche. Di fari. Di cimiteri. Adesso è tutto qui.
Una notte, noi due, andiamo al museo, ci ho lavorato, guardiano capo, ho le chiavi.
E così, potrai vedere il tuo quadro.»

Non fate passare altri vent’anni. Cercate questo film.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

14 Responses to Les amants du Pont-Neuf

  1. luis says:

    Capolavoro imperfetto di Carax. Visto e rivisto nelle stagioni buie della vita, mi ha sempre restituito una speranza. Conservo il manifesto originale e naturalmente il dvd. Un plauso a te per questa recensione.

    • Non mi sono mai impegnata con troppe energie nel cercare il DVD, che credo non sarà facile trovare. Ma è senza dubbio un’operazione che farò il prima possibile. E’ uno di quei film che amerei molto avere nella mia videoteca in erba. Grazie per il plauso, ma soprattutto per esserti soffermato a commentare. A poi!

  2. daphne says:

    il quadro della scena notturna al Louvre era un autoritratto di Rembrandt. Salve, sono una che ha visto questo film al cinema e che non l’ha mai dimenticato ;)

  3. larry says:

    hai conosciuto me.
    “Il cielo è bianco oggi” “Ma le nuvole sono nere”

  4. Giulia says:

    Oddio se non lo vedo , poi non mi vuoi più bene!! Prima avevo la scusante di non conoscerlo, ma ora non più!! Ergo lo devo vedere!

  5. Rita says:

    Eccomi! Sono la prima persona che “conosci” (anche se solo virtualmente) che ha visto questo film (qualche anno fa, suggeritomi da un amico pittore).
    Mi piacque molto. E mi piacque soprattutto la scena della visita notturna al museo (se non erro il dipinto era un Caravaggio?) e trovai bellissima anche la scena in cui fanno lo sci d’acqua nella Senna ;-)

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