Habemus Papam



titolo originale Habemus Papam
nazione Italia / Francia
anno 2011
regia Nanni Moretti
genere Commedia
durata 104 min.
distribuzione 01 Distribution
cast M. Piccoli (Papa Melville) • N. Moretti (psicoanalista) • M. Buy (psicoanalista) • R. Nobile (Card. Cevasco) • J. Stuhr (portavoce) • R. Scarpa (Card. Gregori) • F. Graziosi (Card. Bollati) • U. Von Dobschutz (Card. Brummer) • L. Della Bianca (figlio) • C. Ridolfi (figlia) • T. Celio (regista) • G. Gobbi (guardia svizzera) • C. Dazzi • M. Mannoni (giornalista) • C. Milli (Card. Pescardona) • F. Brandi (barista)
sceneggiatura N. Moretti • F. Piccolo • F. Pontremoli
musiche F. Piersanti
fotografia A. Pesci
montaggio E. Calabria
uscita nelle sale 15 Aprile 2011


Uno psichiatra è chiamato al consiglio dei cardinali in Vaticano perchè il Papa eletto non ha voglia di assumere la sua carica.



Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Sì, quello di Moretti ovviamente.
E che Papa, care sorelle e fratelli, chers frères et sœurs, Liebe Brüder und Schwestern, dear brothers and sisters… e chi più lingue sa più ne metta. Il Papa Mellville di Moretti è un personaggio che non dimenticheremo: con la sua stanchezza, la sua malinconia, la sua fragilità, il suo dolore, il suo girovagare, i suoi occhi sperduti ma mai spenti, la sua stravaganza, la sua umanità, il suo grido da dietro le quinte.
Moretti con il suo undicesimo film, entra in Vaticano e ci permette di scoprire quanto siano realmente spesse queste mura che ci separano da chi indossa abiti uguali, spersonalizzanti, sfarzosi, lontani da noi. E mentre il Moretti-psicoanalista si intrattiene con i cardinali in un susseguirsi di scene esilaranti («e Lei, vuole sapere quanto era quotato?!»), il neoeletto Papa cerca il modo di far uscire la sua umanità dal colletto stretto di quell’abito bianco. Per cui dietro l’imponente “maschera teatrale” religiosa è invece proprio dell’uomo che ci parla ancora Moretti, e lo fa in modo superbamente maturo, sia a livello tecnico-cinematografico (fotografia, musica, l’eccellente montaggio, idee registiche di resa di alcune scene davvero eccezionali, movimenti di macchina…) sia a livello propriamente di completezza della psicologia del suo personaggio.

Il film si deve vedere per due motivi:
Il motivo numero uno è che il film è di Nanni Moretti.
Il motivo numero due è che Nanni Moretti è Nanni Moretti.

Dogma cinematografico, mi dite? Beh, il dogma religioso dell’infallibilità del Papa già c’è.
Fatevi due conti e poi ditemi chi vince.

P.S. Io tifavo per l’Oceania.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

16 Responses to Habemus Papam

  1. Sergej Brevjic | Cinema Bendato says:

    il film meno morettiano di Moretti. la sua prova sicuramente più ardita e complessa, andando a trattare un soggetto incentrato nientedimeno che sulla figura più intoccabile per antonomasia. ne viene fuori un ritratto (oserei allargare a “collettivo”) delicato e dignitoso, umano e materiale, ma mai patetico e/o didascalico. quando poi si riesce a concepire scene inusitate come partite di pallavolo cardinalizie, o papi che bazzicano per il centro di roma come un vecchietto in preda ad una nevrosi, si dimostra di aver realizzato una sfida non da poco. quella di moretti è una riflessione sulla chiesa contemporanea, la consapevolezza dei ruoli e delle responsabilità, lo scontro tra tradizione ed innovazione, colte con sottile ironia ma senza affondare nel sarcasmo. il finale lapidario, e la prova di Piccoli, mi hanno convinto della compiutezza di quest’opera tutt’altro che blasfema o dissacrante, ma laica ed originale.

  2. Tommaso says:

    Un film meraviglioso! Non all’altezza de “La stanza del figlio” ma senza dubbio un capolavoro! Un Moretti ricco di personalità con una storia davvero originale. Lo osanno sul mio blog: http://onestoespietato.wordpress.com/2011/04/22/habemus-papam-la-sconcertante-bellezza-dell%E2%80%99umano-troppo-umano/ fateci un salto e ditemi la vostra!!

  3. paul says:

    ecco si, bendato ci andrei al cinema a non vedere habemus papam, l’ultimo film del regista europeo più sopravvalutato che ci sia.

    • bina says:

      daccordo con te,alla faccia di tutti gli pseudo intellettualoidi da strapazzo. tutti i film di nanni moretti sono stati una delusione.

      • Il tempo è prezioso. I ritmi di questa società ne concedono sempre meno. Investitelo in attività che vi aggradano. Se Nanni Moretti non vi piace, non perdete il tempo a guardare i suoi film. “Tutti i film di Nanni Moretti sono stati una delusione”? Perfetto, smettete di guardarli. Io non vado a vedere i film di Moccia. Non mi piace, lo so e non ci vado. Ad ogni modo “Habemus Papam” di Moretti me lo sarei goduta anche con una benda sugli occhi. Tra la splendida colonna sonora di Mercedes Sosa e le brillanti battute, mi sarebbe piaciuto lo stesso.

  4. ti prego, leggi questo e inorridisci con me!
    http://costanzamiriano.wordpress.com/2011/04/20/il-papa-che-non-prega/

    p.s. questa è una giornalista del TG3… nel senso che è pure pagata per parlare!

    • Perdonami, a «L’unica risposta è la preghiera, che pulisce il cuore, lucida gli occhi della mente.» il mio mouse ha automaticamente cliccato la X. E’ stato più forte di me.

    • bina says:

      l’ho letto e mi è sembrato un articolo fenomenale,che condivido in pieno….. e voglio aggiungere che,al di là di tutti i premi e di tutte le giurie, la vera giuria è il pubblico, che sarà l’unico giudice che decreterà il successo e il valore del film di moretti

      • Un articolo bigotto, noioso, stolto.

        La miglior risposta ce la dà il film:

      • Ad ogni modo, secondo il punto di vista da te espresso che vede nell’affluenza del pubblico in sala l’unico vero indice di giudizio per decretare il “valore” di un film, devo pensare che secondo te il più “valido” regista italiano è Carlo Vanzina?

  5. Pierrot Lunatico says:

    ” no andata e ritorno no..così moriamo..”

    si deve vedere.si deve vedere.

  6. Rita says:

    Lasciamo i dogmi a chi fa fatica a pensare e a decidere di volta in volta ;-)
    E dopo tanti anni non ho ancora capito se Moretti mi piace o no ;-)
    Il film lo vedrò comunque, per curiosità se non per altro.
    (io il discorso “perché il film è di Tizio e quindi va visto” lo faccio solo per pochissimi registi, anzi, è proprio quel “va visto” che non mi piace, lo sostituirei con “vorrei vederlo, mi piacerebbe vederlo”) ;-)

    Ho noleggiato An education, poi ti farò sapere.

    • A me piace molto. Mi piace come regista, come mente, come personaggio, come messaggi che manda.

      Il mio gioco di finta imposizione “si deve vedere” è estremamente collegato con il dogma dell’argomento centrale del film, come appunto è la presunta infallibilità del Papa secondo la Chiesa.
      Tuttavia in parte son d’accordo con il tuo discorso, nel senso che anche io preferisco decidere di volta in volta, se non altro perché ogni film vive di vita propria.

      Quel che volevo dire con “Il motivo numero due è che Nanni Moretti è Nanni Moretti” è infatti contemporaneamente conferma e smentita al motivo numero uno in cui scrivo che il film si deve vedere perché è di Nanni Moretti. Nel dire «Nanni Moretti è “Nanni Moretti”», nel secondo nome, quello che svolge il ruolo di descrizione, quasi di “aggettivo”, intendo proprio specificare la riconferma delle qualità del regista, proprio perché non basta dire “è suo quindi si deve vedere”. L’ultimo Woody Allen non è un Woody Allen, non so se mi spiego… Moretti in Italia vive in una categoria tutta sua, ha uno determinato stile che non permette di classificarlo insieme ad altri, un po’ come dire: genere? drammatico / commedia / thriller / Moretti. La sua linea, il suo taglio è così peculiare e ormai noto che per descriverlo meglio non si può fare che descriverlo attraverso sè stesso. Un po’ come dire ad uno che si mette ad urlare in un bar – poniamo un esempio – ” IL CINEMA STA MORENDO! MA DOVE STIAMO ANDANDO A FINIRE?”, che ha avuto un’uscita “alla Moretti”.

      Tutto questo per dire che Moretti è ancora “Moretti”, dove il secondo “Moretti” sta per grande, geniale, brillante, divertente, provocatorio, e via dicendo. :)

  7. non l’ ho ancora visto… ma già dal trailer mi sembra geniale.

    • Un trailer così se lo possono permettere in pochi. Tra l’altro Moretti mi hanno raccontato che è ossessionato dal far scoprir qualcosa dei suoi film prima che escano. Roba che ai collaboratori fa firmare contratti in cui se spifferano qualcosa ne risentono economicamente. Non so quanto appartenga ad una storia metropolitana e quanto alla realtà, ma dato il suo personaggio, non sarebbe difficile da credere.

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