A single man



locandina
titolo originale A Single Man
nazione U.S.A.
anno 2009
regia Tom Ford
genere Drammatico
durata 99 min.
distribuzione Archibald
cast C. Firth (George) • J. Moore (Charlotte) • M. Goode (Jim) • G. Goodwin (Mrs. Strunk) • N. Hoult (Kenny)
sceneggiatura T. Ford • D. Scearce
musiche A. Korzeniowski
fotografia E. Grau
montaggio J. Sobel
uscita nelle sale 15 Gennaio 2010


Ambientato a Los Angeles nel 1962 durante la crisi dei missili successiva all’invasione USA a Cuba, “A Single Man” è la storia di George Falconer, un professore inglese di 52 anni che cerca di dare un senso alla propria vita dopo la morte del suo compagno Jim. George indugia nel passato e non riesce a immaginarsi un futuro, ma una serie di eventi e di incontri lo porteranno a decidere se ci sia o no un significato nel vivere senza Jim. George viene confortato da una cara amica, Charley, una bella donna di 48 anni a sua volta assalita da dubbi sul futuro. Kenny, un giovane studente di George alla ricerca di una ragione che giustifichi la sua natura omosessuale, perseguita il professore identificandolo come anima gemella.



Come sarebbe la nostra vita se dopo dieci anni di convivenza perdessimo l’unica persona che abbiamo realmente amato? L’unica che ci abbia davvero capiti, accettati, ascoltati, conosciuti. Quanto sarebbe difficile il nostro risveglio? La realizzazione del vuoto vicino a noi nel vostro letto? Proseguire la vita?
Un uomo solo si sveglia di soprassalto in un letto. Dice di riuscire a diventare George dopo aver intrapreso quei gesti quotidiani, meccanici, ripetitivi, che lo rinchiudono in un vestito classico, una camicia, una cravatta, belle scarpe, che gli permettono di diventare quello che il suo microcosmo si aspetta da lui. Ma continuare a vivere è difficile.
George cerca di sopravvivere ad un’assenza per lui incolmabile, il vuoto lasciato nel suo letto, sul suo divano, nella sua vita da Jim, il suo compagno, dopo l’improvvisa morte in seguito ad un incidente stradale.
A Single Man, che vide Colin Firth candidato agli Oscar 2010 (e che a mio avviso avrebbe meritato il premio come miglior attore protagonista più per questo film che per Il discorso del Re l’anno successivo) è un film commovente che ci parla di un silenzio. Il silenzio di una casa vuota, il silenzio di un’esistenza dilaniata dall’eventualità imprevedibile e disastrosa della vita, il silenzio di un amore velato perché inopportuno per la società, ma intenso, fortissimo, vivo, vero, reale.
George viene assalito dai ricordi, immagini che gli riportano alla mente felicità passate e bruscamente interrotte, destinate a non tornare più; decide così di intraprendere l’unica cura che crede possa alleviare il suo dolore: la progettazione di un suicidio. Il resto lasciatevelo raccontare dalle meravigliose immagini e dalla commovente voce interiore di George, che saprà condurvi nei meandri della sua mente razionale dilaniata da un dolore che lo soffoca.
Tecnicamente perfetto: musiche e immagini si fondono creando una realizzazione filmica struggente e singolare, nonostante la semplicità e linearità della storia che ci viene raccontata; l’ambientazione nella Los Angeles del ’62 viene curata nei minimi dettagli e Colin Firth riuscirà a farvi provare tutto il suo dolore. Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, A Single Man è un film che ci descrive la morte di un uomo e ci permette di conoscerlo attraverso l’abbandono di oggetti, spazi, la rievocazione di rumori e suoni, che diventano veri e propri luoghi in cui le vite di due esseri umani si incontrano e si lasciano. A Single Man è la storia di un amore unico e allo stesso tempo è storia di un amore universale, in cui chiunque di noi potrà impersonificarsi. Dolce e bellissimo.

Una citazione dal film A Single Man di Tom Ford:

Nella vita ho avuto momenti di assoluta chiarezza,
quando per pochi, brevi secondi, il silenzio soffoca il rumore
e provo un’emozione invece di pensare
e le cose sembrano così nitide
e il mondo sembra così nuovo.
E’ come se tutto fosse appena iniziato.
Non riesco a far durare questi momenti,
io mi ci aggrappo,
ma come tutto svaniscono.
Ho vissuto una vita per quei momenti,
mi riportano al presente
e mi rendo conto che tutto
è esattamente come deve essere…
E all’improvviso, lei è arrivata.


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Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

6 Responses to A single man

  1. Anonimo says:

    Pienamente d’accordo sul fatto che Firth, avrebbe meritato di piu’ l’oscar per questo film.
    Forse , perche’ nel discorso del re, G.Rush e’ talmente ricco di talento , da oscurare un grande come C.Firth.
    A single man , e’ un film di classe sopraffina.
    Non sono appassionato di moda , ma si vede che il regista e’ uno stilista apprezzatissimo.
    Alessandro

  2. Rita says:

    Eh sì, bellissimo film questo e Colin Firth straordinario.
    E’ un film che sa raccontare la pienezza e l’appagamento di un amore e la conseguente perdita di senso della vita dopo averlo perduto.
    Bellissime le scene in cui rievoca il passato, quella in cui si erano conosciuti, le altre di condivisione del quotidiano in cui tutto è trasfigurato e reso vivo proprio dalla forza della complicità amorosa.

    • Io ho trovato sublime la scena dell’incidente, la neve, lui a terra e George che lo raggiunge.

      • Rita says:

        Sì, è vero, quella è una scena bellissima e straziante.
        Io ho trovato anche toccante il suo desiderio di ritrovare almeno uno dei due cani che in seguito all’incidente era scappato: mi sembra che ci sia una scena in cui chieda ad una signora che aveva un fox terrier, proprio come quelli del compagn Jim, dove l’avesse trovato e si sofferma ad accarezzare la bestiola, quasi come se attraverso il tatto potesse rievocare e far rivivere il passato.
        E poi, proprio tecnicamente, mi è piaciuto tanto quel passare sullo schermo dal presente al passato quasi senza – apparentemente – soluzione di continuità, proprio per dare l’idea dei ricordi che irrompono improvvisamente.

  3. Anonimo says:

    sono d’accordo con te quando dici che Colin Firth avrebbe meritato ,l’Oscar per questo film anche se mi è piaciuto il suo personaggio del re.L’amore universale e la solitudine , che accoppiata!

    • Lui è veramente molto bravo anche ne Il discorso del Re, solo che il film a parer mio non riesce a suscitare una vera partecipazione emotiva, per cui nonostante sia tecnicamente impeccabile, l’ho apprezzato meno.

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