Limitless



locandina
titolo originale Limitless
nazione U.S.A.
anno 2011
regia Neil Burger
genere Thriller
durata 105 min.
distribuzione Eagle Pictures
cast B. Cooper (Eddie Morra) • R. De Niro (Carl Van Loon) • A. Cornish (Lindy) • A. Howard (Gennady) • A. Friel (Melissa) • J. Whitworth (Vernon) • T. Arana • P. Kalember (Mrs. Atwood) • B. Wilson (Detective)
sceneggiatura L. Dixon
musiche P. Leonard-Morgan • N. Muhly
fotografia J. Willems
montaggio T. Adams • N. Geraghty
uscita nelle sale 15 Aprile 2011


Eddie Morra è un aspirante scrittore che non riesce a superare un cronico blocco creativo. Quando un amico gli fa scoprire l’NTZ, una ‘smart drug’ top-secret in grado di amplificare il potenziale intellettivo del 100%, la memoria e le sue capacità di apprendimento diventano strabilianti. Sotto l’effetto del farmaco, Eddie riesce a guadagnare milioni attraverso Wall Street attirando su di sé l’attenzione del magnate finanziario Carl Van Loon, che lo coinvolge in un importante iniziativa economica. Ben presto però, Eddie si troverà inseguito da una pericolosa banda di criminali che vuole impadronirsi dell’NTZ e assalito dai brutali effetti collaterali della droga stessa…


Immaginatevi Inception. L’avete fatto? Ecco, ora però toglieteci i quattro Signori Premi Oscar 2011 Effetti Speciali. Ci siete? Bene, ma non è finita qui. Ora toglieteci anche  Nolan. Sì, sì, toglieteci la genialità del regista e mettete alla direzione del film uno qualunque. (Se vi stanno prendendo degli attacchi di panico, tranquilli, è normale.) Cosa vi rimane di davvero valido? Il soggetto, l’idea portante. Un’idea con un gran potenziale, certo, ma che tuttavia non sarà in grado di venir espressa al meglio. Così è per Limitless: immaginate un’idea di base con i controattributi, vale a dire l’idea di questa droga che vi permette di utilizzare al 100% le facoltà del vostro cervello. Ora però mettetela sulla scrivania di un regista americano che sembra passare metà delle sue giornate a giocare ai vidogames e per l’altra metà a giocare ai videogames pensando a come fare per non essere più uno sfigato. Cosa ne viene fuori? Ne deriva che l’unico utilizzo possibile per questa droga è univocamente quello del riscatto personale, del fare soldi a palate o di utilizzarla per scopi malavitosi. Insomma, tutti utilizzi plausibili, per carità, ma qualche idea in più non avrebbe guastato. E poi, vogliamo parlare della realizzazione di questo film? Forse è meglio di no… E’ peggio di tutti i peggiori trailer di film medi d’azione americani messi insieme in un collage montato male.
In sostanza:  l’idea c’è ed è anche buona, ma l’analisi, lo sviluppo e la realizzazione sono quanto di più americano (nel senso cinematograficamente dispreggiativo del termine, possiate immaginare). Non mi sta bene questa propaganda del passaparola che ho subìto (e che spesso si dilaga nell’opinione intellettual-comune) che mi diceva: sì ok, terribilmente coatto, però l’idea è figa per cui viva il film! No. Non funziona così. L’idea è buona, ma tutto ciò che ne scaturisce è quanto di più combatto in un film. Un film non è solo un soggetto. Un film è composto anche e soprattutto da un COME, cosa che pochissimi tendono a tenere in considerazione. Certo, a volte il messaggio deve necessariamente avere l’idea sulla realizzazione, ma sicuramente non dovrebbe essere il caso di Limitless. Per esempio fare un film di denuncia in Iran che ti fa finire in galera per 6 anni è un film a cui si perdona la mancanza di grandi idee registiche, tenendo conto dell’urgenza della sua diffusione, per di più se è un film girato con due lire. Ad un film di questo livello d’emancipazione economica io non lo perdono, nemmeno se ha una buona idea. Come non lo perdono a quelli che non hanno nemmeno l’idea. Che ci sia una storia interessante dietro a questo film, lo considero un caso. Anche un orologio fermo, due volte al giorno, dice l’ora esatta – come raccontò Woody Allen in Anything else.

Nella sezione di dibattito “Parliamone” è presente un collegamento a questo film. Clicca qui per leggere il dibattito.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

5 Responses to Limitless

  1. Valerio says:

    Ciao Ale :) io sono andato a vederlo il film e sono daccordo…l’idea è molto promettente però l’hanno sviluppata abbastanza male…ciaooooo

  2. Pingback: Stile americano « Il cinema bendato

  3. già non pensavo d’ andare a vederlo… figura ora!

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