Tatanka



locandina
titolo originale Tatanka
nazione Italia
anno 2011
regia Giuseppe Gagliardi
genere Biografico
durata 100 min.
distribuzione Bolero Film
cast C. Russo • G. Colangeli • C. Recano • R. Serbedzija • M. Gaudioso • S. Sansone • S. Sardo
sceneggiatura M. Braucci • G. Gagliardi
uscita nelle sale 6 Maggio 2011

 

 

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Tratto da un racconto di Roberto Saviano.
Nei feudi della camorra, in una terra dilaniata da una guerra cruenta, la straordinaria avventura di un ragazzo che riesce a sfuggire a un destino certo. Grazie all’incontro con la boxe riuscirà ad emanciparsi, in un percorso che lo porterà alla scoperta di se stesso, dal baratro della periferia di Napoli, passando per l’inferno dei ring clandestini di Berlino. Una strada tortuosa verso un riscatto difficile e inaspettato.



Lo chiamavano Tatanka, perché tirava pugni con la potenza d’un bufalo. E’ la storia di Michele, un ragazzo napoletano che ha la sfortuna di stare nel giro d’amicizie sbagliato. Scoprirà la boxe per caso, fuggendo dalla polizia insieme ad un suo compagno e rifugiandosi in una palestra, fingendosi uno degli allievi per non essere catturato. L’allenatore della palestra lo nota in una rissa e gli dice di tornare ad allenarsi. Comincia così la storia di un giovane napoletano che compierà un percorso tortuoso prima di riuscire ad arrivare alla salvezza. Una salvezza che in fondo altro non è che la fuga dall’ambiente camorristico che chiede compromessi a cui Michele non vuole rispondere. Questo è il secondo bel film sulla boxe che esce in questa stagione (ricordiamo infatti The Fighter di D. Russel), due esempi molto diversi accomunati più che dal tema della boxe dall’esigenza di raccontare una storia umana e degli ambienti specifici. Ammetto di esser partita un po’ prevenuta nei riguardi di questo film, come con tutti i film che trattano alcuni temi cinematograficamente usati e abusati – come la boxe. Sono stata ben lieta di sbagliarmi e ricredermi. Dalla primissima inquadratura – la panoramica d’un porticciolo degradato ma apparentemente calmo improvvisamente turbato da spari e grida – al trasferimento a Berlino del protagonista (a tre quarti del film), Tatanka è un film eccellente, con un ottimo ritmo, una bella composizione d’immagini, una colonna sonora che rende molto bene l’intreccio interiorità/esteriorità in una fusione tra canzoni neomelodiche napoletane (la tragicomicamente squallida Ragione e Sentimento di Maria Nazionale) e canzoni splendide e commoventi (Gymnopedie No. 1 di Erik Satie) e con un gran montaggio originale e sorprendentemente diverso soprattutto per quel che riguarda gli incontri del boxeur. La parentesi berlinese tuttavia, genera un calo sostanziale nel film, in cui si nota oltre che un’inverosimiglianza narrativa anche una regia sofferta, non in grado di appropriarsi di un ambiente straniero e di ricrearlo ed esprimerlo al meglio. Il film si riprende sul finale, quando la telecamera torna a Napoli insieme al protagonista e quando è il momento di trarre le somme e fare i conti con un passato chiamato Camorra. Un “bravo” a Giuseppe Gagliardi, per questo suo secondo film.


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14 Responses to Tatanka

  1. volevo scrivere la critica ma ho visto che già ci hai pensato. il mio giudizio sarebbe stato un po’ tranchant, secondo me è da 5, l’unico valore che può avere il film è di livello sociale, per il resto appare scialbo dilettantistico (come la categoria della palestra di pugilato) e quasi disertato, la sceneggiatura è moscia, la regia latitante le recitazioni di basso livello, manca il cosa e il come. e non possiamo neanche parlare di un film di genere o di neo-realismo. 100 minuti sono parecchi e si sentono parecchio sul groppone. magari Gagliardi avrà modo in futuro di dimostrare il contrario, ma con questa seconda prova non convince, e delude chi si aspettava qualcosa che “suonasse” al seguito del filone di film come gomorra, una vita tranquilla, [un altro titolo che adesso mi sfugge del 2010]. per concludere ho trovato al converso la seconda parte meno prevedibile, ma se andiamo ai punti il bilancio pende in basso.

  2. Rita says:

    Eh sì, infatti, avevo letto anche io questo articolo (grazie comunque per averlo cercato e postato), e mi ha insospettito proprio questo rifiuto da parte della produzione di inserire l’articolo del codice penale che fa riferimento al maltrattamento degli animali. Inoltre mi viene da pensare che se la Lav si è interessata ed ha chiesto lumi, è perché non ha potuto leggere nei titoli di coda la specificazione che nessun animale è stato danneggiato.

  3. Rita says:

    Ok, ti ringrazio.
    Per quell’indizio del quiz cinema poi non sono riuscita ad aiutarti, ho anche mandato un sms ad un mio amico cinefilo e chiesto ad altre persone ma a nessuno è venuto in mente nulla. Ho letto che il quiz finisce il 24, quindi dovrai aspettare fino ad allora per sapere se era giusta la tua risposta? Poi, per curiosità, magari proverò a farlo anche io (già una volta sono diventata pazza con un altro quiz, per cui c’erano solo le lettere iniziali delle parole che compongono il titolo e l’anno: lo conosci? Non si vince nulla però, è solo un quiz per testare le proprie conoscenze cinefile, penso che si dovrebbe trovare ancora su internet).

    • Il quiz è finito sabato notte alle 24.00. Ho inviato le mie risposte, compresa quella delle pellicce, ma son certa non sia quello il film… Avevo trovato anche un film che mi sembrava poter combaciare all’indizio: “Le faremo tanto male”, sono andata fino a Centocelle per prenderlo in biblioteca (l’unico DVD disponibile in tutta Roma), ma niente, non era quello! Ho infine optato per “L’ultimo capodanno” di Marco Risi. Comunque ora che ci penso, a settembre a Venezia ho visto un film che potrebbe interessarti, appena uscita di sala mandai un sms anche a Claudio per consigliarglielo dicendogli che era proprio il film per lui. Si chiama “The happy poet” (http://www.imdb.com/title/tt1605765/). Se riesci a reperirlo, credo potrebbe piacerti.

      • Rita says:

        Ah, finiva ALLE ore 24, 00 (io avevo capito il 24) LOL
        Ovviamente “in bocca al lupo” (e sempre “crepi il cacciatore”) ;-)

        L’ultimo capodanno di Risi l’ho visto qualche anno fa, non so dirti se possa essere il film giusto, lo ricordo vagamente, comunque sia ti consiglio – sempre che tu non lo conosca già – di leggere l’omonimo racconto di Ammaniti, che fa parte della raccolta “Fango”, e, secondo me, insieme a “Ti prendo e ti porto via”, uno dei suoi lavori migliori.
        Farò il possibile per trovare “The happy poet”, ho dato un’occhiata al link che hai postato e penso che potrebbe davvero piacermi (di sicuro interessarmi, quanto meno). Grazie per il suggerimento!

        Ieri sera ho iniziato a vedere (poi interrotto causa sonno, ma non perché il film fosse noioso, anzi, è che ero proprio stanca) un film molto particolare degli anni ’70, con David Bowie: “L’uomo che cadde sulla terra”. La prima metà mi è parsa molto molto interessante, poi finisco di vederlo e ti farò sapere in maniera più dettagliata. Tu lo hai visto?

      • Di Ammaniti ho letto solo “Io non ho paura” e “Ti prendo e ti porto via”.
        “Fango” spesso mi ha incuriosita, poi non l’ho mai acquistato. Ma cercherò il racconto di cui parli.
        Ultimamente mi sono data ai racconti di Benni de “L’ultima lacrima” e a quelli di Kundera di “Amori ridicoli”. Bellissimi entrambi.

        “L’uomo che cadde sulla terra” onestamente oltre a non averlo visto non lo conoscevo nemmeno! Fammi sapere!

    • Ciao Rita, mi è stata confermata la presenza della scritta nei titoli di coda. Inoltre mi è stato riferito che l’argomento è stato affrontato e il dubbio smentito anche in conferenza stampa.

  4. Rita says:

    Ciao Alessia,
    è vero che c’è una scena in cui il pugile dà un pugno ad un bufalo e lo stende? Se sì, hai per caso notato se nei titoli di coda viene specificato che “nessun animale è stato danneggiato”?
    Te lo chiedo perché ho letto alcuni articoli in proposito (anche sul sito della Lav) e pare che né la produzione, né il regista abbiano voluto fornire spiegazioni dettagliate su come in realtà sia stata girata quella scena, dando solo risposte piuttosto vaghe.

    • Ciao Rita, ho pensato subito anche io a guardare nei titoli di coda per vedere se compariva la scritta “Nessun animale è stato maltrattato durante le riprese di questo film”, perché la scena del pungo al bufalo c’è ed è anche abbastanza squallida e terribile! Purtroppo ho guardato solo la prima metà dei titoli di coda, perché andavo di corsa (versione ufficiale: avevo davvero urgenza di far pipì!), e non ho visto la scritta apparire, ma di solito compare alla fine, per cui non posso darti la certezza… Quel che posso dirti è che – per come è stato effettuato il montaggio della scena (“tagliata” e “rincollata”) – il tutto può benissimo essere stato solo simulato. Proverò a chiedere ad altre persone che hanno visto il film se l’hanno notato; sono andata sola a vederlo, per cui quando ci ho ripensato non ho nemmeno potuto chiederlo subito a qualcuno. Cercherò notizie.

      • Ho trovato questo articolo:

        La rappresentante della LAV nella Commissione di revisione cinematografica, infatti, ha avuto solo generiche rassicurazioni da parte della produzione che, peraltro, non ha voluto inserire nei titoli di coda l’annuncio che una tale condotta, nella realtà, è perseguita dagli articoli 544 ter e quater del Codice penale, che puniscono anche con la reclusione chi maltratta un animale o gli crea una lesione, con l’aggravante di averlo fatto per uno spettacolo.

        (fonte: http://www.crueltyfreewebradio.org/?p=8160)

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