Bislacche storie al cinema

Leggevo l’articolo che parlava dell’errore commesso dalla Cineteca di Bologna riguardo la proiezione invertita di The Tree of Life di Malick. In poche parole per 9 giorni, il cinema ha proiettato l’ultimo film del regista, premiato con la Palma d’oro a Cannes al contrario, vale a dire a rulli invertiti. Il Presidente della Cineteca di Bologna Giuseppe Bertolucci e il Direttore Gian Luca Farinelli si sono dichiarati mortificati e hanno sdrammatizzato l’accaduto – l’errore è stato scoperto dopo più di una settimana – dicendo che «potrebbe essere lo spunto per una interessante riflessione, sia in chiave psicanalitica, che sociologica sulle condizioni della fruizione (e della percezione) dell’opera cinematografica nell’attuale impero mediatico».

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Riflettendo a riguardo, ho divagato tra i pensieri ed ho interrogato la mia memoria sul mio passato di frequentatrice di sale cinematografiche e mi sono chiesta quali episodi bislacchi mi siano capitati nell’andare a guardare un film. Ve ne racconto qualcuno.

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Recentemente ero andata al cinema Gregory a vedere un film di serie B con il mio ragazzo. Il Gregory è uno di quei pochi cinema di Roma  che ha ancora la sala unica: ampia, grande e molto bella, ma che purtroppo per sopravvivere è costretto a dedicarsi sempre alla proiezione di film di bassa qualità che richiamino il grande pubblico e per questo non mi capita spesso di frequentarla. Quelle rare volte in cui vengo attratta da qualche film di serie B, se è presente nella programmazione di questo cinema, cerco di andarlo a vedere lì, per godermi quella sala che mi piace molto. Beh, il film che eravamo andati a vedere era “Zack e Miri make a porno” e a film finito, trenta secondi dopo l’inizio dei titoli di coda, si accendono le luci e viene spento il proiettore! A titoli di coda andanti!! Ci guardiamo sbigottiti e increduli. Sarà stato un errore, ora ripartirà… Ci siamo girati e alle nostre spalle vediamo l’ultima coppia che era presente in sala allontanarsi verso l’uscita; contemporaneamente sulla porta compare il gestore del cinema che con aria da chi ha altro da fare ci invitava indirettamente a lasciare la sala. Gliel’ho perdonata giusto perché era Zack e Miri, se si fossero permessi di interrompere i titoli di coda su un qualche altro film di cui, per esempio, mi fosse interessato scoprire i brani della colonna sonora, avrebbero dovuto avere a che fare con la mia più indomabile ira. E’ stato un po’ come quando ti vedevi quei film su Canale 5 e sui titoli di coda irrompe tragica la pubblicità del bagnoschiuma. Ma come vi permettete?

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Un altro episodio divertente mi accadde quando andai, sempre con il mio ragazzo, in un cineclub del centro a vedere “Giordano Bruno” di Montaldo. Era la prima volta che andavamo in quel cineclub, la sala era discreta, i posti non troppo comodi, ma si vedeva bene, questo era l’importante. Eravamo molto eccitati per la visione di quel film, che entrambi non avevamo mai visto e di cui proprio giorni prima stavamo parlando. C’era sembrato un segno del destino trovarlo in programmazione in un cineclub e quindi poter vederlo sul grande schermo, in pellicola e via dicendo. Prove tecniche prima di far partire il film e ci rendiamo conto che non è in pellicola. Sarà in DVD? Pazienza, va bene lo stesso. E invece no, sopresa sorpresa, era in VHS. Ma non una VHS acquistata, bensì una VHS registrata, consumata dal tempo e che aveva l’illuminazione di una caverna preistorica prima della scoperta del fuoco. Eravamo davvero sbalorditi. E abbiamo pagato 8 euro per vederci quel film.

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Ancora, una sera che avevamo voglia di cinema in ora tarda, mi capitò al The Space Parco de’ Medici, l’ex Warner Village, di andare a vedere Il gioiellino, una proiezione allo spettacolo di mezzanotte e mezza. Durante la proiezione, sulla parte chiave del film, in cui si stavano spiegando le parti fondamentali della vicenda, scompare l’audio. Uno, due, tre secondi. Una, due, tre battute. Non si riprendeva. In sala ci guardiamo perplessi, qualcuno tossisce prepotentemente verso la cabina di proiezione. Vuota. Si è dovuto alzare il mio ragazzo per andare a cercare qualcuno a cui far presente la questione. Dopo 5 minuti di scene mute, ritorna l’audio. Ovviamente riparte dal punto in cui si trovava al momento della proiezione. Non è stato mandato indietro. Io ancora più perplessa. Non sono andata a protestare perché in cassa quando siamo usciti non c’era più nessuno, vista l’ora.

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Un’altra volta ero al RIFF, il Rome Indipendent Film Festival, ad una proiezione di cortometraggi. Erano uno più brutto dell’altro e ad un certo punto, durante un cortometraggio che credeva d’esser comico, ma invece era solo banale e  anche un po’ patetico, c’è un’inquadratura di un personaggio che guarda fuori dalla finestra e il controcampo successivo – che avrebbe dovuto mostrare cosa guardava l’attore – mostra invece la scritta “EFFETTO DIGITALE NON SUPPORTATO”. L’episodio si ripete due o tre volte durante il corso del cortometraggio. A fine proiezione il regista si scusa dicendo che c’è stato un problema tecnico e che è stato un peccato perché le scene erano molto divertenti. Era vero! Erano state le più divertenti del film!

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Invece questo è un episodio che mi vede direttamente coinvolta. Una volta ero andata a vedere “Tra le nuvole” con mia madre e seduto davanti a noi c’era un tipo davvero strano, un po’ paffutello, quasi completamente stempiato, con la giacca sporca di forfora e con strani tic ballerini. Questo le ha provocato inspiegabilmente un attacco di riso indomabile e mentre cercavo di farla smettere, come spesso accade guardando una persona che ride di gusto con le lacrime agli occhi, son stata contagiata dalle risate, che sono state molto difficili da dominare. Siamo riuscite a sconfiggere l’attacco di ridarella dopo diversi minuti, a titoli di testa già iniziati, sotto mio scongiuro nei riguardi di mia madre dicendo che se non fosse riuscita a smettere io me ne sarei andata dalla sala, perché vista dall’esterno mi sarei odiata.

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E voi? Avete qualche episodio divertente da raccontare che vi ha visti attivamente o passivamente coinvolti? Raccontatelo!
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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

8 Responses to Bislacche storie al cinema

  1. Rita says:

    Una volta al Barberini hanno sbagliato film.
    Ero andata a vedere Revolutionary Road, primo pomeriggio: in sala saremmo stati una quindicina di persone, non di più.
    Il film ha inizio ed io già dai titoli di testa mi rendo conto che NON è Revolutionary Road. Tu che penseresti? Io ovviamente ho pensato di aver sbagliato sala. E come me anche le altre persone presenti. Quindi si sente un rimestio, tutti a cercare il biglietto d’entrata, chi in tasca, chi nella borsa, per controllare il numero della sala, chi si alza per vedere quale sala effettiva fosse quella, insomma, un po’ di caciara :-)
    Nel frattempo ci confrontiamo anche tra di noi (e intanto il film prosegue, siamo già alle scene iniziali) e così, in breve, realizziamo che non siamo stati noi a sbagliare sala, bensì il proiezionista a sbagliare film ;-)
    Quindi una ragazza, molto gentile, si è presa la briga di andare ad avvertire e alla fine siamo riusciti a vedere Revolutionary Road ;-) Ovviamente, tra una cosa e l’altra, saranno passati venti minuti buoni :-DD

    Invece, sempre a proposito di episodi divertenti, ti racconto anche questa: ero al cine a vedere Titanic. Momento topico, quello in cui Jack e Rose sono alla deriva dopo l’affondamento del Titanic su quel pezzo di legno. Lui muore. Lei inizia ad intonare una specie di cantilena totalmente sconvolta; dietro di me era seduta una coppietta di vecchietti. In sala silenzio totale. Attesa, commozione ecc.. La vecchietta, a voce altissima (evidentemente era sorda) si rivolge al marito e fa: “aoh, mo’ muore pure lei”. Lui si gira, e le risponde: “aho, ma allora n’hai capito n’cazzo!!!!”.
    Tutti a ridere, ovviamente.
    Poi ne avrei altre, ma ora devo scappare ;-)

    • Rita says:

      Un’altra volta al cinema del paese in cui vivevo prima di trasferirmi a Roma, nel bel mezzo di un film, si è spalancato ill soffitto mobile (originariamente costruito per essere aperto d’estate, immagino), solo che eravamo in pieno inverno e pioveva a dirotto. Poi l’hanno richiuso dopo qualche minuto, ma nel frattempo ci siamo tutti bagnati :-(

      Un’altra scena assurda è questa: andai a vedere Balla coi lupi, sempre in questo cinema di questo paese (dove c’è gente anche un po’ cafoncella e ignorantella). Si era sparsa la voce che il film durava tanto (infatti, se non ricordo male, oltre le tre ore), e così alcuni spettatori, allo spettacolo delle venti e trenta, hanno pensato bene di portarsi la cena. Non esagero, giuro: a metà film più di qualcuno ha tirato fuori i panini, la pizza, si erano portati da mangiare da casa :-DDD

      Ma il mio ricordo più personalissimo e bellissimo è questo: avevo dodici o tredici anni, insomma, andavo ancora alle scuole medie, e andai a vedere il mitico Shining nel cinema di un piccolo paese (non quello dove ho abitato prima di venire a Roma, ma un altro, dove sono nata). Il film era vietato, ma io conoscevo il proprietario e mi faceva sempre entrare (da piccola ho visto Lo squalo, Pirana, un sacco di film di horror vietati, e poi la notte andavo, letteralmente, a dormire da mamma e papà assediata dagli incubi).
      Vicino a me si sedette un mio amico (un po’ più grande di me), il quale per tutta la visione di Shining ci provò insistentemente, mettendomi le mani addosso dappertutto. A me lui piaceva anche, ma ero solo una ragazzina di dodici/tredici anni, ed ero intimorita, intimidita, praticamente incapace di reagire in alcun modo. E molto turbata. Quella volta, di Shining, ricordai pochissimo. Solo la scena del fiume di sangue che esce dalle porte e quella del labirinto.
      Poi, anni dopo, lo rividi, e da allora l’ho rivisto tante e tante di quelle volte da saperlo praticamente a memoria. E’ uno dei miei preferiti in assoluto.
      E credo che la suggestione che questo film da sempre esercita su di me non sia per niente disgiunta da quel ricordo di quel ragazzo e da quello che fu uno dei miei primissimi turbamenti amorosi. Vissuto con senso di colpa, ma anche con innegabile soddisfazione.

      • Hai degli aneddoti davvero divertenti! Quella del film sbagliato (al Barberini poi!!) è fantastica.
        Ma la storia più divertente è senza dubbio quella del soffitto del cinema! Mi dispiace che vi siate bagnati, ma fa veramente ridere! Più ci penso più mi fa ridere. Ci verrebbe una scena fantastica in un film!

        Io invece, non ho mai vissuto l’abc del corteggiamento in sala cinematografica: stiramento, braccio allungato, acciuffamento. Cose così. Ho qualche ricordo divertente d’infanzia o comunque prima fanciullezza legati al cinema, ma per la maggior parte sono ricordi di cameratismo (per altro da me condiviso sempre relativamente, ero intimamente una solitaria già da piccola!). Però ci fu un ragazzo, che sarebbe potuto essere il mio potenziale primo bacio, che non riusciva a trovare il coraggio di farlo (era evidente dal suo nervosismo). Io dovevo tornare a casa presto, così al primo tempo gli dissi che dovevo andarmene via. Se non ricordo male uscì anche lui con me (ed il suo amico che si era portato come cuscinetto di salvataggio per l’imbarazzo) ed entrambi mi accompagnarono alla fermata dell’autobus. Quindi fu un fiasco in tutti i sensi. Per lui, per me e per il film. (Era un film di supereroi o qualcosa del genere per fortuna). :-D

  2. avrò avuto circa 10 anni. era la prima volta che andavo allo spettacolo serale da solo, mio padre mi accompagnò alla sala per poi venirmi a prendere a film terminato.la sala è ancora vuota tranne un tipo seduto in una poltrona centrale. un pò impaurito mi siedo vicino dopo averlo visto in faccia. aveva un’ espessione un pò inebetita ma non preoccupante. subito dopo alla mia sinistra si siedono alcuni ragazzi, due coppiette per la precisione. ecco, ora mi trovavo prigioniero. a destra il tipo gonzo, a sinistra gli sbaciucchiatori folli.
    il film in questione era “karate kid 3”, avevo solo 10 anni del resto.
    dopo che il protagonista comincia a subire i primi sopprusi ecco che il tipo gonzo comincia a diventare irrequeto. io al suo fianco pure, cominciavo a capire che forse sarebbe stato meglio scegliere un posto isolato. fine primo tempo… non te l’ aspettavi eh!
    prossimamente il seguito

    • secondo tempo.
      eravamo rimasti con quel brocco di ralph macchio che subisce le prime umiliazioni e il mio ormai inquetante vicino che dà segni di squilibrio piuttosto evidenti. anche i ragazzi alla mia sinistra se ne accorgono, tanto che una delle ragazze dimostra la sua solidarietà nei miei confronti apertamente, uscendo con ” poverino quel bambimo seduto lì!”.
      sì, mi sentivo veramente poverino. sul pietrificato andante.
      il film prosegue, e come immaginabile comincia la rivalsa di Macchio e con lui si scatena anche il mio impegnativo vicino.” dai ammazzalo di botte!” urla tra le faccie sbigottite dei presenti in sala. io sempre più pietrificato con lo sguardo fisso in avanti. “fagliela vedere a quei bestardi figli di puttana!”, per questo si era pure alzato in piedi e simulava pugni a ripetizione colpendo l’ aria.
      a questo punto avevo già perso qualsiasi interesse per il film e non vedevo l’ ora che quella situazione surreale terminasse.
      dopo quasi due ore di agonia le luci in sala si riaccendono.
      quando salgo sulla macchina di mio padre mi chiede com’ era il film. io gli rispondo” non ti sei perso un granchè”. mentendo ovviamente.
      la mia disavventura dal sapore Coeniano terminò così, con una menzogna obbligata dall’ imbarazzo.
      ciao ciao

      • Fantastico! Ci potrebbe uscire anche un soggetto divertente per un cortometraggio.

        Riguardo a gente strana incontrata al cinema, ne ho davvero vista tanta.
        Da chi sul trailer di un bel film commenta facendo l’intellettuale e dicendo «mmh, sì, no, forse, beh, molto interessante!» e poi al trailer successivo – imbarazzante per la bruttezza – di una iperminchiata fa: «ahahahahaha, annamo a vedello, troppo ‘n tajo!». Episodio che mi ha procurato uno scoppio di riso e che fortunatamente si sarà confuso con le risate procurate dal trailer.
        A per esempio un tale che incontro OGNI volta che vado ad un festival o ad una rassegna. Non lo conosco, ma ho scoperto che viene alla mia Università perché l’ho intravisto a qualche lezione. E ovunque io vada, da Roma a Venezia lo trovo indistintamente a vedere il film che sto vedendo! L’ultima volta una settimana fa ad una rassegna! Dopo il secondo anno consecutivo che l’ho beccato a Venezia mi è preso un colpo. Per carità, come ci vado io ci va lui a questi incontri, ma riuscire a beccarsi proprio alle stesse proiezioni e tra il marasma di gente è assurdo! :-D

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