Venezia XXL.

In questi giorni d’estate romana mi sono intorrogata su diverse questioni su cui temo venga posta troppa poca attenzione, e quella che ho ritenuto la più interessante e controversa è per esempio il motivo per cui la frutta più buona contenga innumerevoli piccoli semini. Prendiamo come esempio l’uva o l’anguria. Per non parlare del frutto della Punica granatum, la melagrana. Il melograno (non prendiamoci in giro, nessuno ad eccezione dei dipendenti dell’Accademia della Crusca lo chiama la melagrana) è davvero un frutto ignobile. Non fai in tempo ad assaporare il suo gusto dolcissimo che stack, ti capita quel semino fastidiosissimo. In realtà quando ero a New York mangiavo uva senza semi. Ebbene sì, lì la loro uva è senza semi. La cosa mi turbò molto, allora chiesi a mia zia: «scusa, senti, ma perché quest’uva non ha semi?» e lei mi rispose: «ma perché, da voi ancora non è arrivata?». L’uva come il nuovo modello dell’i-phone.
Questioni esistenziali a parte, sto studiando moltissimo. Infatti ieri è uscito il programma della 68esima edizione del Festival di Venezia. Sto cercando da stamattina di riuscire a capire come fare per ottenere il dono dell’ubiquità e riuscire a vedere tutti i film presenti in programmazione, ad eccezione del film di preapertura (udite, udite) Box Office in 3D di Ezio Greggio e il film su Vasco Rossi a cui dolorosamente ma coscienziosamente rinuncerò. C’è da dire che Venezia quest’anno non è all’altezza di Cannes, ma tante sorprese sono sicura ce le riserverà. Per darvi un veloce panorama della programmazione, abbiamo “Carnage” di Roman Polanski, “A Dangerous Method” di David Cronenberg, “Poulet aux prunes” di M. Satrapi e V. Paronnaud che a leggerli così nemmeno a me dicevano niente, ma poi ho scoperto che sono i registi di “Persepolis” e prima sono sobbalzata dalla sedia, poi mi sono vergognata, “Sal” di James Franco (di cui sono discretamente curiosa), ma poi “Terraferma” di Emanuele Crialese (!), “Contagion” di Steven Soderbergh, e ancora “Tinker, Tailor, Soldier, Spy” di Tomas Alfredson che per chi non lo conoscesse è il regista di Lasciami entrare, un film sulla storia di due bambini di cui uno è un vampiro e che è molto interessante e bello (Claudio, prendi nota per la tua collezione), “4:44 Last Day on Earth” di Abel Ferrara, “Quando la notte” di Cristina Comencini, “Himizu” di Sion Sono che è il regista di un film davvero assurdo e fuori dal comune, oltre che sotto il profilo stilistico e compositivo splendido, intitolato “Strange Circus” che consiglio a chi possiede uno stomaco forte ma che davvero non dimenticherete, “Faust” di Aleksander Sokurov da cui ci aspettiamo grandi cose specialmente con un titolo importante come questo, “This is not a Film” di Jafar Panahi e innumerevoli altri film, tra cui il film d’apertura di George Clooney “The Ides of March“.
Un’altra cosa che mi rende felice è che per presidente di giuria ci sarà il mio amato Darren Aronofsky e magari quest’anno ce la facciamo a far vincere un film con i controcoglioni.
L’anno scorso ammetto di essere rimasta un po’ delusa dalla scelta della giuria presieduta da Quentin Tarantino. “Somewhere” di Sofia Coppola non era all’altezza di una “Balada triste de trompeta” di Alex De La Iglesia (e sottolineo con indignazione che ad un anno di distanza non è ancora uscito in sala!).
Ad ogni modo, sto studiando duro e secondo la mia durissima tabella di marcia cinefila dovrei riuscire a vedere 58 film in 10 giorni. Cortometraggi e documentari brevi esclusi. Ovviamente non ho preventivato nel mio progetto: stanchezza, pause pranzo, ore sufficienti di sonno per riuscire a sopravvivere, il tempo da dedicare alla Biennale d’arte e alla visita consueta che ogni anno rifaccio al Guggenheim Museum ed attività extra.
La buona volontà c’è e spero di poter essere il più fedele possibile al mio progetto suicidacinefilo.
Nel caso non ci rivedessimo… buongiorno, buonasera e buonanotte.
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5 Responses to Venezia XXL.

  1. Pierrot says:

    Aronofsky tutta la vita presidente di giuriaaaaaa

    si Ale facci sapere di quei quattro cinque genietti che Rita giustamente nomina.

    a bientot

  2. Marco says:

    Beh allora mi sembra proprio il caso di dirlo..vai a lavorare! :D
    Buona fortuna..aspettiamo la refurtiva!

  3. Rita says:

    Sappi che ti invidio moltissimo :-D

    (e attenderò con ansia che tu mi riferisca in particolare di: Cronenberg, Polanski, Soderbergh, Sokurov e Crialese).
    Non sapevo che Aronofsky fosse Presidente di giuria.
    Comunque a me Somewhere, vincitore dello scorso anno, è piaciuto molto; pur se non ho visto l’altro che secondo te avrebbe meritato di più.

    Beh, allora buona visione :-)

    • Riferirò con tempestività non appena avrò sotto mano un computer!

      A dirtela tutta, a me “Somewhere” non è che sia piaciuto particolarmente. Forse anche in relazione al fatto che l’ho visto dopo aver saputo che aveva vinto e la mia aspettativa non è stata ripagata del tutto. Quando (forse) uscirà “Balata triste de Trompeta” aspetterò tuoi giudizi! (:

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