Blindness – Cecità

titolo originale Blindness
nazione  Brasile / Canada
anno 2008
regia  Fernando Meirelles
genere  Drammatico
durata  118 min.
distribuzione  Mikado Film
cast  J. Moore (La moglie del dottore) • M. Ruffalo (Il dottore) • G. García Bernal (Re della guardia) • S. Oh (Il Ministro della Salute) • D. Glover (Il vecchio dall’occhio bendato) • A. Braga (La ragazza dagli occhiali scuri) • D. McKellar (Il ladro)
sceneggiatura D. McKellar
musiche M. Guimarães
fotografia C. Charlone
montaggio D. Rezende
uscita nelle sale non disponibile

Una città viene messa a soqquadro a causa di una misteriosa malattia che conduce alla cecità. Tutta la popolazione è ormai priva della vista e l’unica persona rimasta incolume è la moglie di un dottore. Mentre intorno a lei tutto è avvolto nel caos, la donna cerca disperatamente una cura per salvare suo marito.

Ieri sera ho visto Blindness, il cui soggetto è tratto dal libro “Cecità” di José Saramago. L’avevo registrato con il MySky, quel programma che ti permette di salvare in memoria i film o i programmi del satellite che scegli per riguardarli in un secondo momento. Ero quindi certa che questo film, per passare su Sky, fosse prima uscito in sala. Oggi mi metto a fare qualche ricerca e scopro che la data di uscita nelle sale non è ancora disponibile. Che bella novità, un altro bel film semi-bendato. Decido così di recensirlo, sperando di far nascere in voi la curiosità e di stimolarne la ricerca.

Un morbo non identificabile inizia a contagiare una città, le persone una dopo l’altra cominciano a perdere la vista, come se si infettassero l’una con l’altra. Nella popolazione comincia a nascere la paura. I ciechi vengono rinchiusi in una struttura abbandonata dalle scarsissime condizioni igieniche e vivibili, lasciati senza cure, con poco cibo e sorvegliati da guardie pronte a sparare loro se provano a superarne i confini. La cecità da cui si sono ritrovati improvvisamente afflitti non gli consente di prendersi cura di loro stessi e ben presto la situazione all’interno di questa sorta di ospedale abbandonato in cui sono rinchiusi, precipita. Tra i malati però c’è una donna che per inspiegate ragioni non viene contagiata e resta tra loro nonostante non abbia perduto la vista. I suoi occhi diventano la guida dei suoi compagni, che – ad eccezione del marito – non sospettano minimamente che lei veda. I suoi occhi diventano anche i nostri occhi, che ci permettono di penetrare in una condizione umiliante per l’essere umano, dove la parola sopravvivenza prende il posto della parola dignità. Quel lazzaretto diventa metafora di una grande Zattera della Medusa, dove le vecchie regole vengono abbandonate in nome di nuove regole che seguono le leggi dell’istinto e dell’egoismo umano.

Personalmente la cecità è uno dei più grandi handicap che potrei immaginare mi capitasse. La sola idea di non poter guardare più mi procura vertigini mentali; e forse anche questo ha aumentato drasticamente la mia partecipazione. Tuttavia questo film riesce a trasportare lo spettatore stesso in una condizione di handicap, rendendo la sua abilità di vedere una sofferenza, perché quest’ultimo vorrebbe costantemente sottrarsi a quella realtà che gli viene mostrata. Veniamo trasportati in un abisso inaccettabile e profondo, in cui l’unica corda di salvezza potrebbe essere la speranza.

Per chi di voi ha un abbonamento Sky, il film è in questi giorni di passaggio sui canali di cinema; altrimenti non dovrebbe essere troppo difficile reperirlo in dvd o altrove. Buona visione.

Annunci

8 Responses to Blindness – Cecità

  1. Anonimo says:

    l’avevo visto sottotitolato tempo fa, pensando che non sarebbe piu’ arrivato in italia.
    non l’ho amato moltissimo.
    sufficenza piena e poco piu’.
    il meirelles di city of god , non si e’ piu’ rivisto.
    alessandro

  2. Rita says:

    P.S.:
    comunque anche per me perdere la vista sarebbe la disgrazia peggiore che potrebbe capitarmi; praticamente le mie attività preferite sono leggere e guardare film, quindi impazzirei se non riuscissi più a farlo :-(

    • Idem!

      Ricordi la scena di “Dancer in the Dark” in cui Bjork è al cinema e la sua amica (se non ricordo male era la sua amica) le racconta le scene del film?
      Non so perché ma mi è appena tornata in mente quella scena straziante e commovente.

      • Rita says:

        Sì, sì, la ricordo benissimo.
        E allora, recuperando un tono più lieve, ricordi invece la scena de Il favoloso mondo di Amélie, in cui lei tiene sotto braccio un vecchietto cieco e gli “mostra” a parole tutto ciò che lo circonda? Anche quella è una scena commovente, no?

      • Ho visto Il favoloso mondo di Amélie troppo tempo fa, non ricordavo la scena in particolare. Sono andata a cercarla. Sì, è dolcissima.

  3. Rita says:

    L’ho visto tempo fa, prendendolo a noleggio, ma, come al solito, avendo letto prima l’ottimo romanzo di Saramago, mi ha lasciata un po’ perplessa.
    Diciamo che, pur rispettando la storia anche in tanti dettagli e pur essendo girato molto bene (efficaci le scene in cui le immagini ben rendono l’improvvisa menomazione), non riesce ad emanare la potenza ed il valore metaforico in esso potenzialmente contenuto.
    Inoltre la situazione tende a precipitare un po’ troppo in fretta.
    Il momento migliore del film è la scena finale, quella a partire dal caffé che viene versato nella tazzina (trovata ottima).

    • Ero quasi certa di questo, infatti sono felice che tu me ne dia conferma.
      Ho apprezzato molto il film, ma ad un certo punto mi rendevo come conto che mancava qualcosa. Credo che quel qualcosa sia la voce, come quella fuori campo che compare dal momento in cui viene versato il caffé nella tazzina alla fine. Una voce capace di prendere il posto – parziale, s’intende – della narrazione ‘critica’ che immagino invece sia presente nel libro.
      Quando ero al liceo una mia amica stava leggendo Cecità e ogni mattina appena arrivavo in classe si girava verso il banco dietro di lei, dove c’ero io, e mi raccontava cosa aveva letto il giorno prima del libro, entusiasta e critica. Questo per dire che ho un ricordo (e forse addirittura un’opinione!) del libro anche se non l’ho letto (!), cosa che dopo la visione di questo film spero di riuscire a fare il prima possibile perché ha ripreso ad alimentare la curiosità lasciata in sospeso dalla mia compagna di classe del liceo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: