Come ammazzare il capo… e vivere felici

titolo originale Horrible Bosses
nazione U.S.A.
anno 2011
regia Seth Gordon
genere Commedia
durata 98 min.
distribuzione Warner Bros.
cast J. Aniston (Dr. Julia Harris), J. Bateman (Nick), J. Sudeikis (Kurt), C. Farrell (Bobby Pellitr), K. Spacey (Dave Harken), C. Day (Dale), J. Foxx (Motherfucker Jones)
sceneggiatura M. Markowitz
musiche C. Lennertz
fotografia D. Hennings
montaggio P. Teschner
uscita nelle sale Agosto 2011



a cura di Alfredo Sciortino (voto 7/10)

Con un cast di tutto rilievo, tre superstar (Kevin Spacey, Jennifes Aniston e Colin Farrell) e tre attori molto conosciuti, almeno all’estero (Charlie Day, Jason Sudeikis e Jason Bateman, che qualcuno ricorderà in “Juno”), Come ammazzare il capo (abbreviamolo, dài) è una divertentissima commedia.

Tre amici amicissimi (Nick, Dale e Kurt) odiano i rispettivi capi: Nick ha a che fare con un sadico e puntiglioso Kevin Spacey; Kurt vede la amata azienda in cui lavora passare nelle mani di un cocainomane/erotomane/tuttomane Colin Farrell; Dale invece lavora con una Aniston nel ruolo di perversa “dentista sessualmente aggressiva” (e si lamenta, mah…) – da qui la decisione fatale: uccidere questi horrible bosses.
Grazie all’aiuto di Fottimadre Jones, temibile criminale di un losco quartiere, i tre organizzeranno un piano hitchcock-iano: scambiarsi le vittime. È ovvio che tutto andrà storto e tra assassinii, inseguimenti, cocaina, interrogatori, arachidi e navigatori GPS il piano fallirà, salvo poi – naturalmente – andare in porto.

Iniziamo col dire che, a me, ha fatto ridere come non ridevo da molto. Le situazioni comiche sfiorano il volgare senza mai caderci (e, diamine!, uno dei personaggi è un’assaltatrice sessuale, ci vorrebbe poco a cadere nel banale!), le battute sono divertenti e l’intreccio è, a conti fatti, imprevedibile, compresa la presenza del deus ex machina (“ex machina” in tutti i sensi, oserei dire!, ma guardatevi il film, ché io non rivelo nulla).

Raremente è la pura stupidità ad essere fonte delle gag, si dovrebbe parlare più di vitalità, soprattutto nell’esuberante personaggio di Dale contrapposto ai più pacati Nick e Kurt. In generale la comicità nasce dalla frizzante interazione tra i tre attori protagonisti, cui fanno da contrappasso i tre “mostri sacri” (Kevin Spacey ancora una volta meraviglioso).

Il tema trattato resta molto attuale (Il mondo del lavoro! Chi non ha mai avuto un capo odioso?) e non dimentichiamo che sullo sfondo di questa commedia si staglia la ormai mitologica crisi economica. Ma la commedia si lascia alle spalle tutto questo con una frenetica serie di gag tutte molto riuscite, godibilissima e tranquillizzante.

Altro da commentare non c’è! Come ammazzare il capo… e vivere felici è una buona commedia americana, con tutti i limiti del genere ma con molti momenti esilaranti, spunti notevoli e scene di puro nonsense. La recitazione è ottima, l’alchimia tra gli attori è aurea e il film regala un’ora e mezza di divertimento, senza troppo impegno ma senza nemmeno delusione: davvero piacevole, vale la pena andarselo a vedere (e vi sfido a non ridere di Charlie Day fatto di cocaina che canta “That’s not my name” dei Ting Tings).

Voto? 7 per una commedia americana, che corrisponde a 6-6.5 su una scala assoluta, ma, dopo tutto, è una commedia americana, no?


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