Gummo


titolo originale Gummo
nazione U.S.A.
anno 1997
regia Harmony Korine
genere drammatico/grottesco
durata 89 min.
distribuzione Fine Line Features, Indipendent Pictures
cast J. Reynolds (Solomon), N. Sutton (Tummler), J. Sewell (BunnyBoy), D. Dougherty (Darby), C. Sevigny (Dot), C. Bara (Helen), L. Manz (mamma di Solomon), M. Perlich (Cole), H. Korine (ragazzo sul divano)
sceneggiatura H. Korine
musiche AA.VV.
fotografia J. Y. Escoffier
montaggio C. Tellefsen
uscita nelle sale Ottobre 1997



Il film non ha una vera e propria trama, ma mostra in modo frammentato e non lineare diverse situazioni e personaggi della cittadina di Xenia, in Ohio, colpita in passato da un tornado che ha causato ingenti danni e ha ucciso molte persone, lasciando numerosi bambini orfani e un fortissimo stato di degrado. Il film si concentra in particolare su una coppia di ragazzini: Tummler, il più grande, e Solomon, praticamente un bambino. I due vanno a caccia di gatti randagi che poi rivendono a un macellaio per guadagnare qualche soldo, poi pagano per fare sesso con una ragazza ritardata e devono fare i conti con un ragazzino, Jarrod, che fa loro concorrenza nell’uccidere i gatti e che si occupa della nonna costretta a letto in stato catatonico.

a cura di Noa Persiani (voto 7,5/10)

Camera a mano. Cose spaccate a metà. Xenia città. Pezzi di persone nel tornado che tutto devasta. Le orecchie stordite di un coniglio rosa si muovono solitarie su un ponte in gabbia, giocando molestamente e fumando tra acqua torrenziale e una cantata deliziosamente distorta. Un potere oscuro rarefatto in pelle ed ossa. Le lettere MAC tatuate che stringono quelle orecchie come antenne. Colla da carpentiere… la più buona. Anni ’70. Un posto ormai diventato un contenitore di degrado, iperrealismo, alienazione, nichilismo. Un mondo bizzarro. Illogico schema frammentario crea un senso di smarrimento, inquietudine.
Un deteriorarsi fisico e mentale: quadri d’azione violenta, condivisione perversa, associazione insana d’adolescenza inasprita e alla mercè diseducativa dell’adulto squarciato nel cuore e nella mente (“quando mio padre diventò padre non cambiò neanche un po’, continuò a ragionare come suo padre.”); un evento meteorologico che rimane dentro e continua a disturbare. La violenza dell’abbandono e della vacuità del gesto per se stesso, dell’uccidere per uccidere, senza fine. Personaggi marginali sono parte di una voce afona che si sgretola poco sopra la superficie di quel mondo di cui non si riesce ad aver memoria. Harmony Korine non dà corda, non dà tregua, ascolta le domande dello spettatore ingordo ed invece di centrare la risposta è come se si mettesse a raccontare una storiella la cui morale descrive la sensazione che la domanda gli ha provocato. Privo di drammaturgia, feroce e dissacrante, con sfumature di colori plastiche, dai canti di Carver alla terra desolata di Eliot, Gummo è l’epifania della natura. Una macchina da presa sperimentale che lascia esprimere le vite dei personaggi liberamente: non hanno inizio né fine, sono sempre là fuori, in un punto che si può indicare ma non stringere. In una società che viene definita malata dalla malattia mentale ai soggetti carcerati, impressa sulla scena da musiche perlate heavy metal anni ’80, smorzate dalle corde di violini distese per la sniffata notturna… (“dicono che ero depresso ma non è’ vero, credo cioè..non ci capisco più un cazzo. Non so più che cosa fare, chiaro.”) IN VERSIONE ORIGINALE ASSOLUTAMENTE.

Un brano dalla colonna sonora di Gummo

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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

7 Responses to Gummo

  1. ecco la mia recensione. http://papibulldozer.wordpress.com/2011/04/17/gummo/

    in realtà lo vidi l’ anno scorso per la prima volta. sarei stato in grado di apprezzarlo al tempo dell’ uscita? mi piace pensare di sì, ma non ne sono poi così sicuro…

  2. Anonimo says:

    Gummo lo vidi anni fa e mi colpi’ tantissimo.
    classica pellicola che si ama o si odia.
    ancora meglio secondo me , KIDS , diretto da Larry Clarks e sceneggiato da Korine.

    Alessandro

  3. Noa Persiani says:

    Harmony Korine aveva solo 23 anni quando portò sul grande schermo quest’opera….
    si può dire un Arthur Rimbaud del cinema.

    tra l’altro la maggior parte dei dialoghi sono di attori non professionisti.

    Eccellente opera.eccelso Korine.

  4. discesa e permanenza agli inferi, come mangiare gli “spaghetti” – letteralmente – nella vasca da bagno e rincorrere il demonio giù nel putrefatto Ohio. lo squallore che diventa lirismo il marcio che diventa pietà, un’umanità che di umano ha solo le scarpe (a tratti). opera disinvoltamente apocalittica che lascia inevitabili tracce in chi ne viene a contatto, anche solo per 20 minuti.

  5. Potrebbe essere uno di quei film che, dopo la prima visione quasi sicuramente deludente, mi rimangono comunque talmente in testa che ne necessitano una seconda. Per poi diventare dei cult. Lo cercherò!

  6. AaaahhhH!! Lo volevo guardare da un macello di tempo!

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