La pelle che abito

titolo originale La piel que habito
nazione Spagna
anno 2011
regia Pedro Almodòvar
genere Thriller / Drammatico
durata 120 min.
distribuzione Warner Bros
cast A. Banderas (Ledgard) • E. Anaya • M. Paredes • B. Suárez (Norma) • B. Lennie • F. Cayo • E. Fernández
sceneggiatura P. Almodovar • T. Jonquet
musiche A. Iglesias
fotografia J. Alcaine
montaggio J. Salcedo
uscita nelle sale 23 Settembre 2011



Dopo la tragica scomparsa della moglie il chirurgo plastico Robert si dedica a creare una pelle artificiale più resistente di quella umana. Il suo esperimento richiede, però, una cavia.

a cura di Alessia Paris (voto 7,5/10)

Almodòvar sotto pelle.
Nascosto, silenzioso, attesissimo.

La vera suspence di questo atipico thriller drammatico è l’attesa del regista, che si manifesta in piccole e puntualissime apparizioni dei suoi gusti e del suo estro, della sua arte e della sua poetica, ma che resta velato, si lascia attendere, fa interrogare il pubblico su quando e su come trapelerà davvero fuori.
Un Almodòvar abilissimo e maturo, che si concede lentamente, come un’amante che si spoglia piano mentre una luce fioca le illumina i fianchi. Un Almodòvar atipico come è atipico questo film tra i suoi film, che distilla goccia dopo goccia, centimetro dopo centimetro, i suoi inconfondibili temi, ma che al contempo lascia raggelare nell’attesa, nella disumana vendetta, nell’agghiacciante conseguenza di una mente disturbata e così lucida, così colma di cattiveria.
Ogni sequenza di questo film compie un passo avanti aggiungendo con maniacale cura un centimetro di pelle al nuovo Frankenstein del cinema, cucito con tragica fantasia e incurabile follia, mentre dai pori di quella pelle perfetta si sente fuoriuscire tutta l’essenza della regia dell’autore spagnolo che in passato ci ha tanto fatto commuovere.
Stavolta è una crudezza nuova a contraddistinguerlo, a definire quei gesti che saranno cause ed effetto di una tragica visionaria vicenda. Tratto dal romanzo “Mygale” dell’autore francese Thierry Jonquete, La pelle che abito è un film che elabora la morte attraverso lo sguardo, quello stesso sguardo a cui è stato privato l’oggetto amato e che adesso si proietta nei nostri occhi, costretti ad osservare inermi sulle nostre immobili poltrone di velluto rosso la tragedia di una vendetta. Se Almodòvar è stato abile nel farci scivolare via lacrime su lacrime, colme di dolori e di passioni, adesso rende quei nostri stessi occhi complici di una tortura. E mentre li seduce e li ipnotizza, li priva di tutto, anche delle lacrime.

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2 Responses to La pelle che abito

  1. Noa Persiani says:

    l’anonimo sono io..

  2. Anonimo says:

    già quersta foto che hai messo mi piace non poco..mh..

    brava Ale bella recensione!

    :)

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