Inseparabili


titolo originale Dead ringers
nazione Canada
anno 1988
regia David Cronenberg
genere Drammatico
durata 116 min.
distribuzione Medusa Film
cast J. Irons (Elliot e Beverley Mantle), G. Bujold (Claire Niveau), H. von Palleske (Cary), B. Gordon (Danuta), S. Lack (Anders Wolleck)
sceneggiatura D. Cronenberg, N. Snider
musiche H. Shore
fotografia P. Suschitzky
montaggio R. Sanders
uscita nelle sale 23 settembre 1988

.



Beverly ed Elliot Mantle, gemelli monozigoti, sono degli affermati ginecologi con un interesse maniacale per la loro professione e per il tema dei gemelli in generale. Fin da piccoli hanno condiviso tutto, e da grandi si scambiano anche le avventure con l’altro sesso, che comunque non intaccano mai la sfera sentimentale.
Elliot in particolare, il più forte dei due, comanda con decisione questo gioco al quale un giorno Beverly (si distingue solo dagli occhiali, quando li ha…) si sottrae…

a cura di Noa Persiani (voto 8/10)

Due identiche piccole figure si muovono discorrendo armonicamente tematiche scientifiche e sperimentando interventi di chirurgia su corpi plastique surrogati. Una ricerca inesausta, ossessiva, inesorabile, dei gemelli Mantle fin dalle prime armi dei loro esperimenti circoscritti all’interno di pelle e muscoli, verso la declamata perfezione estetica. Il magnetismo per il corpo femminile li porta ad inoltrarsi e penetrare vie oscure, mutanti… (“nessuno mi ha mai fatto questo complimento riguardo l’interno del mio corpo”). La bellezza interiore, quella delle viscere e degli organi resta invisibile, quasi un occhio pudico emerge dal regista canadese, perchè l’arte donata sul grande schermo puntella le rifiniture, lascia che lo sguardo scivoli lungo la superficie… (“invece è importante la bellezza interiore, dovrebbero fare dei concorsi di bellezza anche per l’interno dei corpi”). Uno studio maniacale, una classificazione dei migliori organi, una bellezza ideale per l’intero corpo, sia interno che esterno. Da esplosivo ad implosivo diviene stavolta il cinema del maestro del virus audiovisivo. La ricerca della completezza, la tematica del doppio, della simmetria, della speculiarità, della schizofrenia. I gemelli, quei due che essi rappresentano, si dividono le rispettive esperienze, monitorando l’un l’altro le sfumature della loro costante ricerca verso l’unità, verso la trasformazione all’unisono, verso il ritorno al grembo materno, alla vita stessa. In una promiscuità d’intenti e frequentazioni si delineano le scie di filo rosso che condurranno lo sguardo dello spettatore verso la catarsi dell’unione costretta, esasperata, di due poli così distanti nel carattere eppure così vicini nell’aspetto e nella connessione del pensiero. Perpetuando le più antiche e sottili trasgressioni, Cronenberg ricopre i due fratelli in abiti da chirurgo rosso sangue e li pone l’uno davanti all’altro in un gioco di specchi che li porterà al cedimento fisico e mentale, ma dove nascerà lo stato di cura per loro stessi. Lontani dalla fonte primaria di vita “malvagia” (la donna, che scava tagli profondi), accarezzeranno il proprio IO duplice, in un finale surreale in cui la ri–unione si protende verso la scissione, la dissoluzione come antidoto alla frustrazione sentimentale.

Perfetto Jeremy Irons (è davvero incredibile che l’attore non abbia nemmeno ottenuto una nomination all’Oscar per questo ruolo), altero ed infantile nei gesti, negli scarti di due personalità agli antipodi, muovendosi intensamente nel mondo cupo e morboso del regista; nella fotografia di Suschitzky che vela un universo statìo di rigida vertigine e necrosi progressiva cronenberghiana: tutto in interno. Grazie alla vena musicale intelligente e fantasiosa, Shore, direttore d’orchestra oltre che compositore, è da anni l’autore preferito del regista di Toronto: avvolgente, tesa, ossessionante e un po’ claustrofobica la sua musica cuce linearmente le immagini della pellicola. Strumenti chirurgici laccati, violentemente precisi, ipnotici, che corrompono fragilmente alla fine di tutto… d’altronde il cinema canadese sa essere crudelmente all’altezza del grande cinema.

Un brano della colonna sonora di Inseparabili

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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

6 Responses to Inseparabili

  1. Pingback: Flussi di suoni: Soundtrack_ottobre2011 « Il cinema bendato

  2. sergejbrevjic says:

    nessuno come C. raffigura quell’inquietudine esistenziale alienante che porta inesorabilmente alla spoliazione dei corpi e della ragione. uno dei suoi capisaldi.

  3. L’avevo visto (male e senza finirlo) molto tempo fa.
    L’avevo trovato molto noioso, ma forse non era il momento giusto per guardarlo.
    Proverò a rivederlo, tantopiù che amo Cronenberg.

    • Noa Persiani says:

      Visto che ami Cronenberg cerca assolutamente di rivederlo..definire ‘noioso’ un suo film mi appare un po’ azzardato.forse hai ragione tu ci devono essere dei momenti precisi per guardare pellicole di così specifica cadenza e spessore.

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