Hysteria

Film in concorso

titolo originale Hysteria
nazione Gran Bretagna / Lussemburgo
anno 2011
regia Tanya Wexler
genere Commedia
durata 95 min.
distribuzione Bim Distribuzione
cast H. Dancy (Mortimer Granville) • J. Pryce (Dr. Dalrymple) • M. Gyllenhaal (Charlotte Dalrymple) • F. Jones (Emily Dalrymple) • R. Everett (Edmund)
musiche C. Henson
fotografia S. Bobbitt
montaggio J. Gregory




1880. Nella pudica Londra vittoriana, il brillante giovane dottore Mortimer Granville trova lavoro presso il Dottor Dalrymple, specializzato nel trattamento dei casi di isteria. Dalrymple è convinto che la causa del malanno sia anche la repressione sessuale imperante in quell’epoca, e cura le “isteriche” con una terapia scandalosamente efficace: il “massaggio manuale” sotto le gonne delle sue pazienti. Il dottore, però, deve lottare contro la fiera disapprovazione della figlia Charlotte, sostenitrice dei diritti delle donne più deboli. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea irresistibile.

a cura di Alessia Paris (voto 7/10)

Questo film è basato su fatti realmente accaduti.
Davvero.

Così dice la didascalia che precede il film, che parla nientemeno che dell’invenzione di quell’ “elettrodomestico” assente dalla lista di nozze, ma che oggi molte donne custodiscono gelosamente nel cassetto dei segreti vicino al letto ed utilizzano come “aiutante” nel loro matrimonio.
Come racconta il film, l’insoddisfazione matrimoniale nelle donne della seconda metà dell’800, venne confusa con il nome di isteria: così, donne aristocratiche che diventavano malinconiche, tristi, depresse perché vivevano in una condizione di totale dipendenza dai propri mariti che nemmeno riuscivano a soddisfarle sessualmente, andavano dal Dottor Dalrymple a farsi curare questa presunta isteria. Il dottore metteva in pratica (a caro prezzo) una terapia vecchia come il mondo, vale a dire un certo “massaggio manuale”, quel tipo di massaggio che oggi chiameremmo semplicemente masturbazione.
Più facile farsi un amante, forse, ma di certo sapere di essere malate e ricevere per questo una cura soddisfacente, senza vincoli di alcun tipo, sentimentali e non, ma soprattutto di sentirsi leggittimate nel farlo, proprio perché afflitte da questa “malattia” è di certo più comodo e più elegante.
Così chiacchiera tu che chiacchiero anch’io, l’isteria divampa nella società della Londra vittoriana e il dottor Dalrymple ha bisogno di un aiutante. In seguito a questa nuova “collaborazione manuale” nascerà nel giovane dottor Mortimer Granville un’idea rivoluzionaria: inventare il vibratore.

Film dal soggetto irriverente eppure girato secondo le regole del politicamente corretto che più corretto non si può, Hysteria libera dal senso di colpa le donne che segretamente posseggono un vibratore e leggittimizza quelle che lo vorrebbero ma che non hanno il coraggio di comprarselo ad accorgersi che non c’è davvero nulla di male nel possederne (ed usarne) uno.
Hysteria diverte e fa ridere la sala all’unisono, come solo gli argomenti sessuali tenuti repressi nella parola e lasciati liberi nel pensiero riescono a far ridere e regala 95 minuti di disimpegno e di cameratismo femminile e non.
Quel che mi domando è perché un film così coraggioso nello spogliare un tema “segreto” non abbia deciso di osare di più anche nella sua forma di narrazione, vale a dire sfruttare il suo tema per raccontarlo in un modo meno banale e prevedibile, per riuscire a fare quel salto di qualità che l’avrebbe portato ufficialmente a diventare un film diverso e nuovo sotto ogni punto di vista. La risposta in fondo è semplice ed è quella che troviamo sotto la voce di “gradimento del pubblico”, nel modo in cui Hysteria si pone per riuscir a far felici tutti.
Però per ora, accontentiamoci. Buone possibilità per diventare vincitore del premio del pubblico.

Curiosità: all’anteprima stampa del film venivano regalati come gadjet, in un sacchetto di velluto rosa, portachiavi di mini vibratori clitoridei, provvisti anche di accessori intercambiabili sulla “punta”. Sull’etichetta c’era scritto: Hysteria, vibranti emozioni. Però il mini vibratore non era provvisto del tasto ON/OFF. Peccato.

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One Response to Hysteria

  1. Anonimo says:

    bella recensione!

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