Il paese delle spose infelici

Film in concorso

titolo originale Annalisa
nazione Italia
anno 2011
regia Pippo Mezzapesa
genere Drammatico
durata 82 min.
distribuzione Fandango
cast N. Orzella (Veleno) • L. Schipani (Zazà) • A. Prandi (Annalisa) • A. Gerardi (Vito Cicerone) • C. Villani (Cimasa) • N. Rignanese (Cenzoum) • V. Carnelutti (madre di Veleno) • T. Saponangelo (madre di Natuccio) • R. Ravello (padre di Veleno) • G. Albano (Natuccio)
sceneggiatura P. Mezzapesa • A. Gaeta • A. Leotti
musiche P. Catalano
fotografia M. D’Attanasio
montaggio G. Franchini
uscita prevista 11 Novembre 2011




Veleno ha quindici anni e un sogno: entrare a far parte del gruppo dei ragazzi più grandi del suo paese. Cimasa, Capodiferro, Natuccio e Zazà sono dei modelli per lui, sullo sfondo di un piccolo paese del sud italia. Le loro vite saranno radicalmente cambiate dall’incontro con la bella Annalisa.

a cura di Alessia Paris (voto 7/10)

E’ nel paese delle spose infelici che vivono Veleno e Zazà, due quindicenni pugliesi compagni di giochi di un’estate. Un giorno vedranno una donna vestita di bianco, bellissima, sul tetto della chiesa del paese, pronta a lanciarsi nel vuoto. Il giornale parla di lei e tutti i ragazzini loro amici sono incredibilmente attratti dalla sua bellezza; considerano la donna addirittura più bella della Madonna: infatti il ritaglio del volto di Annalisa presente sul giornale locale, verrà sostituito a quello della Vergine incollato vicino la porta degli spogliatoi che i ragazzi baciavano prima di entrare in campo. Zazà e Veleno faranno conoscenza con Annalisa e vivranno per lei e con lei i tipici turbamenti adolescenziali che si alternano tra l’emotività e la sessualità.

Il paese delle spose infelici è una pellicola pregna di una poetica visiva soprendente, con una composizione ed una regolazione dei colori, dei contrasti, dal caldo del sole al freddo delle ombre che si celano su ognuno dei protagonisti, in grado di ammaliare e toccare profondamente nell’animo. Il film si mostra come un racconto quasi atemporale, sospeso, senza una ben definita via di sviluppo. Peculiarità e difetto al medesimo tempo di questa pellicola. Non è solo la conclusione a mancare, ma anche un fine alla narrazione stessa. Eppure, nonostante l’assenza di un filo ri-conduttore ad un senso più ampio, questo film ammalia gli occhi ed è un’abile prova per un regista esordiente italiano come Pippo Mezzapesa, da cui aspettiamo con curiosità la sua opera seconda.

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