La kryptonite nella borsa

Film in concorso

titolo originale La kryptonite nella borsa
nazione Italia
anno 2011
regia Ivan Cotroneo
genere Commedia
durata / note 98 min. / opera prima
distribuzione Lucky Red Distribuzione
cast V. Golino (Rosaria) • C. Capotondi (Titina) • L. Zingaretti (Antonio) • F. Gifuni (Matarrese) • L. De Rienzo (Salvatore) • L. Catani (Peppino)
sceneggiatura I. Cotroneo • M. Rametta • L. Rampoldi
musiche P. Catalano
fotografia L. Bigazzi
montaggio G. Franchini
uscita prevista 4 Novembre 2011



Quando sua madre si ammala di depressione dopo il tradimento del marito, Peppino è affidato agli zii appena ventenni. Il bambino scopre così un mondo colorato e folle, all’interno di una famiglia decisamente fuori dal comune.

a cura di Alessia Paris (voto 7/10)

La kryptonite nella borsa, ovvero quando si dice «una commedia riuscita». Senza quel bisogno tutto italiano di dover cadere nell’obbligo della strizzatina d’occhio squallida verso il pubblico, con culi al vento, litigi matrimoniali urlati così forte da farli sentire fino in Scandinavia e l’irrinunciabile scena di pioggia sul momento triste. Nulla di tutto questo, per fortuna.

Questo è un film dalla grammatica intelligente, con piccole virgole di furbizia e punti esclamativi di comicità. Spensieratezza e umorismo si mischiano e fanno scivolare veloci quei 98 minuti in sala.
Fantasia e realtà, il dramma della vita che viene combattuto con l’immaginazione, con una capacità interiore di poter andare “fuori”, oltre tutto, oltre il mondo. La storia è quella di Peppino, un bambino bruttino e con gli occhiali (almeno così voglion far credere nel film, in realtà il bambino è bello, n(s)dr – nota sentimentale di redazione) che vive a Napoli nel 1973. 9 anni e una famiglia affollata e un po’ fuori dal comune. Da un lato la Prima Mamma (capirete guardando il film) che cade in depressione, dall’altro i due zii Capotondi e De Rienzo che portano il bambino a feste, collettivi femminili e balli in piazza. E poi c’è Gennaro, superman napoletano, che aiuterà Peppino ad affrontare il mondo degli adulti.
Commedia corale capace di non perdersi e non far perdere l’attenzione dello spettatore sul “centro” del racconto, in grado di far apprezzare anche molto i dettagli riguardo i personaggi più marginali.

Qualche difetto c’è, primo fra tutti il dialetto napoletano, non davvero assimilato in tutti gli attori. Secondo forse proprio la recitazione totale, che avrebbe meritato qualche altra direttiva. Ma questi difetti ad un’opera prima che è riuscita a rendersi differente, per soggetto e sviluppo – nonostante la sua semplicità di base – si perdonano volentieri.

Consigliato quando volete andare al cinema e i vostri amici non vogliono mai vedere i film che avete scelto voi.
Questo metterà d’accordo tutti.

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