Waking Life

titolo originale Waking life
nazione U.S.A.
anno 2001
regia Richard Linklater
genere Animazione
durata 97 min.
distribuzione 20th Century Fox
cast E. Hawke • J. Delpy • S. Soderbergh
sceneggiatura R. Linklater
musiche G. Gill
fotografia R. Linklater • T. Pallotta
montaggio S. Adair

.


Una serie di incontri e di osservazioni in un mondo che potrebbe essere (o forse no) la realtà. Giunto in una città che potrebbe essere Austin, il protagonista entra in contatto con varie persone che affrontano insieme a lui temi riguardanti la vita, la poesia e la libertà. Al ragazzo sorge il dubbio che il mondo con cui ha a che fare non sia reale e che si tratti solo di un sogno. Si pone perciò la domanda: “Siamo noi a vagare dormendo nel nostro stato di veglia, oppure attraversiamo da svegli i nostri sogni?”…

a cura di Serena Ganzarolli (voto 10/10)

Inafferabile, ecco cosa direi se dovessi descrivere in un aggettivo il film d’animazione Waking Life di Richard Linklater. Eppure, nel suo essere inafferabile e in continuo movimento, è un film che ti tiene incollato con gli occhi allo schermo, senza lasciarti un attimo di respiro, sebbene sia costruito ad episodi e il rischio di perdersi tra le parole dei personaggi molto alto, episodi che si distanziano e si intersecano tra di loro, lasciando libero lo spettatore di scegliere quello che gli piace di più, quello che sente più vicino a sé.
Waking life è leggere un manuale di filosofia che non hai mai capito, e improvvisamente, comprenderlo tutto, ritrovando nella propria vita quelle parole. E’ una bellissima conversazione di cui avevi bisogno, è un flusso di pensiero rappresentato, che improvvisamente, naturalmente, acquista un suo senso e una sua logicità interna, è lo stupore di sentir parlare degli sconosciuti di qualcosa che ti premeva.
Waking life è il caos di questo mondo nel terzo millennio, che si ritrova con un mare di teorie ereditate dal secolo precedente e la difficoltà a ritrovare se stesso in esse, con il pericolo che l’individuo vi si perda.

C’è chi lo definisce un film filosofico, io lo definirei un film sulla vita. Un film che sì pone domande, ma che nel porle ne conferma, seppur in maniera precaria, la risposta – nel mezzo è il messaggio, sembra affermare con McLuhan, Linklater. I dialoghi che scandiscono i novantasette minuti del film talvolta coinvolgono il protagonista, confuso in un mondo irreale ma che gli dice più cose di quello vero e tangibile, altre volte sono tra due personaggi che il protagonista non conosce, e che lo spettatore sembra osservare con occhi indiscreti, ma che non può fare a meno di ascoltare perché l’essenza del discorso è troppo interessante.
Ovviamente, Waking life non sarebbe stato lo stesso senza la tecnica Rotoscope digitalizzata (chiamata, così, Rotoshop): infatti il film è stato girato con sessanta attori veri, professionisti e non, e poi trasformato successivamente in un cartone animato da Bob Sabiston. La tecnica rotoshop in questo modo permette di rappresentare meglio l’indefinita realtà onirica, ma allo stesso modo di rendere a vista, con i tratti del disegno in continuo movimento, quello che dai vari dialoghi emerge insistentemente: non esiste confine tra te e il mondo che ti circonda.
Nonostante la presenza di una tecnica così innovativa, il Rotoshop ha la capacità di non prevalere mai sugli attori, nei quali, anzi, emerge una recitazione molto vicina a quella teatrale. E forse è solo con questa tecnica recitativa che il film non diventa mai un succedersi di tavolozze colorate e quindi un’esperienza esclusivamente visiva, ma scopre ed approda a qualcosa di totalmente nuovo, ossia la possibilità di poter fare un film a basso costo, utilizzando ciò che la tecnologia ci offre, di modo da fargli onore (niente effetti speciali che nascondono i difetti degli attori, per esempio), ma allo stesso tempo esaltando l’interpretazione di chi impersonifica quei ruoli: la tecnologia che aiuta la trama e l’effetto visivo, ed esalta la recitazione.

Il mio dieci va all’originalità dell’idea, all’uso sapiente della tecnologia, alla speranza che ci lascia che un film bello a basso costo è possibile, ai contenuti che fanno (ri)scoprire il tema del sogno, delle relazioni e, infine, della vita, e soprattutto, alla recitazione degli attori e alle musiche della Glover Gill&Tosca Tango Orchestra, che accompagnano e incalzano il succedersi dei dialoghi.

Curiosità: Il titolo è un riferimento alla massima di George Santayana che dice “[s]anity is a madness put to good uses; waking life is a dream controlled” (“l’esser sani di mente non è che pazzia tesa al buon uso; la vita da svegli è un sogno sotto controllo”).

Il film è reperibile su youtube in forma integrale

Un brano della colonna sonora di Waking Life

Citazioni

– Un uomo su un ponte mentre parla con il protagonista: «Si sta affermando l’ipotesi secondo cui non si può capire la vita e al contempo viverla. Io invece direi che una vita compresa, equivale a una vita vissuta.»

– Alex Jones parla con un megafono dalla sua macchina alla città: «[…]Dobbiamo assolutamente capire che finora siamo stati condizionati a livello di massa, e sfidare lo stato schiavo delle multinazionali! Il XXI secolo sarà un secolo nuovo, e non il secolo dello schiavismo, non il secolo delle menzogne e delle questioni irrilevanti, del classismo, dello statalismo e di altri metodi di controllo! Sarà l’era in cui l’umanità intera si batterà per qualcosa di puro, per qualcosa di giusto! Sono solo idiozie: il liberale democratico, il repubblicano conservatore, li hanno creati per controllarvi – due facce della stessa medaglia – due gruppi manageriali che si contendono la poltrona di presidente della Schiavitù SPA! La verità è lì davanti ai vostri occhi, ma loro ti offrono un buffet di bugie. […]»

– In un bar due sconosciuti, un uomo e una donna. L’uomo sta scrivendo su un bloc notes.

Donna: Che cosa sta scrivendo?
Uomo: Un romanzo
Donna: E qual è la trama?
Uomo: Non c’è una trama, ma solo… Persone, gesti, movimenti, morsi di entusiasmo e fugaci emozioni, in pratica… [pausa] Le storie più belle mai raccontate.

L’uomo si rimette a scrivere.
[…]


Annunci

6 Responses to Waking Life

  1. Questo mi manca, ma avevo visto A Scanner Darkly, sempre dello stesso regista, e mi era piaciuto moltissimo.
    Lo recupererò.

  2. cannibal kid says:

    un film sulla vita. direi che hai racchiuso alla perfezione in questo post questa notevole pellicola!

  3. Noa Persiani says:

    Uao..un 10! interessante davvero….

    «Si sta affermando l’ipotesi secondo cui non si può capire la vita e al contempo viverla. Io invece direi che una vita compresa, equivale a una vita vissuta.»

    “Waking life è il caos di questo mondo nel terzo millennio, che si ritrova con un mare di teorie ereditate dal secolo precedente e la difficoltà a ritrovare se stesso in esse, con il pericolo che l’individuo vi si perda.”

    “Curiosità: Il titolo è un riferimento alla massima di George Santayana che dice “[s]anity is a madness put to good uses; waking life is a dream controlled” (“l’esser sani di mente non è che pazzia tesa al buon uso; la vita da svegli è un sogno sotto controllo”).”

    Mi è piaciuta molto la tua recensione.sono molto intrigata.

    Lo vedrò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: