In the mood for love

titolo originale In the mood for love
nazione Hong Kong / Cina
anno 2000
regia Wong Kar-wai
genere Drammatico/Sentimentale
durata 97 min.
distribuzione Lucky Red Distribuzione
cast M. Cheung (Su Li-zhen) • T. Leung (Chow) sceneggiatura W. Kar-wai musiche M. Galasso
fotografia C. Doyle
montaggio W. Chang Suk Ping
uscita nelle sale n.d.

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Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1963: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mo-Wan e Su Li-zhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirserlo mai, finiscono per amarsi.

a cura di Serena Ganzarolli (voto 8,5/10)

C’è una tensione, in In the mood for love, che è difficile incontrare in altri film. E’ una tensione che maltratta lo spettatore, in un certo qual modo: la carica erotico-emotiva è altissima, ci si aspetta che stia per succedere qualcosa da un momento all’altro, ma quella non accade mai, e quando ci si sta per rassegnare, eccola lì che riappare, e il film si tende di nuovo verso qualcosa che deve accadere.
In the mood for love è, innegabilmente, una storia d’incontri e di parole mancate, in cui però nessuna emozione è lasciata all’interpretazione personale, ma anzi, abilmente consegnata nelle mani della musica, che arriva là dove le parole non potrebbero giungere, non sarebbero capaci a descrivere, a raccontare la verità, in quanto limitanti.
Il ruolo della colonna sonora in questo film non è d’accompagnamento, non scandisce il ritmo (a quello ci pensano i movimenti su e giù per le scale di Hong Kong della bravissima e bellissima Maggie Cheung), né crea l’atmosfera: fa tutte queste cose, ma in più acquista una totale indipendenza nel film, è come un protagonista presente sulla scena, come un narratore onnisciente che ci indica come interpretare i silenzi del signor Chow e della signora Su Li-zhen.

Yumeji’s Theme è tutta la tensione della situazione dubbiosa e angosciante dei due protagonisti condensata in un bellissimo tema musicale. E’ lì che si ascoltano le emozioni dei due traditi, l’angosciante presa di coscienza della natura delle loro relazioni, e il loro sentirsi, fondamentalmente, soli.
Aquellos ojos verdes, Quizas, quizas, quizas, e Te quiero dijiste (magic is the moonlight) ci illuminano sulla difficoltà di dirsi la verità anche quando appare chiara in tutto il suo splendore, e la difficoltà di prendere la decisione verso cui tutto il film tende: ed in questo, la pellicola è universale nel suo rappresentare l’essenza dei tradimenti amorosi nella loro pratica quotidiana, il continuo rimandare le decisioni fondamentali e il tradimento di tutte le promesse fatte, il non-definito e il non-chiaro che caratterizzano ogni sentimento proibito (che si scontra meravigliosamente con una fotografia, invece, perfetta).
E in uno dei momenti più drammatici, la canzoncina “Hua yang de nian hua” sembra quasi prendere in giro i due protagonisti, rinchiusi nel loro sordo e solitario dolore.

Altra importante presenza nel film, è quella del cibo, grande metafora dell’amore fisico e carnale, prima consumato in solitudine, poi insieme in un ristorante in cui i due protagonisti fanno mangiare al compagno ciò che mangerebbero la moglie dell’uno e il marito dell’altra, e infine chiusi nella stanza del signor Chow, insieme, per l’ultima volta… Forse.

Curiosità

– Il progetto originario, intitolato “Tre storie di cibo”, era «di filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong e come innovazioni quali il bollitore per il riso, le tagliatelle istantanee e il fast-food hanno cambiato la vita degli asiatici, sconvolgendo le loro relazioni sociali. […] come il ruolo dell’uomo e della donna è cambiato a causa delle abitudini alimentari.» (Lezioni di Cinema 2007, pp 135-136, di Gilles Jacob)

– Nel sito ufficiale del film (http://www.wkw-inthemoodforlove.com/eng/) alla voce “Kitchen”, si può trovare la lista di cibi mangiati dai protagonisti durante il film, nonché una dettagliatissima descrizione dei ristoranti in cui si sono girate le scene.

Due brani della colonna sonora

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3 Responses to In the mood for love

  1. Noa Persiani says:

    inutile parlare delle uscite in Italia purtroppo.

  2. difficile scordare quella fotografia così umida, quelle espressioni stentate e contrite. è ormai diventato di diritto un cult.

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