Warrior


titolo originale Warrior
nazione U.S.A.
anno 2011
regia Gavin O’Connor
genere Azione
durata 139 min.
distribuzione M2 Pictures
cast J. Edgerton (Brendan Conlon) • T. Hardy (Tommy Conlon) • N. Nolte (Paddy Conlon) • F. Grillo (Frank Campana) • K. Dunn (Zito)
sceneggiatura A. Tambakis • C. Dorfman • G. O’Connor
musiche M. Isham
fotografia M. Takayanagi
montaggio S. Albertson • M. Chesse • J. Gilroy • A. Marshall
uscita nelle sale 4 Novembre 2011

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Il marine Tommy Conlon, tormentato da un tragico passato, torna a casa dopo quattordici anni per chiedere a suo padre di aiutarlo ad allenarsi per partecipare a “Sparta”, la più grande competizione di arti marziali della storia. Da ex-prodigio del Wrestling, Tommy si qualifica brillantemente, mentre il fratello Brendan, ex-lottatore diventato professore di liceo, ritorna al ring in un tentativo disperato di salvare la sua famiglia dalla rovina finanziaria. Ma quando lo sfavoritissimo Brendan arriva a confrontarsi con l’inarrestabile Tommy…


a cura di Luca Murri (voto 8/10)

Gavin O’ Connor regista e sceneggiatore statunitense (autore dell’ottimo ”Pride and Glory’‘ del quale si trascina l’intenso uso della famiglia nello snodo drammaturgico del film) compie un piccolo ”Miracle” cinematografico. Portando sullo schermo il mondo della MMA all’interno di un doppio Rocky che ha il sapore e la struttura della tragedia greca edificata su di un robosto film epico-sportivo hollywoodiano. Non è il classico film tutto violenza, muscoli e battute ”coatteggianti” alla Fast And Furious ma un film fatto soprattutto di silenzi e primi piani oltre che spettacolo. La storia è presto detta: Brendan (un finalmente valorizzato Joel Edgerton apprezzatissimo gia’ in ”Animal Kingdom”), ligio padre di famiglia è costretto dalla crisi finanziaria e dal rischio di perdere la casa ad arrotondare il suo lavoro di insegnante di fisica in tornei notturni di MMA piu’ o meno clandestini. Nulla di preoccupante se non fosse che il mondo è piccolo e le voci corrono veloci per un insegnante che non puo’ certo permettersi una doppia vita del genere. Tommy invece (l’ottimo Tom Hardy gia’ visto in ”Inception”), un ragazzo scontroso e dal passato misterioso si iscrive in una palestra lasciando subito il segno in un incontro dove mette K.O. il campione del mondo di MMA. Nulla di ufficiale o preoccupante anche qui, se non fosse per youtubezzazione dell’epoca. Il video finisce online e questa gli da’ subito una mega-occasione: partecipare a ”Sparta” il piu’ importante torneo MMA mai realizzato. Decidendo di farsi allenare dal vecchio padre ubriacone ma ottimo allenatore (un Nick Nolte che prenota l’oscar da non protagonista), con cui ha chiuso ogni rapporto. E nel torneo ritrovera’ Brendan, niente meno che il buon padre di famiglia, fratello maggiore di Tommy, finito un po’ per fortuna, un po’ per destino anche lui nel torneo.Il grande merito del film sta nel ruscire a portare avanti le due vicende senza mai perderne una o rilegarla in una sottotrama. Ci si sente partecipi e coinvolti sempre su due fronti, fino allo straordinario Climax del torneo dove gli incontri (girati molto spesso a mano e montati con una sapienza ritmica impressionante dai 4 montatori di O’ Connor) sembrano essere piu’ pretesti per la vicenda umana, anche se fenomenali ed innegabilmente avvincenti, che violenza sportiva spettacolarizzata. Ed anche se la storia ad una prima visione puo’ sembrare una classica e scontata fotografia sul riscatto è tutt’altro che ne determina il nostro interesse. E’ proprio il dramma spesso dipinto a tinte scurissime(bellissimo l’uso della fotografia e il contrasto che si crea di ambiente in ambiente) a far si che i 139 minuti del film vadano velocissimi e, senza neanche accorgersene, siamo gia’ allo scontro finale. La recitazione è sempre misurata nonostante l’ambiente in cui è costretta ad esprimersi, la scenografia scintillante eppure sinceramente grezza come non puo’ far a meno di essere in uno sport che si combatte in gabbia. Si esce dalla sala senza troppi punti di domanda ma con quella soddisfazione di quando si gira l’ultima pagina di un grande classico della narrativa (seppure commerciale). Forse la nostra generazione ha trovato finalmente il proprio Rocky e passa di mano l’eterno tema della risalita da parte degli sconfitti attraverso lo sport(come l’abbraccio di Tommy al padre in una scena meravigliosa, a cui ci sembra voler metaforicamente alludere). E l’ha trovato su una doppia piattaforma, violenta, sincera e in multi-cam appassionante, come solo un’epoca 2.0 puo’ pretendere.


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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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