Animal Kingdom


titolo originale Animal Kingdom
nazione Australia
anno 2009
regia David Michôd
genere Drammatico
durata 112 min.
distribuzione Mikado Film
cast J. Edgerton (Barry Brown) • G. Pearce (Leckie) • L. Ford (Darren Cody) • J. Weaver (Janine Cody) • S. Stapleton (Craig Cody) • D. Wyllie (Ezra White) • A. Hayes (Det. Justin Norris) • L. Wheelwright (Nicky Henry) • M. Foulkes (Catherine Brown) • S. Prior (Alicia Henry) • C. Jacobson (Gus Emery) • A. McPhee (Richard Collis)
sceneggiatura D. Michôd
musiche A. Partos
fotografia A. Arkapaw
montaggio L. Doolan
uscita nelle sale 30 Ottobre 2010

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“Animal Kingdom” racconta il ‘regno animale’ del clan Cody, spaccio e omicidi nel sottobosco di Melbourne. Il rapinatore Pope Cody è in fuga, perseguitato da una banda di poliziotti corrotti. Il suo socio d’affari e migliore amico Barry ‘Baz’ Brown lo vuole fuori dal giro perché lo ritiene fuori moda. Pope ha due fratelli: l’adrenalinico Craig, spacciatore, e l’ingenuo Darren che comincia a farsi strada nel crimine. Cade nel vortice del crimine anche il giovane nipote Joshua Cody, che tutti chiamano J: quando sua madre muore di overdose il ragazzo, rimasto solo, finisce inevitabilmente tra le braccia di nonna Smurf Cody, inedita spietata capoclan con intenso senso materno. Tutto precipita quando un poliziotto di grande esperienza, Nathan Leckie, viene incaricato di avvicinare J alla polizia per inserirlo in un complicatissimo sistema di programmi di protezione dei testimoni, agenti corrotti e criminali paranoici.


a cura di Luca Murri (voto 8,5/10)

Notevolissimo gangster movie australiano giustamente segnalato come miglior film straniero al Sundance Festival 2010 (per poi passare in rassegna anche a Roma lo stesso anno). David Michod (un passato da reporter d’inchiesta) al suo esordio nel lungometraggio dipinge il suo padrino con un’asciuttezza e un cinismo che non si vedeva da tempo nel cinema contemporaneo. Opera prima di valore assoluto.
L’epopea di questa famiglia mafiosa viene ritratta con instancabile piglio documentativo, distante anni luce da qualsivoglia retorica e banalità.
Il vortice del male in cui cade il nostro protagonista, trascinandoci con se, mette il luce la circolarità e la facilità con la quale si puo’ sprofondare nell’abisso della criminalità organizzata. Soprattutto se si è giovani semplici e con un famiglia disastrata, come Joshua.
Michod muove la macchina da presa con una lentezza e una perversione Cronemberghiana costruendo ombre e mostri. Il montaggio è glaciale e netto negli stacchi (in questo richiama invece il miglior Polanski) volti a sottolineare l’inevitabilità del baratro nel quale precipita il nostro innocente e ingenuo protagonista.
Gli attori sono superbi (spiccano tra tutti un magistrale Guy Pearce, poliziotto dal cuore buono e una perfetta Jacky Weawer, mastondotico ritratto della normalità dell’orrore). La messa scena è al tempo stesso curatissima dal punto di vista cinematografico ma antropologica, volta a ritrarre nel miglior modo possibile l’universo animale(a cui il titolo richiama) del sistema. La narrazione ha il sapore dell’inesorabile (come in certi capolavori di Scorsese) raccontando una Savana asfaltata in terra Australiana. Cruda, netta e fatta di colpi di scena implacabili fuori da qualsiasi universo morale. La colonna sonora che l’accompagna è perfettamente discreta nell’immergere il suono del film nelle atmosfere piu’ cupe e nascoste dell’animo umano. E l’avvertimento iniziale della pellicola: “I criminali non finiscono mai ben” è un’autosentenza che ha il sapore della verità.
Una verità inappellabile, persino quando, si è poco più che un ragazzo. Senza colpe, ma col sangue gia’ sporco di morte e dolore.
C’è poco da aggiungere su un film tanto inaspettato quanto sorprendente oltre al consiglio spassionato di recuperarlo il prima possibile se non lo si è visto in sala. Imperdibile.


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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

One Response to Animal Kingdom

  1. Sergej Brevjic | Cinema Bendato says:

    sicuramente da vedere, anche per l’inedito scenario dove si svolge la vicendam l’ottimo intreccio tirato e i risvolti, appunto, antropologici.

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