Midnight in Paris

titolo originale Midnight in Paris
nazione U.S.A.
anno 2011
regia Woody Allen
genere Commedia / Sentimentale
durata 100 min.
distribuzione Medusa Film
cast R. McAdams (Inez) • M. Cotillard (Adriana) • O. Wilson (Gil) • M. Sheen (Paul) • A. Brody (Salvador) • A. Pill (miss Fitzgerald) • K. Bates (Gert) • K. Fuller (John) • G. Elmaleh • M. Vuillermoz • T. Hancisse • C. Bruni • N. Arianda (Carol) • T. Hiddleston (Fitzgerald) • L. Seydoux (Gabrielle)
sceneggiatura W. Allen
musiche S. Wrembel
fotografia D. Khondji
montaggio A. Lepselter
uscita in sala 2 dicembre 2011


“Midnight in Paris” racconta le vicende di una famiglia in viaggio d’affari a Parigi e di una giovane coppia di fidanzati che, grazie a questo viaggio, si renderanno conto di quanto preziosa sia realmente la loro vita.

Recensione-flash per cinefili pigri
a cura di Alfredo Sciortino

Owen Wilson, scrittore, vive una doppia vita tra le vie di Parigi, una nel duemila con sua moglie e amici pedanti, l’altra negli anni Venti, in compagnia di Hemingway, Picasso, Fitzgerald e delle loro amanti. Dovrà scegliere tra il tempo a cui appartiene e quello di cui ha nostalgia. Un bel film piacevole, divertente, frammentato tra due mondi, uno fantastico e passato, uno frustrante e presente. Ma nulla appare assurdo perché, insomma!, si tratta Parigi. E a Parigi chi c’è, se non i surrealisti?!

a cura di Alessia Paris (voto 7,5/10)

Chi non ha subìto il fascino di Parigi? Bastano le sue strade, la sua pioggia, i suoi lunghi boulevards, le sue biciclette, i vecchi ibri sulle bancarelle ai lati della Senna, i colori di questa città per incantare e ammaliare gli animi. Per non parlare del ricordo della Parigi degli anni Venti, quella Parigi degli autori, dei caffé, degli incontri notturni, della Bohème. Oh, la Bohème… Quella Parigi che alimenta il sogno di vivere in un’epoca d’oro e lontana, apparentemente perfetta, magica.
Di film su Parigi ce ne sono stati tanti e tanti ancora ce ne saranno, ma un film così, capace di avverare per un’ora e quaranta minuti il sogno segreto di tanti appassionati della Ville Lumière, non si era mai visto. E forse solo Woody Allen poteva girarlo, per quel gusto agrodolce che le sue grandi commedie portano sempre con sé, per la sua capacità di disegnare e reinventare nuovi volti ai cliché attraverso il suo genere prediletto, la commedia; ma non la commedia in generale, la commedia di Woody Allen, ovvero quella capace di parlare a tutti noi, ma anche singolarmente ad ognuno di noi.

Midnight in Paris un po’ come La rosa purpurea del Cairo: film capaci di trasportare sulla pelle quella sensazione onirica che l’immaginazione mescolata alla realtà genera tra i più sognatori di noi. Un film deve poter regalare emozioni reali, che tutti noi abbiamo vissuto o possiamo immaginare di vivere, ma ogni tanto deve anche permetterci di sognare qualcosa che la vita vera non potrà mai offrirci, come incontrare il personaggio di un film che non si sa come un bel giorno decide di scappar fuori dallo schermo del cinema per incontrare il mondo degli esseri umani, oppure come trovare i nostri miti letterari e artistici del passato seduti al tavolo di un bar, bere insieme a loro e darsi appuntamento per il giorno dopo…

Il dolore più grande – e parlo in primissima persona – per chi ha visto e rivisto ogni singolo film del regista newyorkese, è la mancanza in Midnight in Paris di Woody Allen stesso. Non come regista, ma come attore, quell’attore giovane di Manhattan o di Io e Annie, che purtroppo non vedremo più, per l’inesorabile colpa del tempo, che invecchia anche i migliori e che non l’avrebbe reso credibile nei panni di un giovane scrittore innamorato di Parigi. Mentre la pellicola scorreva, osservavo Owen Wilson, e leggevo in lui, nella sua appena pronunciata balbuzie, nel suo modo di gesticolare, nella sua insicurezza, nella sua incapacità di vedere il quadro d’insieme della sua situazione sentimentale, la volontà registica di Woody Allen di attribuirgli quella caratterizzazione che nessun altro nella storia del cinema riuscirà ad acquisire, e che appartenevano e appartengono solo ed esclusivamente a quel basso uomo dolcissimo con i capelli arruffati che camminava pensieroso per le strade di New York. Se si potesse letteralmente ritagliare su una vecchia pellicola, il Woody Allen degli anni d’oro della sua filmografia, incollarlo in questo ultimo film e dargli nuova voce, fargli prender vita per le vie parigine, Midnight in Paris sarebbe il nuovo capolavoro di uno dei più grandi registi della storia del cinema. Purtroppo questo non è possibile e dobbiamo accontentarci di un Owen Wilson che è bravo, ma che non è Woody Allen, di una Rachel McAdams che è molto carina, ma che non è Diane Keaton.
E questo solo pensiero, ovvero riuscire a percepire come il potenziale estetico ed emozionale del film sarebbe potuto crescere qualora gli attori disponibili fossero stati gli “originali” fedeli alla filmografia woodyalleniana e non la seconda scelta dettata dal tempo e dai suoi effetti, rende malinconici e nostalgici e forse comincia anche a farci versare qualche lacrima.

Nota di demerito al doppiaggio: Il doppiaggio di Marillon Cotillard non rende giustizia alla sua bellezza. Classico esempio di come una voce può rendere una delle donne più sensuali del mondo “una carina qualunque”. Maledetti!

Citazioni dal film Midnight in Paris:

«Il tuo Prufrock misurava la vita in cucchiaini di caffè, ora si usano quelli da cocaina»

«Io non vengo da questo tempo… vengo dal duemila, dal futuro!»
«Non mi sembra strano..»
«Ma certo! Siete surrealisti!»

Un brano della colonna sonora del film Midnight in Paris



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5 Responses to Midnight in Paris

  1. Pingback: Vincitori Oscar 2012 (lista completa) « Il cinema bendato

  2. Sergej Brevjic | Cinema Bendato says:

    Allen è ancora vivo e vegeto e dopo qualche incertezza nella sua produzione più recente, troviamo finalmente una pellicola che è una piccola perla di spensieratezza (nel senso migliore che questa parola possa assurgere). tutte le epoche sono d’oro come è vero che non lo è nessuna.
    il collage iniziale di inquadrature inoltre, varrebbe da solo l’intera tariffa del biglietto.

  3. Anonimo says:

    Radioso, emozionante e maliconico. Veramente uno dei più bei film di Allen degli ultimi anni. Ma alla fine quando si ama una città così intensamente non si può che farlo trasparire anche nelle proprie produzioni…si può dire lo stesso della Barcellona della coppia Cruz-Johansson, delle commedie agrodolci ambientate a Londra? Sembra di no. Allen ci regala una vera e propria dichiarazione d’intenti che forse ricorda solo, quella di trent’anni prima, con Manhattan.

  4. Greta Colli says:

    uh come mi è piaciuto :)

  5. Delizioso! Senza dubbio il migliore Woody degli ultimi anni, insieme a “Basta che funzioni”. Ti aspetto sul mio blog!

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