Real Steel

titolo originale Real Steel
nazione U.S.A
anno 2011
regia Shawn Levy
genere Fantascienza / Azione
durata 127 min.
distribuzione Disney Italia
cast H. Jackman (Charlie Kenton) • E. Lilly (Bailey Tallet) • K. Durand (Ricky) • H. Davis (zia Debra) • A. Mackie (Finn) • P. LaMarr • J. Rebhorn (Marvin) • O. Fonda (Farra Lemkova) • D. Goyo (Max) • D. Basche • K. Yune (Tak Mashido)
sceneggiatura J. Gatins
musiche D. Elfman
fotografia M. Fiore
montaggio D. Zimmerman
uscita nelle sale 25 novembre 2011


Charlie Kenton è un ex-pugile da quando la box è uno sport per giganteschi robot d’acciaio. Privo ormai di qualsiasi prospettiva si guadagna a malapena da vivere riassemblando combattenti scadenti e in disuso per gli incontri clandestini. D’improvviso però nella sua vita riappare il figlio Max che aveva lasciato anni prima. Sarà proprio il piccolo, che nonostante tutto crede in lui, a fargli riacquistare fiducia e, grazie ad un antiquato robot trovato lungo il cammino, a dargli la possibilità del riscatto.

a cura di Luca Murri (voto 6/10)

Nulla riesce ad appassionare e scaldare i sentimenti (anche se facili) più del buon cinema Spielberghiano D.O.C.
Real Steel (prodotto dal nostro) è colmo di quel sentimentalismo che, seppur criticabile sul piano retorico oltre che scontato su quello contenutistico, non puo’ non coinvolgere lo spettatore grazie all’uso sapiente del sistema di narrazione Hollywoodiano classico. I pregi del film sono tutti qui, ovvero in un’effettestica-robotica davvero di notevole spessore realistico e in una vicenda che sa procedere senza troppi intoppi intrattenendo con spettacolarizzazione di ogni genere e Humour chi la guarda senza troppo impegno.
Per il resto (nonostante la pregievole prova di Hugh Jackman e quella del piccolo promettente protagononista Dakota Goyo) non ha nulla per il quale passare alla Storia.
Qua e la la pellicola di Shawn Levy (apprezzato soprattuto per il Cult ”Una notte al museo”) tenta anche di avventurarsi in facili riflessioni (il rapporto uomo-macchina soprattutto nel futuro degli sport ”fisici”, cosa rende un padre veramente tale, la redenzione ecc.) ma non va oltre alla facile moraletta Hollywoodiana da coscienza da pop-cornistica.
Ma c’è una lancia da spezzare in favore di questo tipo di cinema (che spesso la critica convenzionale ”cestina” per partito preso o semplicemente per il sintomo del ”già visto”): il fatto che funzioni. Sia a livello di sceneggiatura che di messa in scena.
E’ come il buon teatro della Commedia Dell’Arte. Si vedevano sempre piu’ o meno le stesse storie con poche varianti, ma questo ne determinava il successo: la riconoscibilità e il consolidato (che potremmo definire il professionismo usando un termine inflazionato e spesso improprio) narrativo. Ed è proprio su questa filosofia di spettacolo che va incamerato il cinema a cui appartiene Real Steel. Un cinema non certo impeccabile ma che sa’ regalare intrattenimento allo stato puro.
Come una giornata al parco giochi, in famiglia. Che non sara’ certo la gita al Louvre ma di cui il vivere quotidiano si deve nutrire.
In attesa almeno dell’arrivo di Robot o familiari miliardari. Come un 2020 da Real Steel.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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