Enter the void

titolo originale  Enter the Void
nazione Francia
anno 2009
regia Gaspar Noé
genere Drammatico
durata/note 150 min./ V. M. 18
distribuzione Bim Distribuzione
cast N. Brown (Oscar) • P. de la Huerta (Linda) • C. Roy (Alex) • E. Lind (Linda giovane) • J. Kuhn (Oscar giovane)
sceneggiatura G. Noé • L. Hadzihalilovic
musiche T. Bangalter
fotografia B. Debie
montaggio M. Boucrot • G. Noé • J. Pesnel
uscita nelle sale 9 Dicembre 2011


Il ventenne Oscar e la sorella minore Linda arrivano a Tokyo. Oscar vende droga per vivere, mentre la diciottenne Linda lavora come spogliarellista in un nightclub. Una notte Oscar si reca in un locale per concludere un affare, ma gli agenti di polizia lo stanno aspettando per arrestarlo e nella colluttazione che ne segue parte accidentalmente un colpo. Mentre Oscar giace a terra morente viene colto da strane visioni e memorie del passato, tra queste spiccano la morte dei genitori avvenuta in un incidente d’auto quando aveva solo cinque anni e la promessa fatta alla sorella di non abbandonarla mai.

a cura di Alessia Paris (voto 7,5/10)

Se dovessimo definire questo film con una sola parola, sarebbe di certo: “un trip”.
Un trip visivo che probabilmente si dovrebbe guardare dopo essersi fatti almeno un paio di canne, perché a mente lucida non si riesce ad entrare completamente nel flusso visivamente narrativo del film e si finisce per analizzare troppo quando il vero intento del film è quello di provocare e far perdere in esperienze simili alle allucinazioni.
Tuttavia il film non è solo materia per fattoni, perché il pretesto della droga, delle stimolazioni sensoriali, di quel flusso narrativo di cui parlavo, sono necessarie per affrontare un discorso tecnico a livello cinematografico, ossia l’onniscenza totale e incondizionata della macchina da presa, attraverso quei suoi movimenti incontrollabili ed affascinanti. La macchina da presa in questo film è “ovunque”, grazie ad una sorta di perenne piano sequenza – che ovviamente perenne e continuo non è – ma che provoca la sensazione di continuità assoluta, giocando nella relazione tra gli spazi, ma soprattutto con la dinamicità del tempo, generando un collage temporale che non rappresenta il reale in quanto vita, ma il reale in quanto vissuto, in quanto allucinazione, ma anche in quanto ricordo. Un gioco di collisione tra piani sequenza e un velocissimo montaggio, che invece di dividere, unisce, e genera proprio quella sensazione di un tutto, quindi di un totale globale, ma anche di una visione singolare e unica.
Enter the void, ossia entrare nel vuoto, nel nulla, nell’assenza stessa – è un film peculiare e a tratti sorprendente, così provocatorio da risultare anche eccessivo e fastidioso; è un film che percorre il tema della reincarnazione in una tragica storia di amore fraterno, ma è anche un esperimento di tecnica cinematografica in grado di affascinare e stimolare la mente.
Film vietato non solo ai minori di 18 anni, come diceva la striscia bianca un po’ retrò incollata sulla locandina nel cinema Quattro Fontane (uno dei due soli cinema a proiettare il film a Roma), ma anche e soprattutto ai benpensanti, che uscirebbero dalla sala con metri e metri di giudizi assolutamente fuori luogo, ma soprattutto fuori tempo.

In conclusione Enter the void è l’inevitabile evoluzione cinematografica di Requiem for a dream di Darren Aronofsky e se desiderate godervi davvero il film, non rinunciate al grande schermo, perché merita davvero tutto lo spazio visivo possibile, soprattutto se ne affrontate la visione senza “aiuti naturali”.

Citazioni dal film Enter the void

«Ti ricordi il nostro patto?»
«Più o meno.»
«Abbiamo promesso di non abbandonarci mai.»
«Mai e poi mai?»
«Mai e poi mai.»:


I sorprendenti titoli di testa di Enter the void

 



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One Response to Enter the void

  1. CIN says:

    Augurandoti un buon Natale e un felice anno nuovo, invito te e i tuoi visitatori a votare i migliori film e attori del 2011. Come blogger di cinema, ti ricordo di votare anche nella sezione apposita.

    I MIGLIORI FILM DEL 2011

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