Workingman’s Death


titolo originale Workingman’s Death
nazione Austria / Germania
anno 2005
regia Michael Glawogger
genere Documentario
durata 122 min.
distribuzione Fandango
sceneggiatura M. Glawogger
musiche J. Zorn
fotografia W. Thaler
montaggio M. Willi
uscita nelle sale 14 Luglio 2006

.


Michael Glawogger fa una panoramica sul lavoro manuale nel mondo, su quanti vengono sfruttati senza che se ne sappia a o che se ne parli.

a cura di Serena Ganzarolli (voto 8,5/10)

Workingman’s Death, docufilm del 2005 di Michael Glawogger, indaga su un tema apparentemente scontato, quello del lavoro, inquadrandolo però dalla parte di chi lo vive nelle sue situazioni più estreme.
Articolato in cinque episodi più un epilogo finale, Workingman’s Death narra la fine di una società basata sul lavoro, riporta testimonianze di un passato che l’aveva elevato a valore sociale, e che ora sembra invece avere le ore contate. Per dire questo, Glawogger, regista austriaco, si reca in Ucraina, Nigeria, Indonesia, Pakistan e Cina, laddove le condizioni di lavoro sono certamente peggiori di quelle europee, ed offre allo spettatore una visione violenta, disperata ed esasperata, dove non c’è spazio per la speranza, e dove quel Dio che tutti i protagonisti del docufilm invocano sembra una violenta assenza presente e tangibile, e dove l’unica presenza amorevole e speranzosa, quella degli animali, viene distrutta attraverso la narrazione della loro macellazione.

Interessante è il fatto che un regista europeo riesca a far provare così bene a degli spettatori occidentali il senso di fine e di morte attraverso la ripresa di contesti così estremi, che però lo spettatore percepisce molto vicini a sé, come se quella morte e quella sofferenza in realtà non gli fossero così lontani, ma non tanto per un moto interiore di pietà, quanto perché quella miseria la può trovare dentro di sé senza sforzarsi troppo, forse perché quella fine del lavoro che Glawogger vede in quei paesi lontani da noi in realtà riguarda anche le nostre società.

Importantissimo ed equilibrante è il ruolo svolto dalla musica di John Zorn, che dà quasi un senso a tutta quella sofferenza, scandendo le immagini di desolazione e povertà da un lato, ma dall’altro, attraverso il suo ritmo vitale e primitivo, racconta una rinascita, trovandola proprio in quella fine del mondo solo in parte metaforica.

Streaming su youtube di Workingman’s Death

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