E ora dove andiamo?


titolo originale Et maintenant, on va où?
nazione Francia / Libano / Egitto / Italia
anno 2011
regia Nadine Labaki
genere Commedia
durata 100 min.
distribuzione Eagle Pictures
cast C. Moussawbaa (Takla) • L. Hakim (Afaf) • N. Labaki (Amale) • Y. Maalouf (Yvonne) • A. Noufaily (Saydeh) • J. Farhat (Rabih) • M. Aqil (Abou Ahmad)
sceneggiatura R. Al Haddid • T. Bidegain • J. Hojeily • N. Labaki • S. Mounier
musiche K. Mouzannar
fotografia C. Offenstein
montaggio V. Lange
uscita nelle sale 20 Gennaio 2012


Libano. Sulla strada che porta al cimitero del villaggio, una processione di donne vestite di nero affronta il calore del sole, stringono a sé le foto dei loro mariti, padri o figli. Alcune indossano il velo, altre portano un crocifisso, ma tutte condividono lo stesso lutto, conseguenza di una guerra funesta e inutile. Giunto all’ingresso del cimitero, il corteo si divide in due: uno musulmano, uno cristiano…


a cura di Alessia Paris (voto 6,5/10)

Avevamo notato Nadine Labaki con Caramel, quel delizioso film che faceva prender vita alle sue immagini tra le mura di un parrucchiere in cui nascevano e mutavano sentimenti. La ritroviamo alla regia della sua opera seconda con E ora dove andiamo?, commedia giocosa e allegra capace di affrontare un tema scottante della storia libanese: lo scontro tra comunità musulmana e cristiana. Non fatevi ingannare dall’immagine funebre di queste donne vestite di nero con veli o croci, in processione per salutare i loro morti. I loro animi sono feriti, ma pronti a combattere per mantenersi quello spicchio di felicità conquistata, ovvero un villaggio fuori dal mondo e dal tempo in cui miracolosamente riescono a convivere semi-pacificamente le due comunità religiose. Il problema nascerà quando gli uomini – i maschi – del villaggio cominceranno a perdere la testa e progetteranno la rivolta. Ma la vera mente di progettazione in questo caso, bisogna dirlo, è quella delle donne, capaci di guardar oltre i veli, oltre i crocifissi e di valutare non in base al credo, ma in base all’animo che si trovano di fronte, ovvero quello di una madre che ha perso un figlio o quello di una donna che ha perso un padre o un’altra che ha perso un fratello in queste stupide “guerre del nulla”. Femminismo puro in Libano, in cui il dolore per le proprie perdite passate e l’ipotesi di dolore per perdite future, le fa mettere in azione architettando trucchi, trabocchetti e veri piani diabolici, per far sì che il villaggio (e i maschi) ritrovino la pace perduta. Un piccolo ma potente esercito, una convinta ed efficace macchina da guerra al femminile.
E ora dove andiamo? non sarà sicuramente il film perfetto, ha dei piccoli difetti (vedi la poca originalità nelle sue trovate a livello di sceneggiatura) e questo si nota, tuttavia è in grado di lanciare un messaggio umano importante in modo forte e chiaro, ma soprattutto nel modo migliore in cui messaggi di questa importanza dovrebbero essere sempre mandati: attraverso il divertimento e la risata. E ora dove andiamo? è in grado di parlare con voce determinata e sicura, così come Nadine Labaki ci fa capire che anche per il Libano è forse (speriamo) arrivato il momento di far vedere di che cinema è fatto.

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