Hesher è stato qui


titolo originale Hesher
nazione U.S.A.
anno 2010
regia Spencer Susser
genere Drammatico / Commedia
durata 100 min.
distribuzione Bolero Film
cast J. Gordon-Levitt (Hesher) • D. Brochu (T.J.) • R. Wilson (Paul Forney) • P. Laurie (Nonna) • N. Portman (Nicole) • B. Hill (Dustin) • J. Carroll Lynch (Larry) • M. Staggs (Madre) • M. Barrett (Meryl)
sceneggiatura S. Susser • D. Michôd
musiche F. Tetaz
fotografia M. Susser
montaggio M. McCusker • S. Susser
uscita nelle sale 3 Febbraio 2012


Hesher, un giovane metallaro, capellone e tatuato, entra inaspettatamente nella vita di una famiglia che ha subito un lutto. All’inizio sembrerebbe la persona meno adatta per aiutare il tredicenne TJ ad affrontare la morte della madre, eppure dimostra di essere l’unico a riuscire a liberarlo veramente dalla sua profonda tristezza. Con i suoi eccentrici stratagemmi che si addicono più a un detenuto che a un ‘soccorritore’, Hesher accoglie TJ sotto la sua ala protettrice e offre sia al ragazzino, che a suo padre, la possibilità di essere di nuovo una famiglia.


a cura di Alessia Paris (voto 6/10)

Hesher è un film riuscito a metà. Una metà che non va ricercata in un primo o secondo tempo, piuttosto proprio nel pieno della sua scrittura filmica. Il tentativo di Spencer Susser di unire il realismo portante del film con l’elemento inaspettato e improbabile della comparsa del personaggio di Hesher nella vita di TJ, non risulta completamente riuscito. Per quanto l’idea si presenti come interessante ed originale, la pellicola non riesce a sfruttare quell’aspetto “magico” o per meglio dire “surreale” che dovrebbe essere il vero perno del film. L’arrivo di Hesher non può venir definito come elemento singolare, come invece viene mostrato, perché conduce a degli esiti cinematografici già visti e a cui siamo stati già abituati da una lunga lista di film. L’originalità di partenza, viene smorzata via via con il procedere della pellicola, quando tutto diventa prevedibile nonostante il personaggio principale venga descritto come antitesi della prevedibilità. Forse era proprio questo che voleva dirci Spencer Susser con questo film, ovvero che a volte è un elemento sorpresa fuori dai nostri schemi a permetterci di ritrovare la nostra via, ma in questo caso a mio avviso non serviva scomodare un personaggio tanto bizzarro come quello di Hesher.

J. Gordon-Levitt (lo sbarbatello goffo di 500 giorni insieme) riesce in una trasformazione attoriale di ottima qualità, tuttavia purtroppo la sceneggiatura non gli rende giustizia. Tutto il contrario va detto per Natalie Portman, della quale quasi non ci si spiega la presenza, poiché appare evidente quanto venga sprecato il suo potenziale attoriale.

In conclusione Hesher è stato qui è un film piacevole per chi vuole passare un’ora e mezza a guardare un dramma camuffato in commedia, non annoia e non stanca, però non regala nemmeno grandi ricordi una volta usciti dalla sala. Peccato.

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