Caravaggio

titolo originale Caravaggio
nazione Gran Bretagna
anno 1986
regia Derek Jarman
genere biografico
durata 93 min.
distribuzione Mikado Film
cast N. Terry (Caravaggio), S. Bean (Ranuccio), T. Swinton (Lena), S. Leigh (Jerusaleme), R. Coltrane (Scipione Borghese), N. Davenport (Giustiniani)
sceneggiatura D. Jarman, N. Ward-Jackson
musiche S. Fisher-Turner
fotografia G. Beristain
montaggio G. Akers


Vita ribalda e vagabonda di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Risse, ferimenti, omicidi, torbidi rapporti con i potenti della Chiesa e i bassifondi. Amori ambigui, morte romanzesca.


a cura di Noa Persiani (voto 8/10)

L’INTERESSE DEL CINEMA VERSO IL MONDO DELL’ARTE VARIEGATA
Dalla messa a nudo di artisti musicali, all’interazione con artisti visionari

Questo focus nasce dall’ idea di recensire film legati alle figure artistiche che hanno ispirato registi differenti: immergersi nella vita, negli studi degli artisti, nelle dinamiche di periodi, caratterizzata da tempi, ritmi, modalità di lavoro. Dalla visione di questi film, dai dialoghi, dalle citazioni degli artisti emergono tanti aspetti particolari del “fare arte”. La creatività, legata a pensieri definiti, spesso volti alla ricerca di identità, la continua ricerca, ma anche la vita frenetica, fatta di viaggi, spostamenti… un modo di studiare e rendere la vita di un personaggio dotato di particolari capacità, singolare profondità attraverso lo schermo dell’arte.

1961. Pennellate. Alla deriva. Michele delle ombre. Mani che lavorano il legno. Mani che scaldano un corpo. Mani ruvide che affondano i remi nell’acqua. Mani morbide si muovono dando ordine. “le stelle sono i diamanti dei poveri”. Grande artista e discepolo onorevole: muto innalza la Medusa e il serpente. “ti ho insegnato i colori, l’arte di mischiarli, come ottenere il rosso sangue usando papavero e olio di lino”. Increspature tra i capelli come fondi dell’oceano e fischi di legno intagliato. Oggetto d’arte. “ho edificato il mio mondo sulle stesse basi secondo le quali il Divino Mistero rivela Dio nel vino e l’ho amato di vero cuore. Mi sono ritratto come Bacco e ne ho assunto il destino”. L’autoritratto de Il Bacchino Malato segna la nascita dell’ascesa del genio: “perchè hai dipinto le carni così verdastre? S0no stato male tutta l’estate, il colore corrisponde al vero.  E l’arte?  Questa non è arte.” Lama e note incoronano Michelangelo da Caravaggio. “convinciti che nulla sia impossibile per te. Ritieniti immortale.” Con il coltello che scorre tra i denti come un fanciullo prediletto che gioca a provocare il mondo. Emozioni a buon mercato per una pittura rovinosa. Quadri in quadri di scena. Primi piani fissi delineano corpi che vengono ritratti silenziosamente, freneticamente, con un modo di onda ossessivo; sotto lo sguardo del pittore, sotto lo sguardo del potere, sotto lo sguardo del modello. ” l’oscurità è invadente. e gli dei? Gli dei sono ormai una malattia”. Il film è particolare, sensuale, visivamente impressionante. Jarman dipinge il suo Caravaggio in un bar illuminato con luce elettrica e una telecronaca sportiva in sottofondo, o rappresenta un personaggio che utilizza una calcolatrice elettronica, ed un altro che usa una macchina da scrivere; lo stesso pittore veste come un dandy ottocentesco e fuma sigarette. La vita di Caravaggio è narrata attraverso una successione di quadri statici anacronistici. Una biografia ‘oltre’ dell’artista maledetto rievocato dalla macchina da presa con pennellate di chiaroscuro e ritratto attraverso i suoi stessi quadri, che divengono singoli attimi che catturano la spiritualità nella materia e ne rappresentano i passaggi obbligatori, dalla vita alla morte. Luce ed ombre si diffondono come liquido di una brocca caduta sul pavimento: i rapporti di potere si invertono, lasciando spazio alla straordinaria visione fatta di dettagli minuziosi, pigmenti di quotidiana rassegnazione e di condivisione attesa. Pacato eppur rabbioso, l’apporto di Jarman, il bacio di un pittore cha amava la vita, maestro autoriale, modello autentico di sfrenatezza e (in) sicurezza, paradigma di esistenza breve irrequieta. Assoluta poesia di immagini. Riflessione inquietante e sorprendente di arte, sessualità e identità. In un certo senso questa pellicola riguarda tanto il regista quanto il pittore. L‘ uso rivoluzionario dell’artista della luce e dello scuro (chiaroscuro) risulta un tema molto appropriato per un film: Caravaggio potrebbe infatti essere descritto in retrospettiva come l’inventore della luce cinematografica, una luce teatrale. Un viaggio nell’arte: una rara occasione per parlare in termini cinematografici contenuti in un quadro, una sinfonia, una poesia.

  • Festival di Berlino 1986: C.I.D.A.L.C. Award (Derek Jarman)
  • Festival di Berlino 1986: Orso d’Argento (Derek Jarman)
  • Nomination Festival di Berlino 1986: Orso d’Oro (Derek Jarman)
  • Istanbul International Film Festival 1987: Premio speciale della giuria (Derek Jarman)


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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

2 Responses to Caravaggio

  1. Noa Persiani says:

    grazie per il suggerimento.non è tra la lista perchè sinceramente non gradisco molto Modigliani..ad ogni modo vedrò di recuperalo.

    quando avrai l’occasione di vedere ” Caravaggio ” ci farà piacere sapere cosa ne pensi.

    un saluto..Noa

  2. Igor Riccelli says:

    Non ho ancora avuto occasione di vedere questo film, purtroppo. Provvederò il prima possibile. Nel frattempo vi suggerisco un altro film che tratta l’argomento “fare arte” e si avvicina in particolare a Modigliani: il film in questione è “I colori dell’anima” (2004) di Mick Davis. Merita senza dubbio una recensione.

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