Non esistono più i diritti di recesso di una volta

Rubrica
Il demolitore

NON ESISTONO PIU’ I DIRITTI DI RECESSO DI UNA VOLTA
a cura di Pietro Romeo

Ora: la notizia è che a Liverpool, di sera, certa gente è andata al cinema. Che ha pagato alla cassa un biglietto e un pacco di Pringles gusto paprika e che poi si è seduta a godersi lo spettacolo.

E fin qui nessuna anomalia del sistema.

Ma si dà il caso che ormai è diventato demodé scaricare le proprie frustrazioni personali in uno sportello postale o all’INPS, e allora si dà il caso che la certa gente di cui sopra ha deciso che è arrivato il momento di piantare un casino anche al cinema. E allora si dà il caso che dieci minuti dopo l’inizio della proiezione la certa gente di cui sopra si è alzata dalle poltrone ed è andata a chiedere alla cassa il rimborso del biglietto perché: cioè è inammissibile, nessuno ci aveva avvertito che questo film, com’è che si chiama, The Artist, era un film muto. 

Un abuso di diritto di recesso, in pratica; una rivoluzione del diritto di recesso, in pratica; in pratica, da Liverpool in poi, non esisteranno più i diritti di recesso di una volta.

Ma insomma, voi ne avevate già sentito parlare da qualche parte di questa specie di storia di fantascienza ambientata in Inghilterra? Se non ne avevate sentito parlare, e questa è la prima volta, ve lo dico io cosa state pensando adesso: state pensando che viviamo in un mondo diversamente abile, in un pianeta handicappato. Ecco che state pensando.

E’ la prima reazione intellettuale che il cervello cinefilo mette in pratica a contatto con questo lapillo di recente cronaca cinematografica. Grandi estimatori della settima arte che non siete altro, vi sentite un po’ offesi da cotanta volgarità di certa gente di Liverpool. Lo sento; la state prendendo come un fatto personale.

Io invece no. Riesco a mantenere le distanze e dunque riesco a guardare l’accaduto da una prospettiva genuinamente razionale.

Non sono indignato come voi per il rispetto che si deve a questa categoria artistica, e piuttosto mi metto a speculare sul fatto che andare al cinema, dal punto di vista pratico, non è esattamente la stessa cosa di ordinare un panino dal kebbabbaro.

Nel senso, quando siete affamati al di là di un bancone con delle piastrelle in stile damasco potete scegliere voi i condimenti, selezionare il vostro prodotto. Per la serie: metti insalata verde e pomodori, no, non mettere cipolla, no salsa piccante no, solo salsa allo yogurt.

Invece, quando si va al cinema, anche se esiste quella specie di antipasto che i più sofisticati chiamano trailer, è un po’ come andare ad un appuntamento al buio con una tizia che hai rimorchiato su Badoo. Ché se poi non ti piace, non è che rivuoi indietro i soldi della cena o quel pezzo di vita vissuta.

E allora, se la mettiamo su questo piano, cosa avrei dovuto fare io quel giorno – storia vera – in cui m’imbattei in un sordomuto logorroico?

Tu ti aspetti che questo non parla e perciò credi che la conversazione sarà breve e sterile e invece finisce che il tipo ti attacca un pippone di sei anni luce, utilizzando tre morfemi pseudosintattici in grado di riassumere la quantità di informazioni racchiusa in tutto lo scibile umano.

In pratica, una disavventura diametralmente opposta a quella vissuta da certa gente di Liverpool, la certa gente che si aspettava dei dialoghi e tutto quanto e che si è invece dovuta accontentare del silenzio. Solo che io, al contrario di questi, in quella circostanza non andai a lamentarmi al botteghino.

Perché sono uno che ragiona io. E che ragiona pure troppo. E che certe volte rimugina a tal punto da diventare paranoico. Una specie di complottista, uno che guarda le cose dallo specchietto retrovisore.

Ed infatti adesso vi espongo la mia ultima teoria della cospirazione, che poi è un altro modo per spiegare logicamente come possa essere accaduto a Liverpool questo fatto che è accaduto a Liverpool.

Voi però promettetemi di prendermi con le dovute molle. Non vi incazzate insomma: ripeto, è solo un’ipotesi dettata dalla mia paranoia.

In pratica io, in tutta questa faccenda, per certi versi non ci vedo chiaro e perciò penso, papale papale: “Ma non è che è tutta una montatura per far lievitare le quotazioni in borsa di questo film in vista della cerimonia degli Oscar?”

Nel senso: lo sapete che le strategie del marketing sono infinite, come le vie del signore e le galassie dell’universo. Sono concetti a cui sarete stati costretti pure voi ad abituarvi; nonostante lo sappiamo tutti come ci si sente dopo aver scoperto che due rette parallele non s’incontrano mai. E’ un trauma, indubbiamente, e comunque siete stati in grado di superarlo.

E perciò supererete anche questo. Pure se adesso non riuscite proprio ad accettarla la mia dietrologia; ad accettare cioè di demolire quell’aura sublime che gravita attorno all’ultimo lavoro di Hazanavicius.

 

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

5 Responses to Non esistono più i diritti di recesso di una volta

  1. Rita says:

    Mah, guarda, ci può stare che questa di Liverpool sia solo una bufala messa in giro per fare un po’ di pubblicità, ma comunque ti posso assicurare che gente che è andata a chiedere i soldi del biglietto indietro perché, a suo dire, il trailer e la locandina erano ingannevoli (come se poi fossero di diretta pertinenza della sala del cinema), una volta almeno mi è capitato di incontrarla; trattavasi, nello specifico, di Dogville e la pretesa dei soldi indietro verteva sulla seguente motivazione: “e che cavolo, lo potevate dire che era un film girato dentro una palestra con le porte disegnate per terra col gesso”.
    LOL

    Comunque di aneddoti divertenti nei avrei diversi.

  2. sdrammaturgo says:

    Bei tempi quando anche io e Fulvio avevamo una rubrica qua sopra!

    • Non fare l’amico geloso rompipalle, sto costruendo un nuovo sito in cui vi ho creato una sezione tutta per voi. Ho pochissimo tempo ultimamente per curare le rubriche di tutti, abbi pazienza! Ad aprile riparte tutto come sempre.

  3. Molto interessante.

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