Control


titolo originale Control
nazione UK, USA, Australia, Giappone
anno 2007
regia Anton Corbijn
genere musicale/drammatico
durata 122 min.
distribuzione Metacinema
cast S. Riley (Ian Curtis), S. Morton (Deborah Curtis), C. Parkinson (Tony Wilson), A. Lara (Annik Honoré), T. Kebbel (Rob Gretton)
sceneggiatura M. Greenhalgh, Deborah Curtis
musiche Joy Division, New Order
fotografia M. Ruhe, J. Watson
montaggio A. Hulme



Ian Curtis, il cantante carismatico della rock band post-punk Joy Division, è ricordato come uno dei musicisti che negli anni Settanta hanno cambiato il modo di concepire e fare musica.

a cura di Noa Persiani (voto 7,5/10)

Love Will Tear Us Apart: inciso sulla tomba come epitaffio. “Io esisto nel modo migliore che posso. il passato ora fà parte del mio futuro. Il presente è fuori dal controllo”. Una colonna sonora metropolitana. Alla ricerca di qualunque distrazione per salvarsi dalla noiosa vita provinciale di Macclesfield. Musica, poesia, sperimentazioni allucinogene per fuggire. Fine anni ’70. Fumando una sigaretta dopo l’altra ad ascoltare la musica degli MC5, The Doors, Velvet Underground, Roxy Music, Iggy PopDavid Bowie. Il nome dei Sex Pistols, a grandi lettere sull’insegna luminosa del Lesser Free Trade Hall, chiude stretta la didascalia. Ian Curtis lì in mezzo agli altri. Cammina fiero dissimulando l’odio che si porta sulle spalle. Una danza di mani accompagna i primi concerti,  le prime note sottolineando la particolarità della performance emozionale. Quel cantante si muove con distorta armonia. La tv accellera il successo della band. “Joy Division” definiva i reparti dei campi di concentramento nazisti dove le prigioniere erano dedite a soddisfare le richieste sessuali degli ufficiali tedeschi. Gli occhi girano gravidi e perfetti coniugando e proiettando l’energia di parole e musica. Londra è altro. Un altro pianeta quasi come l’America. “Quando guardi la vita da una prospettiva nuova e strana. forse ci affogherò presto. è questo l’inizio di tutto!”. Fili di rame ruotano nel cielo mentre tutto sta andando in pezzi. Control fornisce uno spaccato sfumato, bianco e nero la cornice. Corbijn si sofferma su tutti gli aspetti più difficili dell’esistenza del cantante. L’ ineluttabilità di un destino che pare già segnato e la complessità del protagonista, complici un ipnotico basso, una malinconica chitarra, una fredda batteria, in grado di avvolgere empaticamente lo spettatore/ascoltatore. Composizione piana, discreta e svelatamente convenzionale. Questo lavoro del videomaker e fotografo olandese, al suo primo lungometraggio dopo una lunga serie di videoclip per diversi artisti come Metallica, Depeche Mode e U2, compone illustrazioni che s’accostano l’una all’altra con ritmo piano e assenza programmatica di ogni climax, profondità, digressione, sfumatura. Amore fotografico per spazi linee e luci. Racconta i limiti: l’impossibilità di controllare il proprio corpo scosso dagli attacchi. L’attore inglese Sam Riley offre una delle migliori reincarnazioni di una celebrità riportata in vita al cinema, lui stesso cantante. Cosa è giusto nella mente? La lotta tra la coscienza dell’uomo e il suo cuore. Pensieri fuori dalla comprensione. Mentre scorrono immagini. Una piccola dedica ad Herzog con la sua ballata. La testa sbatte, si contorce come le altre parti del corpo, l’affanno del respiro complica la vista. Tutto è più frequente. Il discendere nei meandri dei pensieri seguendo la musica. Sempre. Componi nodi per toglierti dalla vita. Stride come un giradischi rotto. C’è nessuno fuori? 1980. età 23. I denti rimangono serrati. Le orecchie tese verso i bassi che rimbombano e quella voce scioccante, grave e calda. Per trovare il giusto lato della ragione. Sperando che la verità sarebbe passata. Per non avere mai più dubbi. Trance ipnotica. A suo modo, era unico.

No words could explain,
no actions determine
Just watching the trees
and the leaves as they fall

Madre, credimi, ci ho provato.

  • il film è tratto dalla biografia della moglie di Ian Curtis
  • Festival di Cannes del 2007
  •  British Independent Film Awards 2007: miglior film, miglior regista, Premio Douglas Hickox, miglior attore/attrice non protagonista.

 

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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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