Delicatessen

titolo originale Delicatessen
nazione Francia
anno 1991
regia JeanPierre Jeunet, Marc Caro
genere Commedia grottesca
durata 97 minuti
distribuzione Penta Distribuzione
cast Dominique Pinon (Louison), Marie-Laure Dougnac (Julie Clapet), Jean-Claude Dreyfus (Clapet), Pascal Benezech (Signor Houy)
sceneggiatura Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro, Gilles Adrien
musiche C. D’Alessio
montaggio H. Scheid  

In un’era senza tempo si snodano le vicende di alcuni bizzarri inquilini di un condominio quanto mai singolare. Giovani sfaccendati  vengono attirati all’interno di questo luogo perduto per essere poi trasformati, da un feroce macellaio, in succulenti carni da degustare . La situazione cambierà con l’arrivo del candido Louison di cui si innamorerà Julie, la figlia del macellaio. Per evitare che l’ennesima vittima finisca tra le fauci affamate di qualche condomino, Julie , chiederà aiuto ad una stravagante compagine vegetariana che vive nel sottosuolo metropolitano.

a cura di Rossella Carluccio (7/10)

Si può far convivere atmosfere noir e splatter con armonie romantiche? Sembra proprio di sì. Jean- Pierre Jeunet, allora neofito di lungometraggi per il grande schermo insieme all’amico Marc Caro stravolse, con questa sua opera prima, le dinamiche della piacevole convivenza portando all’interno di un lugubre e apocalittico condominio ogni sorta di “bizarre personnage” e trascinando, così, spettatori ancora ignari in un viaggio infernale, surreale, grottesco ma non per questo privo di atmosfere molto coinvolgenti.

Traendo un po’ dal genere fumettistico francese, un po’ dalla comicità nera – portata avanti soprattutto dai fratelli CoenJeunet già in questa sua prima opera riesce a far galleggiare degli elementi di stile propri che si potranno poi ritrovare anche nei suoi film seguenti: l’amore onirico tra due anime solitarie e sensibili (Il Favoloso Mondo di Amélie), le atmosfere post moderne e surreali (La città perduta, secondo film dell’autore ancora coadiuvato con Caro), le fantasie dissacranti e istrioniche e le trovate eccentriche e stravaganti.

Anche la musica insegue magicamente le scene nelle opere di Jeunet (ricordiamo la magnifica colonna sonora composta da Yann Tiersen per Il Favoloso Mondo di Amélie). E in Delicatessen ne è anche fautrice di una scena memorabile. Musica e suoni del condominio scandiscono all’unisono l’allegorica performance carnale tra il macellaio ed una coinquilina: dal letto che cigola, alle note di un violino, al battipanni sul tappeto, alla pompa che gonfia una gomma, fino al rullo della vernice che colora le pareti e allo sferruzzare di una vecchia signora. Tutti i rumori si fondono e seguono simbioticamente ritmi e lunghezze delle prodezze del macellaio fino all’epilogo  sovrastante e risonante degli ultimi sospiri.

Anche i non appassionati del genere grottesco potranno trovare in questa commedia dal sapore agrodolce qualche “carne da assaporare”, scene comiche da manuale ma anche sinfonie romantiche in cui farsi cullare.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

One Response to Delicatessen

  1. Sergej Brevjic | Cinema Bendato says:

    visto poco tempo fa, piccolo capolavoro sepolto costruito sull’originalità e dallo stile dissonante.

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