Mysterious Skin

titolo originale Mysterious Skin
nazione USA
anno 2004
regia Gregg Araki
genere drammatico
durata 99 min.
distribuzione Metacinema
cast J. Gordon-Levitt ( Neil ), B. Corbet ( Brian ), B. Sage ( coach ), M. Trachtenberg ( Wendy ), J. Licon ( Eric )
sceneggiatura G. Araki
musiche H. Budd, R. Guthrie
fotografia S. Gainer
montaggio G. Araki


L’estate del 1981 segna una svolta definitiva per due ragazzini di otto anni, per motivi diversi.


a cura di Noa Persiani (voto 7,5/10)

Bianco diffuso macchiato da scivoli di colori su un sorriso luminoso. Estate 1981. Brian. 8 anni. Cantina buia e umida scuote ricordi di ombre. Luci blu sorprendono occhi piccoli e curiosi. Estate 1981. Neil. 8 anni e il sesso strisciante. Un turbine. Anche se il cuore batte ed esplode. Sentimenti come regali da aprire al pubblico. Foto che cuciono linee di percosse sensoriali. Gioia, puro divertimento, contrapposti alla violenza subita di un corpo e una mente già formata. Eppure sembra tutto così lieve, normale, delicato, quasi inevitabile, non rimarcato, non nominato, velato, irrinunciabile. Tra giochi e cereali su quel pavimento freddo d’ardore disperato, illogico, frantumato. Angelo. “Non permettere mai a nessuno di dirti che è sbagliato”. Le parole che possono disintegrare chi le ascolta. Ma è successo e basta. Frantumi di saliva bruciano la lingua. Incomprensibile l’azione. Il trauma definisce l’esistenza segnata per sempre. Tunnel mascherato dell’orrore. Malefatte future. Una crescita troppo veloce. Un’età troppo piccola straziata da esperienze che scavano la pelle e abbandonano cicatrici. Quegli occhi azzurri racchiusi in quello sguardo fulmineo. Mysterious Skin. Due opposti meravigliosi si incontrano e scontrano. Contrari dentro e fuori. L’esterno e l’interno di due mondi opposti. La consapevolezza del fascino disarmante all’apparenza distaccato, da un lato, la tenerezza fanciullesca calibrata da vuoti di memoria e perdite di sensi che solo gli alieni possono colmare e guarire, dall’altro. Un’assenza scioccante. Una sicurezza fragile. Moltiplicare l’intimità tra volti sconosciuti per nascondere la vergogna del passato e pagarla di conseguenza. Crearsi una realtà parallela. L’amore è tutto qui. Scomodo, provocatorio, straniante, coraggioso. Araki delinea la sua scelta diretta, amorale, sinceramente radicata ai soli giovani protagonisti. Una strada azzardata tanto sul piano estetico quanto su quello tecnico: linearità narrativa e trasparenza drammaturgica come onde cerebrali. Il regista nippo-americano elabora soluzioni visive di raggelata sobrietà in grado di rendere un quotidiano in cui ricordo e allucinazione sono indissolubilmente legati, approdando a una conclusione tenera e aspra, quieta e per nulla riconciliata. “Un buco nero senza fondo al posto del cuore”. Il suo è un cinema vitale e sanguigno, schietto e diretto, senza falsi pudori, stoccate al buon gusto e sfida ai tabù, ma capace anche di improvvisi slanci poetici. “Desiderai con tutto il cuore di poterci lasciare alle spalle questo mondo, di levarci in volo come due angeli della notte e magicamente scomparire”.

  • Il film è tratto dal romanzo di Scott Heim
  • Seattle International Film Festival 2005: miglior regia e miglior attore (Joseph Gordon-Levitt)
  • Rotterdam International Film Festival 2005: miglior regia
  • Bergen International Film Festival 2005: premio della giuria

 


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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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