Paradiso amaro

titolo originale The Descendants
nazione U.S.A.
anno 2011
regia Alexander Payne
genere Commedia / Drammatico
durata 110 min.
distribuzione 20th Century Fox
cast G. Clooney (Matt King) • S. Woodley (Alexandra King) • A. Miller (Scottie King) • N. Krause (Sid) • P. Hastie (Elizabeth King) • B. Bridges (Hugh) • L. Hamilton (Troy Cook) • R. Forster (Scott Thorson) • M. Lillard (Brian Speer) • J. Greer (Julie Speer)
sceneggiatura A. Payne • N. Faxon • J. Rash
fotografia P. Papamichael
montaggio K. Tent
uscita nelle sale 17 Febbraio 2012


L’avvocato Matt King, padre di due figlie, è il discendente di una delle più vecchie famiglie hawaiiane, proprietarie dell’ultimo tratto di terra vergine delle isole. Stretto tra le pressioni per vendere la terra e gravi problemi familiari, Matt si trova a fare i conti con la propria vita.

a cura di Alessia Paris (voto 6/10)

Non si può dire che Paradiso amaro sia un film non riuscito, perché in quel che si propone, riesce sicuramente ad arrivare al punto. Il problema di questo film sta nella domanda: perché proprio così? La storia è quella di George Clooney, il principale erede di una terra splendida e fonte di probabili future incredibili fortune finanziarie. La terra in questione si trova alle Hawaii, luogo che come George Clooney ci ricorda con la sua inconfondibile voce fuori campo iniziale, è simbolo delle fantasie vacanziere di tutti gli Stati Uniti e non. Come se alle Hawaii non si lavorasse o come se alle Hawaii non ci si ammalasse, non si morisse di cancro, non si facessero incidenti, non si avessero problemi familiari, come se non esistessero tradimenti coniugali.

Ecco qui che siamo arrivati al punto della questione, Clooney ha infatti una moglie che scopre fedigrafa proprio quando è costretta in un letto d’ospedale in condizioni critiche, attaccata ad una macchina che la tiene in vita in seguito ad un incidente nautico. Eccolo il momento in cui un uomo si interroga sulla propria vita e inizia a dover fare i conti con tutte quelle cose che prima faceva la moglie. Un esempio: i figli. Il nostro Matt King dovrà quindi fare i conti con la piccola Scottie e l’adolescente Alexandra, che chi per un motivo, chi per un altro, alimenteranno la sua introspezione di genitore semi-fallito. Ma se l’eredità di Hollywood ci ha insegnato qualcosa in questi anni, è che c’è sempre tempo per mettere le cose a posto, anche quando tutto sembra perduto.

George Clooney ci riesce, per quel che può, e si comporta proprio come un autentico signore, anche quando deciderà di incontrare l’uomo con cui la moglie lo tradiva.

Il problema reale di questo film è che sembra costruito esclusivamente per piacere. Un lungo e costante ammiccamento al pubblico, ricoperto di una patinatura a mio avviso estremamente fastidiosa che cerca di colmare le lacune, le contraddizioni e le enormi banalità del film.

Reduce di grandi vittorie ai Golden Globe, almeno personalmente, mi aspettavo un film che fosse ricco di sostanza e non semplicemente gonfiato d’aria come un palloncino che a prima vista mostra consistenza, ma che al primo urto si svuota con un rigetto a mio avviso un po’ patetico.

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Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

2 Responses to Paradiso amaro

  1. Pingback: Vincitori Oscar 2012 (lista completa) « Il cinema bendato

  2. Anonimo says:

    parole da me pronunciate appena uscito dalla sala ( forse sono stato più colorito……..film paraculo)

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