Io nella vita non voglio fare l’Alessandro Siani

Rubrica
Il demolitore

IO NELLA VITA NON VOGLIO FARE L’ALESSANDRO SIANI
a cura di Pietro Romeo

Nella vita si parte spesso da un presupposto. E’ una cosa che facciamo tutti, per esempio quando stiamo discutendo animatamente con qualcuno.

– Allora, partiamo da un presupposto – gli diciamo, specie se ci stiamo cominciando veramente ad incazzare perché lui mica abbassa la cresta, il cretino. Pure se è evidente che sta sbagliando.

Io oggi per la verità non sto discutendo con nessuno, ma voglio partire lo stesso da un presupposto.

E allora partiamo da un presupposto: detesto Alessandro Siani.

Detesto Alessandro Siani e anzi, non lo detesto e basta. Qualcosa di più. Solo che nel nuovo Zingarelli – ho controllato fino a ieri – non è ancora stata creata la voce che esprime correttamente i sentimenti che mi muovono nei confronti di questa forma di vita casualmente nata a Napoli.

E perciò mi devo accontentare di ciò che passa il dizionario.

Cacchio, non riesco proprio a capire come certa gente possa scritturare Alessandro Siani per fare un film; cacchio, non riesco nemmeno a capire come certa gente possa invitarlo ad una trasmissione televisiva; e, giusto che ci siamo, cacchio, non riesco nemmeno a capire come certi parenti stretti possano chiedergli di venire a pranzo domenica prossima.

Ma forse, che tutte queste cose qui non le riesco a capire, dipende dal fatto che io Alessandro Siani non lo vorrei nemmeno come zio d’America che mi lascia inaspettatamente una fortuna.

Se tipo domani mi chiama la Federal Reserve per informarmi che il magnate italo-napoletano Alessandro Siani, poco prima di morire, mi ha intestato sei grattacieli a Manhattan e un’isola sul pacifico, io riattacco. Ve lo giuro. Riaggancio il ricevitore come se ho appena ricevuto una telefonata in piena notte da un call center Fastweb.

Ragazzi, ma ci pensate? Viviamo in un mondo in cui Alessandro Siani fa l’attore comico.

Certo, poteva andarci pure peggio. Poteva succedere per esempio che Dio quarant’anni fa lo faceva comparire su questo pianeta, Alessandro Siani, per fargli fare il nostro ferramenta sotto casa. E lì forse sarebbero stati veramente cazzi. Immaginate un po’ che incubo una realtà alternativa dove Alessandro Siani se ne intende di cacciaviti a stella.

Hai bisogno di 6 reggimensola ad L e una ventina di tasselli da 14, entri in bottega e ci trovi lui, Alessandro Siani, in antipatia ed ossa. Lui con i suoi occhi azzurri, i più sprecati di tutta la storia dell’iride. Lui e la napoletanità innaturale di chi vuole fare a tutti i costi il napoletano naturale.

Perché – non ditemi adesso che non ve n’eravate accorti – Alessandro Siani, non è un napoletano naturale. Semmai è un napoletano ossigenato; che ogni volta che lo vedi sembra appena uscito dal parrucchiere del campanilismo.

E il campanilismo a me fa un po’ schifo. Ma io sono un tipo strano, si sa. Uno che non va al cinema a vedere un film solo perché nel cast c’è Alessandro Siani è uno strano. Perché c’è un sacco di gente al contrario che va al cinema a vedere un film solo perché nel cast c’è Alessandro Siani. Pure troppa, a sentire gli incassi di “Benvenuti al nord”.

A proposito: un piccolo inciso in corsivo sul regista di questo secondo capitolo della saga, Luca Maniero. Mi preme qui sottolineare la stima che nutro per quest’uomo, uno che ha un sacco di idee per mettere su un po’ di pila, se è vero che è riuscito nell’intento di fare il sequel di un remake. 

La sua prossima mossa? Probabilmente il prequel di un sequel.

Tornando a noi: ho pure un altro valido motivo per non andare al cinema a vedere un film nel cui cast c’è Alessandro Siani. E l’altro motivo è che Alessandro Siani me lo consiglia pure mia suocera. E perciò sono sicuro che diventare un suo ammiratore è un affare più o meno come comprare un grande capolavoro del novecento su Telemarket.

Ora, alla luce di tutte queste mie considerazioni, prendo in conto l’eventualità che leggendomi  Alessandro Siani s’incazzi un po’ con me e che io gli divenga antipatico almeno la metà di quanto lui sta antipatico a me. E allora poi finisce che pure lui vuole mettersi a dire cose fastidiose sul mio conto, solo che magari non sa da dove cominciare, visto che io sono un perfetto sconosciuto per questo pianeta.

Non gli faccio sprecare tempo e gli suggerisco io qualcosa per cui vale la pena di prendermi in giro: caro Alessandro Siani, sappi che ho un sacco di anni e che ancora non so cosa fare della mia vita e che l’unica cosa che so, caro Alessandro Siani, è che nella vita non voglio fare l’Alessandro Siani.    

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5 Responses to Io nella vita non voglio fare l’Alessandro Siani

  1. Stefania says:

    Io penso solo una cosa,ke leggendo questo articolo posso solo dire e dedurre….ke dietro questo articolo, di ki l’ha scritto,c’e’ solo tanta ma tanta invidia, per cio’ ke Siani e’ riuscito a diventare..
    Alessandro Siani e’ nato in un paesino piccolo di napoli e se oggi e’ riuscito arrivare a fare film, a essere ospite di intrattenimento nelle trasmissione televisive e viene acclamato in un modo spettacolare,e’ solo xke’ tanti sanno ke e’ un comico bravissimo e ke dietro a quel comico c’e’ anke una persona stupenda e umana..xke’ mio caro scrittore ricordati ke,ki disprezza..compra
    La tua invidia nei confronti di Siani e’ una brutta bestia..e chiudo solo dicendo ke in questa mondo pieno di persone e cose di merda..meno male ke ci sono persone come Siani ke ti fanno ridere x le battute..xke lui ti rallegra la giornata mentre uno come te,
    Te l’angoscia…Strunz’

  2. mauro says:

    hai scritto delle cose che molti ma molti napoletani e una marea di non napoletani pensano. Alessandro è un buon intrattenitore da locale per ragazzi. Non un attore comico, non un ospite da Sanremo, non uno che puo’ stare affianco a Bisio

  3. Rita says:

    Io Alessandro Siani non lo conosco.
    Direi che forse non mi sono persa un granché.

  4. Cazzo, fantastico davvero. Nulla è più fastidioso di chi ostenta un dialetto o un modo d’essere riconducibile a una zona geografica. Cioè, io a diciott’anni forzavo una specie di dialetto romano per far colpo sulle ragazze del nord, a Jesolo. Ma volevo solo scopare, non pretendevo di mandare in visibilio la platea di Sanremo.

  5. sdrammaturgo says:

    Supremo. E solo perché ho dovuto fare a mia volta i conti con la scarsità di espressioni idonee sullo Zingarelli.

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