Glenn Close, dove sei mentre io peso le zucchine nel reparto ortofrutta della Pam?

Rubrica
Il demolitore

GLENN CLOSE, DOVE SEI MENTRE IO PESO LE ZUCCHINE NEL REPARTO ORTOFRUTTA DELLA PAM?
a cura di Pietro Romeo

Ci sono feste massoniche e feste massoniche. Mica sono tutte uguali. Certo, in ogni caso si tratta di party privati assolutamente inaccessibili per chi come noi compra a rate la nuova Opel Corsa, e però c’è da dire che alcune di queste feste te le puoi guardare in diretta su Sky Cinema oppure te le puoi scaricare da internet il giorno dopo e rivederle tutte le volte che vuoi. In pratica sono feste massoniche Open Source.

Una di queste è tipo la cerimonia degli Oscar, anzi – mi correggo che detta così pare quasi un battesimo a Viterbo – la notte degli Oscar: perché si sa, la parola notte fa sempre un certo effetto.  Noi scemi, le persone, la elaboriamo come promessa assicurata di fascino.

Certo. Fascino. Sì.

Fascinosa è la notte, di solito. Ma non sempre, stando a vedere Brad Pitt e Angelina Jolie sul red carpet.

Questi due, che parevano così belli qualche anno fa, prima di conoscersi e fare sesso e riempire il carrello della spesa di bambini, ora che stanno insieme sono inguardabili. Il sospetto è che si siano innamorati per diventare brutti.

A lui, cacchio, gli stanno per terminare gli occhi.

Fine delle pupille, stop – sembrano dire le sue palpebre, ormai ridotte a due feritoie per monete da cinque centesimi. Se, come io ipotizzo, Brad è uno di quelli che rema contro la blefaroplastica, ha di certo un futuro come distributore automatico di sigarette.

Per ciò che riguarda lei, invece, pure se si presenta ai fotografi con uno spacco in stile Belèn sopravvalutabile dalla sottovalutabile critica mondiale, a guardarla bene sembra quasi che stia completando l’upload dei connotati facciali di suo padre. Per chi non lo sapesse, John Voight; e per chi non sapesse neanche questo glielo dico io: John Voight truccato male non è un bello spettacolo.

Non lo so, và: la gente diventa brutta e nemmeno se ne accorge. Tant’è che questi due vanno in giro tutti convinti di essere ancora materia di sogni per i cittadini di questa città e di quest’altra; ed è sicuro che è così, altrimenti non si permetterebbero il lusso di sparare ai giornalisti frasi a casaccio del tipo “I bambini sono a casa e io indosso un Versace”.

Un po’ come dire “Ho comprato una cassa da sei di Merlot per la cena di domani e mia nonna ha l’Alzheimer”.

Dichiarazioni che se ci cerchi una logica, ti ritrovi a frugare pure dentro il cassetto della schizofrenia bipolare nella stanza degli ospiti. Senza trovare niente.

Ad ogni modo, fortuna che a questa festa non c’erano solo loro. Perché se è vero che ci sono feste massoniche e feste massoniche, è altrettanto vero che ci sono massoni e massoni e che alcuni di essi mi stanno simpatici al punto che ci vorrei pure andare a letto. Nel senso, mi piacerebbe avere con loro un rapporto completo e soprattutto non protetto. Se poi sarà amore si deciderà.

Ovvio che parlo di massoni femmine non accoppiate a Brad Pitt, ma nemmeno di quelle altre accoppiate a Luc Bessòn. Troppo facile dire che Mila Jovovic è fregna. E’ una constatazione che non ha nulla di patologico e che dunque non può insegnarci nulla.

Invece io, da quando ho visto l’ultima notte degli Oscar, non faccio altro che pensare: “Ma dov’è Glenn Close mentre peso le zucchine nel reparto ortofrutta della Pam?”

Ragazzi: sessantacinque anni, e vabbé, sì, chirurgia plastica a manetta. Ma chissenefrega. Io voglio andarci a letto con lei.

Sarà che è perché sto invecchiando e che invecchiando io invecchiano pure i miei sogni erotici? Può darsi.

Per esempio quando avevo vent’anni il mio desiderio proibito era di andare a letto con una quarantenne e si capisce facile che ora tutto questo non avrebbe più senso. Ché se alla mia età – trentadue – vai a letto con una quarantenne, non hai fatto nulla di speciale. Al massimo hai assecondato la biologia.

Perciò guardo più in là, nelle vulve d’epoca; perciò m’innamoro di una bella sessantacinquenne miliardaria ben conservata sotto ambra.

Glenn Close, dove sei mentre io peso le zucchine nel reparto ortofrutta della Pam?

Glenn Close, pure questa volta te ne sei tornata a casa senza nemmeno una statuetta. Al posto tuo se l’è presa un iraniano che così ha potuto fare un discorso poetico alla propria nazione e far commuovere tutti e che così ha potuto far fare una bella figura pure alla tua di nazione che, vista sotto questa truffa, sembra proprio un’educata democrazia della speranza per tutti.

Ma in ogni caso perché adesso sto parlando della premiazione? Perché sto uscendo fuori tema? Glenn Close, dove sei mentre io peso le zucchine nel reparto ortofrutta alla Pam?

Non so darmi risposta. E però dubito che tu stia pesando delle zucchine al reparto ortofrutta di un 7-eleven e che ti stia chiedendo dove sono io mentre tu pesi le zucchine al reparto ortofrutta di un 7-eleven.

Annunci

Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: