Fahrenheit 451

titolo originale Fahrenheit 451
nazione Francia
anno 1966
regia Francois Truffaut
genere fantascienza
durata 112 min.
distribuzione Universal Pictures
cast O. Werner (Guy Montag), J. Christie (Linda/Clarissa), C. Cusack (Il Capitano), A. Driffring (Fabian)
sceneggiatura F. Truffaut, J. Richard
musiche B. Herrmann
fotografia N. Roeg
montaggio T. Noble


In una società del futuro, disumana e dispotica, tutti i libri sono fuorilegge. I pompieri hanno il compito di trovarli e bruciarli tutti.


a cura di Noa Persiani (voto 8/10)

Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, mutate. In un futuro indefinito. Sembra un alternarsi di quadri di pop art in moto monocrome alternato. Modellati su antenne e pendii di tetti. Tanto d’annuncio vocale ad accogliere lo spettatore.

“E’ vero che molto tempo fa i vigili del fuoco spegnevano gli incendi invece di appiccarli?”. Uomini in nero danno vita a fiamme su carta dichiarata illegale. “No, è una leggenda”. Una sirena rimbomba; il primo atto di pulizia scorre con ritmo ansioso: le vittime sono i libri. Nascosti negli appartamenti ma inesorabilmente portati alla luce. Rude il falò si applica come uno spettacolo scadente eppur materialmente attrezzato. Il rito in bianco per colui che brucia gli scritti. Una purificazione dal male. La solita roba da leggere. “Ma perchè leggono? E’ solo un puntiglio”.

Tutte le proibizioni devono essere rispettate. Categoricamente. Volti vuoti, sguardi sciolti, si lasciano trasportare. Gente senza anima ormai. L’incontro con l’uniforme. Tutti hanno paura dei pompieri. L’odore del carosene è piuttosto forte. “Io lo trovo una specie di profumo”.

Fahrenheit 451 sulla divisa: la temperatura alla quale i libri prendono fuoco ed iniziano a bruciare. Pompieri addestrati verso la perfetta ed efficace applicazione dell’azione di sabotaggio di interni di case segnalate ‘come fuorilegge’. Per imparare a trovare bisogna saper nascondere. Organizzare il divertimento. Basta tenere tutti occupati per farli felici. Questo è l’importante. Trasfusione. Rispettare le regole può essere anche spassoso. La televisione unisono organo di diffusione. Folgorante nelle sue notizie mitraglianti. Vengo dal mondo.

Capitolo I. L’ente dispotico si piega a poco a poco. L’essere umano e la sua curiosità intrinseca. Micro libri controcorrente. “Chi legge crede di essere superiore”. Pietrificazione e muffa museale. Pillole, programmi televisivi, status symbol… Tutti uguali: uguali al modello ‘regolare’ proposto dalla televisione. “Dietro ognuno di quei libri c’è una persona!”. Il conformismo imposto dall’alto, anche con la forza, ha come risultato la riduzione degli uomini a numeri (le tabelline ripetute ossessivamente nella scuola), controfigure di se stessi. E’ grazie ai libri che si scoprono mondi differenti: il dubbio, la pluralità dei punti di vista. Una riscoperta dell’umanità si vive.

Fahrenheit 451 è un film viscerale per Truffaut: la ribellione, l’amore, il tradimento, la morte. Per la prima volta si trova a girare una pellicola a colori. La parabola del vigile del fuoco diventa occasione per il regista francese di affermare la fondamentale funzione della letteratura, veicolo privilegiato per la trasmissione di idee, emozioni, immenso archivio delle memorie e conoscenze.

Immagini suggestive come i roghi in cui si vedono scomparire alcuni dei romanzi più celebri. Bella la fotografia dai toni lividi. Peculiare la capacità di catturare la bellezza, la poesia del vivere, anche in gesti quotidiani e atroci. La morbosa attrazione verso il disfacimento della carta tra le fiamme, macabro rito di morte dell’umanità verso un’asettica disumanità che non gli appartiene, così distante dal suo cuore e della sua anima. Sopra le righe l’interpretazione dei due protagonisti in particolare la devastante inespressività di Oscar Werner e la magnifica duttilità di Julie Christie che interpretata le due donne cosi’ differenti. Sorprendente il finale con la scoperta di persone che combattono per tenere viva la verità degli scritti. Quale libro vorresti essere? “E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo tu potrai risponder loro: Noi ricordiamo”.

Tratto dall’omonimo romanzo fastascientifico – distopico di Ray Bradbury


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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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