Tarnation

titolo originale Tarnation
nazione Stati Uniti
anno 2003
regia Jonathan Caouette
genere documentario fai-da-te
durata 88 min.
distribuzione n.d.
cast Jonathan Caouette, Renee LeBlanc, Rosemary Davis, Adolph Davis, David Sanin Paz
sceneggiatura Jonathan Caouette
musiche original music by: John Califra, Max Avery Lichtenstein
fotografia Jonathan Caouette
montaggio Jonathan Caouette, Brian A. Kates (co-editor)
uscita nelle sale n.d.

Tarnation è un documentario autobiografico incentrato sull’infanzia e sulla prima età adulta di Caouette, così come su sua madre Renee LeBlanc, che fu sottoposta da giovane ad elettroshock. Con un padre assente e una madre che lottava contro la malattia mentale, Caouette si ritrovò a vivere nell’area di Houston con i nonni, Adolph e Rosemary Davis, i quali, nonostante avessero una personalità segnata da diverse stranezze, riuscirono a fornire a Jonathan una struttura famigliare di grande supporto. Il film esplora la vita di Caouette mentre egli gestisce il proprio rapporto con la madre passando da figlio ad amico e, infine, perfino figura paterna, continuando a sviluppare la propria creatività come attore, scrittore e regista.

a cura di Sergej Brevjic (voto 7,5/10)

Jonathan Caouette è un ragazzo dal volto stropicciato e preoccupato, una mattina si sveglia si mette al computer cerca gli effetti collaterali di un’overdose di litio per poi chiamare in ospedale e chiedere informazioni sulla madre. Vive a New York con il suo compagno, ma viene dall’Illinois; la sua è stata (e per molti aspetti lo è ancora) una vita travagliata e intensa, al punto che ha creduto di poterne fare un film, o meglio un documentario.

Tarnation è quanto di più originale ma allo stesso tempo semplice si possa immaginare di vedere, e il coraggio sta proprio nel costruire questo film partendo quasi esclusivamente dal riversamento dei suoi super8 e dal ricomponimento degli stessi in un insieme intimo (i suoi monologhi “allo specchio”, i suoi teatrini, tutte le riprese in cui si confessa alla cinepresa casalinga) ritmico e fedele alla stessa realtà, non sono presenti ricostruzioni, solo “materiale di repertorio”, oltre ovviamente al raccordo al presente.

Una sorte crudele quella avversa ad una famiglia flagellata da continui macigni che si abbattono uno dopo l’altro e a cui assistiamo basiti: violenze domestiche, psicofarmaci, droghe scambiate per caramelle, alcool e disturbi mentali, una catena difficile da spezzare che gradualmente viene interrotta dal talento istrionico e naif di un ragazzo cresciuto bruciando inconsapevolmente le tappe, che parte per New York coltivando le sue doti attoriali e deciso a ricostruire – come una Torre di Babele fatta di frammenti ricomposti in un mosaico amatoriale che ha dell’incredibile organicità  (vincendo un altrimenti facile caos) – la sua esistenza e quella della sua disgraziata (tarnation) famiglia. Quello che traspare è un quadro sgranato e ricucito di una vita di provincia che incarna quel gotico americano kitch e inquietante  che si nasconde in quel conformismo e in quell’ignoranza che porta a disastrose conseguenze (i genitori della giovane  madre di Jonathan autorizzano l’elettroshock consigliato dai “medici”), sublimata in poesia da un’autodistruzione che si  fa volontà e viceversa. L’assenza di una vera e propria voce fuori campo, è supplita da lapidario testo che cronologicamente ci illustra gli accadimenti e le conseguenze spesso devastanti che coinvolgono Jonathan Caouette, l’autore di questo film montato in casa con un programma per Macintosh, e la sua famiglia composta da madre e dai relativi nonni, creando un vortice nero che ci immerge in un tunnel dal quale non si conosce via d’uscita e nel quale veniamo tirati dentro e attratti per seguire gli sviluppi dello sfacelo che si abbatte impietoso.

Angosciante sentito sincero malinconico, accompagnato da una splendida colonna sonora comprendente tra i migliori autori folk sperimentali e alternativi della scena musicale indipendente americana (per i cui diritti il budget è lievitato a un costo stimato di 218$) questo film, pardon documentario, si candida a rimanere un’opera delicata e straziante unica nel suo genere, di grande valore intrinseco e compositivo. Non è un film per tutti.

Tema portante del film:

Annunci

Info Il Cinema Bendato
Il Cinema Bendato cerca di sotto-porre l’attenzione su quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: