The Doors

titolo originale The Doors
nazione U.S.A.
anno 1991
regia Oliver Stone
genere drammatico, biografico
durata 140 min.
cast V. Kilmer ( Jim Morrison ), M. Ryan ( Pamela Courson ), K. Dillon ( Jhon Densmore ), K. McLachlan ( Ray Manzarek ), F. Whaley ( Robby Krieger ), C. Glover ( Andy Warhol ), K. Quinlan ( Patricia Kennealy )
sceneggiatura O. Stone, R. Jahnson
musiche The Doors
fotografia R. Richardson
montaggio D. Brenner, J. Hutshing


Il film è il ricordo della vita dello stesso James Douglas Morrison, che viene fatto corrispondere alla registrazione, da lui realmente recitata, delle sue poesie.

a cura di Noa Persiani (voto 7/10)

La spinta dell’istinto. La corrente della passione. L’amore per la scrittura. La sua musa ispiratrice fragile e distruttiva, la donna da cui beve la sua breve vita. Il bottone rosso che invita alla registrazione dell’incoronazione di una vita cullata dalla dissolutezza del genio. Senza sedare gli istinti selvaggi di colui che vede l’anima sul volto delle persone. Il rock come l’origine della tragedia greca: danze, canti di fedeli in spazi all’aperto come le più devote baccanti. Dalla folla si alza verso il cielo ingabbiato un essere posseduto dal demone dello sciamano e inizia una convulsione di alito roco, aspro, profondo, potente, arrogante. Migliaia di maschere di emozione e tensione delineano un volto in apparenza quieto, attento. Si svuotano gli occhi di solito pieni, vulcanici, penetranti per tramutarsi in fessure oscure ipnotiche per la massa trasportata da quell’essere divino. Espandere il rock oltre i confini.

“Il film inizierà tra cinque minuti, annunciò la voce vacua. Chi è senza posto aspetterà il prossimo spettacolo.. il programma di stasera è un ripasso, l’avete visto passo per passo. E’ la vostra nascita, vita e morte, ricorderete ogni parte.. avete avuto un buon mondo morendo? Abbastanza da farci un film. Siete riusciti ad entrare? Siete riusciti ad entrare? La cerimonia sta per cominciare…” Niente musica. Niente Doors. Incidere e basta.

1949 New Mexico. Cavalieri della tempesta, dentro questo mondo siamo stati gettati. Piccolo Jim è solo un sogno. Lo sciamano nel riflesso degli occhi languidi che si allontanano dalla prima apparizione che segnerà la sua esistenza. La lucertola lungo i passi del deserto, simboli interagisco formando un destino già scritto.

1965 California. Il film nel film che già traspone la sua arte. Disegni, poesia: la conoscenza che eccita i sensi. “Quando Le Porte della percezione sono spalancate, le cose appaiono come veramente sono: infinite. Sunset Strip. Visioni, distorsioni, compressioni di un’anima vagabonda del tempo assoluto, incoronando la memoria di una realtà parallela: percezioni, conformi, deformi. Parole dell’aldilà. Espiazione di note. Note in catarsi. Parola dissuadente. Scadente. Insolente. Sapiente poesia. Dalle session nei Sunset Sound Recorders prende vita un magma sonoro incandescente, che amalgama blues e rock psichedelico, beat generation liturgie occulte, ritmi esoterici, melodie esotiche. Le liriche lungo il suono dell’organo, l’incedere del drumming e la ritmica della chitarra: un marchio di fabbrica indelebile, tra spiritualità e sensualità, tra sacro e profano; il recitativo di Jim Morrison dà alle canzoni il sapore del rituale. Il carismatico cantante non si s0ttrae. Si espone, e tanto. Come se cercasse il legame universale per paura di esser troppo solo. Aforismi, versi liberi, brevi incontri, che galleggiano nell’immensità dei paesaggi come piccoli soli luminosi. Parole cesellate, scolpite, a cui il bianco avorio che le circonda funge da cassa di risonanza; sembra di ascoltarlo il Re Lucertola  mentre legge personali acuminati pensieri.

1971 Parigi. Cimitero Père-Lachaise. Non un semplice luogo di morte: Balzac, Wilde, Chopin, Proust, Piaf. Scritte sui muri.. “Morrison da questa parte..”. Passando tra marmi, secoli passati si bloccano sotto l’obbiettivo di una miriade di occhi curiosi e increduli che scrutano la fine dello Sciamano Elettrico, del Re Acido, del Re Edipo in persona. Forse non è morto? Forse è in Africa dove sta cercando di rivivere l’ennesima leggenda: prima Dioniso, poi Nietzsche, poi Rimbaud? Come Marat nella vasca da bagno realizzando la segreta profezia: diffondere il mito dei Doors. Psichedelico, invadente il flusso di immagini che vengono catturate dalla macchina da presa, incorniciate da ambientazioni ben riprodotte. Un montaggio caotico porta un disequilibrio comprensivo generale nonostante l’ottima interpretazione di Val Kimer che riesce a riportare alla mente il mito del cantante di Melbourne, con una somiglianza fisica impressionante e un lavoro sul corpo scrupoloso, attento ai dettagli. Il regista newyorkese appare emotivamente compromesso (“il giorno in cui Jim Morrison morì piansi come un bambino, fu uno dei giorni più tristi della mia vita”) per riuscire a donare un ricamo chiaro e ben fornito di quegli anni tinto di psicanalisi e turbolento rock. 

“Un attributo dell’ignoranza, l’auto – inganno potrebbe essere necessario al poeta per sopravvivere.”

Riconoscimenti

– Nomination al Moscow International Film Festival del 1991
– Nomination al MTV Music Awards del 1992

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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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