Il primo uomo

titolo originale Il Primo Uomo
nazione Francia, Italia, Algeria
anno 2011
regia Gianni Amelio
genere drammatico
durata 98 min.
cast J. Gamblin ( Jacques Cormery ), N. Jouglet ( Jacques bambino ), M. Sansa ( Catherine Cormery giovane ), C. Sola ( Catherine adulta ), D. Podalydès ( maestro Bernard ), J. Bonnaire ( zio Etienne )
sceneggiatura G. Amelio
musiche F. Piersanti
fotografia Y. Cape
montaggio C. Simeoni
uscita nelle sale 20 Aprile 2012

Adattamento dall’opera postuma di Albert Camus, è la storia di Jacques Cormery, alter-ego di Camus, che negli anni ‘50 fa ritorno in Algeria, paese dove è nato, ma dove viene considerato come uno straniero dagli algerini, in lotta per l’indipendenza, in quanto francese.

a cura di Noa Persiani (voto 7/10)

Némésis. La misura del ricordo. Di qualcosa che non si è potuto vivere. Déjanire. Come la fiamma unica dell’interiorità uguale che anima l’uomo e lo scrittore. L’uomo totale ne L’uomo in rivolta. Tempio della necessità e della violenza.“ Tutto i morti sono troppi ”.

1957.Il vento tra i giri dei fiori indenni in Algeri. Per aprire gli occhi sulla verità: l’Algeria Francese. Politica. Obbiettivo: rispondere agli assassini con le loro stesse armi. Terra lontana. Dimenticata. Disprezzata. Abitata da due popoli, uno musulmano. Si accetta abilmente lo scorrere del sangue. Presi in mezzo tra la paura di una guerra che tutti preparano e quella tutta particolare delle ideologie assassine. Soffocare in mezzo a coloro che sono convinti di avere assolutamente ragione, tanto nelle macchine quanto nelle visioni. “La patria è la Francia”. Co – esistenza: unica soluzione. Non c’è niente di più importante. Nelle viscere di uno scontro cieco. Una ricerca esistenziale legata al valore della memoria che non si ferma alla sfera privata, ma si allarga alla Storia fino a divenire un percorso che si fonde in maniera indistinta. Il dovere d’uno scrittore è aiutare quelli che subiscono la storia”.

Luci soffuse. Lumi di candela. Inquadrature dal taglio netto. Silenzi. Privazione. Castrazione. Violenza violata d’un bambino espressivo. Sensibilità piena. Sovrapposizione dell’uomo – bambino.  Scuola. Penna stilografica. Nato intellettuale. Maestro di vita. Suo insegnamento vitale. Un bambino è un germoglio dell’uomo che diventerà”. Il personaggio diventa così uno e trino e il percorso di Cormery – Camus – Amelio diventa quello compiuto da uno straniero senza patria, da un uomo che, privato del proprio passato e della propria storia, è necessariamente costretto a guardare dentro se stesso, per potersi ritrovare. Artefice di un destino innato. Mente geniale da puro intellettuale. Bontà d’animo a pro-fusione. Volontà di riscatto per il suo popolo. “Quand’ero piccolo mi dicevi che ero troppo intelligente per restare qui”. Presenza che svanisce nell’essenza. Assenza che permane in presenza. Restare per andare. Partire per tornare.

Inquadrature paesaggistiche marine. Musica colma di corde in sintonia con l’armonia della natura. Ripresa d’interni/esterni ben dettagliata. Una fotografia delicata e ricercata nei colori come nelle prese di luce. Flashback continui, forse troppo variopinti. Salti temporali, forse troppo affusolati. Il passato nel presente. Il presente nel passato. Concatenati, a volte strozzati. Una narrazione forte, commovente. Ottimo cast, fantastica l’interpretazione dei due alter – ego di Camus uomo / bambino. Il giovanissimo attore scandisce la sua interpretazione soprattutto nell’espressività dello sguardo.

Il primo uomo è il primo essere che in qualche modo è libero e padrone di sè. Senza obblighi contrasta quello che la Storia gli offre come dono e spesso come condanna. Il libro incompiuto di Camus è una autobiografia urgente, necessaria e il regista calabrese ci concede un atto d’amore. 

Colui che scrive non sarà mai all’altezza di colui che muore”

Riconoscimenti

  • Toronto International Film Festival 2011: premio FIPRESCI

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Info Noa Persiani
Il Cinema Bendato cerca di (sotto)porre l’attenzione sul cinema d'autore, quel cinema che spesso viene messo da parte, che non riceve la giusta luce, che purtroppo non è facile da far raggiungere agli sguardi di un pubblico numeroso. Togliamogli le bende. Togliamoci le bende.

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