Venezia coast to coast.

Bimbi belli ci siamo. Sto sfidando le leggi della fisica per far entrare i vestiti di dieci giorni in un bagaglio che ne contiene al massimo per quattro, non appena riuscirò ad infilare nello spazio libero della zip anche lo spazzolino, mi dichiarerò ufficialmente vincitrice! Domani mattina sarò in partenza per Venezia e tra nemmeno ventiquattro ore sarò già in una delle sale del Festival a guardare uno dei primi film in programma. Posso darvi ufficialmente la notizia che avremo un portatile con noi, per cui potrete subirvi le mie recensioni anche fuoriporta. Cercherò di dare la precedenza di pubblicazione ai film più attesi, per poi completare il lavoro una volta tornata a Roma.
Come forse avrete avuto modo di notare in un piccolo riquadro provvisorio nella barra laterale del blog, Il Cinema Bendato proponeva ai suoi lettori collaborazioni a questo blog. Sono molto felice di aver ricevuto diverse e-mail in cui alcuni di voi mi hanno offerto il loro aiuto. Per chiunque altro avesse intenzione di collaborare con questo blog, può mandarmi un’e-mail all’indirizzo ilcinemabendato@gmail.com a cui cercherò di rispondere il più celermente possibile.
Per ora, sono felice di annunciarvi che da oggi do il benvenuto alla prima nuova scrittrice di questo blog Noa Persiani, di cui potete leggere la sua prima recensione per Il Cinema Bendato, vale a dire Lasciami entrare di Tomas Alfredson, che tra l’altro sarà in concorso con il suo nuovo film “Tinker, Tailor, Soldier, Spy” al Festival di Venezia 2011.
Buon inizio di settembre, buone visioni e ci rivediamo su questi pixel. Baci ai pupi.
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Venezia XXL.

In questi giorni d’estate romana mi sono intorrogata su diverse questioni su cui temo venga posta troppa poca attenzione, e quella che ho ritenuto la più interessante e controversa è per esempio il motivo per cui la frutta più buona contenga innumerevoli piccoli semini. Prendiamo come esempio l’uva o l’anguria. Per non parlare del frutto della Punica granatum, la melagrana. Il melograno (non prendiamoci in giro, nessuno ad eccezione dei dipendenti dell’Accademia della Crusca lo chiama la melagrana) è davvero un frutto ignobile. Non fai in tempo ad assaporare il suo gusto dolcissimo che stack, ti capita quel semino fastidiosissimo. In realtà quando ero a New York mangiavo uva senza semi. Ebbene sì, lì la loro uva è senza semi. La cosa mi turbò molto, allora chiesi a mia zia: «scusa, senti, ma perché quest’uva non ha semi?» e lei mi rispose: «ma perché, da voi ancora non è arrivata?». L’uva come il nuovo modello dell’i-phone.
Questioni esistenziali a parte, sto studiando moltissimo. Infatti ieri è uscito il programma della 68esima edizione del Festival di Venezia. Sto cercando da stamattina di riuscire a capire come fare per ottenere il dono dell’ubiquità e riuscire a vedere tutti i film presenti in programmazione, ad eccezione del film di preapertura (udite, udite) Box Office in 3D di Ezio Greggio e il film su Vasco Rossi a cui dolorosamente ma coscienziosamente rinuncerò. C’è da dire che Venezia quest’anno non è all’altezza di Cannes, ma tante sorprese sono sicura ce le riserverà. Per darvi un veloce panorama della programmazione, abbiamo “Carnage” di Roman Polanski, “A Dangerous Method” di David Cronenberg, “Poulet aux prunes” di M. Satrapi e V. Paronnaud che a leggerli così nemmeno a me dicevano niente, ma poi ho scoperto che sono i registi di “Persepolis” e prima sono sobbalzata dalla sedia, poi mi sono vergognata, “Sal” di James Franco (di cui sono discretamente curiosa), ma poi “Terraferma” di Emanuele Crialese (!), “Contagion” di Steven Soderbergh, e ancora “Tinker, Tailor, Soldier, Spy” di Tomas Alfredson che per chi non lo conoscesse è il regista di Lasciami entrare, un film sulla storia di due bambini di cui uno è un vampiro e che è molto interessante e bello (Claudio, prendi nota per la tua collezione), “4:44 Last Day on Earth” di Abel Ferrara, “Quando la notte” di Cristina Comencini, “Himizu” di Sion Sono che è il regista di un film davvero assurdo e fuori dal comune, oltre che sotto il profilo stilistico e compositivo splendido, intitolato “Strange Circus” che consiglio a chi possiede uno stomaco forte ma che davvero non dimenticherete, “Faust” di Aleksander Sokurov da cui ci aspettiamo grandi cose specialmente con un titolo importante come questo, “This is not a Film” di Jafar Panahi e innumerevoli altri film, tra cui il film d’apertura di George Clooney “The Ides of March“.
Un’altra cosa che mi rende felice è che per presidente di giuria ci sarà il mio amato Darren Aronofsky e magari quest’anno ce la facciamo a far vincere un film con i controcoglioni.
L’anno scorso ammetto di essere rimasta un po’ delusa dalla scelta della giuria presieduta da Quentin Tarantino. “Somewhere” di Sofia Coppola non era all’altezza di una “Balada triste de trompeta” di Alex De La Iglesia (e sottolineo con indignazione che ad un anno di distanza non è ancora uscito in sala!).
Ad ogni modo, sto studiando duro e secondo la mia durissima tabella di marcia cinefila dovrei riuscire a vedere 58 film in 10 giorni. Cortometraggi e documentari brevi esclusi. Ovviamente non ho preventivato nel mio progetto: stanchezza, pause pranzo, ore sufficienti di sonno per riuscire a sopravvivere, il tempo da dedicare alla Biennale d’arte e alla visita consueta che ogni anno rifaccio al Guggenheim Museum ed attività extra.
La buona volontà c’è e spero di poter essere il più fedele possibile al mio progetto suicidacinefilo.
Nel caso non ci rivedessimo… buongiorno, buonasera e buonanotte.

Blog di una cinefila perbene.

Sedici d’agosto. La casa è vuota ed io passo il tempo pedinando il cono d’ombra presente in casa mia in cui riesco a trovare refrigerio.
Il movimento che il cono d’ombra ha compiuto sottostando alle, da tutti voi conosciute, Leggi Fondamentali Del Movimento Girasoidale Delle Case Romane è stato nell’ordine: letto – frigo – divano – pc. E io fiduciosa l’ho seguito.
Questo lento ma faticosissimo pellegrinaggio alla ricerca del refrigerio nei meandri della mia casa mi ha portata ad acquisire le seguenti conoscenze:
1. avere ancora la sovracoperta sul letto; che descrive in maniera impeccabile lo stato dell’arte della mia accidia;
2. trovare il frigo pieno; che fa collocare mia madre al primo posto tra le persone a cui vorrò più bene in assoluto per i prossimi 4 o 5 giorni, finché il frigo non ritornerà ad essere inspiegabilmente vuoto;
3. scoprire, accendendo la tv, nell’ordine:
a. della nascita dell’ennesimo programma televisivo umiliante per il genere umano denominato Piazza la risata o qualcosa di simile, con l’aggravante di venir inserito nella programmazione estiva, periodo in cui siamo tutti più vulnerabili;
b. della sconcertante prossima uscita in sala di un film chiamato Box Office in 3D per la regia di Ezio Greggio, parodia dei film di maggior successo al botteghino stile Minchiatas Movie ma molto meglio perché made in Italy;
c. dell’esistenza di un essere umano di sesso maschile chiamato Daniele Liotti che insieme a Claudio Santamaria e Luca Argentero si colloca nella TOP 3 degli uomini italiani televisivi che non oserò mai confessare di amare a turno segretamente.
4. ed infine, accendendo il pc, accorgersi che è giunto l’inevitabile momento in cui inizierò a tenere anche un blog personale all’interno del Cinema Bendato.
Non sforzatevi per esultare perché il caldo non perdona e non voglio cinefili sulla coscienza.
La verità è che è stato alquanto sorprendente riaprire la casella di posta dopo un po’ di latitanza dal web e trovare alcune e-mail che mi chiedevano che fine avesse fatto la newsletter del Cinema Bendato. Si è rotta? Non scrivi più? Hai chiuso il blog? No, no e no!
Lo ammetto, ero in vacanza. Ogni tanto anche io faccio di queste cose, spero di riacquistare presto la vostra fiducia.
Non credo interesserà a nessuno, ma ve lo dico lo stesso. Sono stata a Montefiscone, t-ridente  cittadina che si affaccia sul lago di Bolsena, nella Tuscia, dove ho assistito alla quinta edizione dell’Est Film Festival; festival di cinema dedicato principalmente alle opere prime e seconde italiane e che consiglio a chiunque di voi abiti a Roma e provincia, ma anche a Milano o a Treviso, perché in dieci giorni vi potete vedere tutte le migliori opere prime e seconde italiane agratise. Oltre che cortometraggi, documentari e spettacoli teatrali e non, anche questi tutti agratise.
Fatta questa piccola ma doverosa pubblicità per cui mi sono guadagnata un bicchiere di vino EST! EST!! EST!!! montefiasconese finanziato gentilmente da me stessa, mi sento molto meglio e posso continuare a raccontarvi delle mie fenomenali vacanze.
Difatti non ho fatto in tempo a disfare la valigia che ne ho dovuta preparare un’altra per la vacanza estiva di famiglia. Durata 7 giorni. Vale a dire 168 ore oppure 10.080 minuti. Sempre che la matematica elaborata dalla calcolatrice di Windows addizionata alle mie abilità matematiche elementari non siano un’opinione, cosa che io credo che siano. Parlo per me, con tutto il rispetto per la suscettibilità di Bill Gates.
Destinazioni: Ancona, Corfù, Santorini, Argostoli, Atene, Kotor e Venezia. Quantità di tappe che vi farà dedurre che si trattava di una crociera. Di un’infernale crociera.
Tornata dalla crociera piange tutte le sue lacrime. Di gioia.
Ora invece mi trovo davanti ad un computer e per la precisione di proprietà di mio fratello, che si trova nella seconda vacanza di famiglia a cui mi sono vilmente sottratta.
Ho provveduto ad aggiornare il blog con quei film che negli ultimi tempi avevo visto al cinema, ma che non avevo avuto tempo per scriverne una recensione, vale a dire Il ragazzo con la bicicletta, Michel Petrucciani – Body & Soul e Le donne del 6° piano. Inoltre un paio di giorni fa ho visto un film che mi ha a dir poco entusiasmata e che ho subito provveduto ad inserire nella sezione dei film che vi consiglio, ossia I’m a Cyborg, but that’s OK. Un film non distribuito in Italia, ma che potrete trovare in versione integrale su youtube, sottotitolato in italiano. Gli ho messo dieci e bacio accademico.
Vi terrò saltuariamente compagnia fino al 30 agosto, perché dal giorno dopo sarò costretta per cause di forza maggiore ad abbandonare la città. Sarò a Venezia ad un festival di cinema di cui mi hanno parlato abbastanza bene. E’ il quarto anno che vado a vedere com’è, ma visto che non ho ancora preso una vera e propria decisione, tornerò a ricontrollare anche quest’anno in modo tale da saper dirvi meglio.
Questo ovviamente vorrà dire che avrete in anteprima tutte le recensioni dei film che vedrò. Che culo. Lo so, lo so.
Vi ricordo che a Roma sono presenti innumerevoli Arene di cinema all’aperto in cui potrete trovare la più svariata programmazione e in cui si sta riproponendo quasi integralmente il programma invernale cinematografico.
Occasione che fa il cinefilo ladro per recuperare visioni perdute durante l’inverno. Vi segnalo qualche sito da consultare in cui poter trovare dove sono le arene cinematografiche di Roma e la loro programmazione:
1. http://www.agisanec.lazio.it/notti_cinema.html
2. http://www.arenediroma.it/
3. http://www.isoladelcinema.com/
4. http://www.pigneto.it/news.asp?id=1043
Spero che le vostre vacanze siano fresche e poco sudate e che non abbiate abbandonato né cani, né sale cinematografiche.
Ciao.
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