Las buenas hierbas



locandina
titolo originale
Las buenas hierbas
nazione Messico
anno 2010
regia María Novaro
genere Drammatico
durata 120 min.
distribuzione n.d.
cast U. Pruneda (Dalia) • O. Medina (Lala) • A. Murguía (Blanquita) • C. González Muñoz (Cosmo) • G. Rodríguez (Gabo) • M. Balderas (Ana) • A. Estrella (Luis)
sceneggiatura M. Novaro
fotografia G. Barroso
montaggio S. Garza • M. Novaro
uscita prevista non ancora disponibile


Lala è una botanica che si occupa del Giardino Botanico dell’Università di Città del Messico; quando le viene diagnosticato l’Alzheimer prega sua figlia Dalia (che vive sola con un bimbo piccolo e che lavora in una radio indipendente) di aiutarla a concludere le sue ultime ricerche per trovare le piante in grado di curare l’anima dell’uomo, basate sul Codice de la Cruz-Badiano del 1552.



Interessante rapporto tra chimica delle piante e psicologia umana. Una donna che perde la sua memoria e con essa simbolicamente anche la tradizione erboristica che in tempi antichi legava uomo e natura. Un film interessante, dolce, per certi aspetti coraggioso. Si accennano momenti di sottile poesia, che purtroppo però non vengono affrontati fino in fondo, come una bolla di sapone disegnata a metà, scelta che ne comporta un apprezzamento più mentale che emotivo. Tuttavia l’immaginazione di uno spettatore interessato riesce a completare la parte restante del disegno. Commovente la similitudine che la figlia Dalia fa dell’Alzheimer con il dialogo che il Brucaliffo ha con Alice nel noto libro d’infanzia. Quasi nessuno degli intrecci collegati alla storia principale viene ben districato, forse volutamente e forse a simboleggiare un po’ delle nuove e un po’ delle vecchie radici di un albero immaginario che rappresenta la nuova vita di Dalia. Coraggioso finale, su uno dei temi più scottanti degli ultimi tempi quale l’eutanasia.

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2 Responses to Las buenas hierbas

  1. Anonimo says:

    questo , e’ il classico film che purtroppo , non arrivera’ mai in italia.
    l’hai visto al festival?
    speriamo di trovarlo sottotitolato in rete.
    Alessandro

    • Sì, l’ho visto al Festival di Roma. Una delle innumerevoli pellicole “da festival” destinate a scomparire con la cerimonia di chiusura della manifestazione. Una tristezza.

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